31 ottobre 1930 1930-2019 25 maggio 2019
  Martina Franca

Cosa si sa

Danilo de Judicibus nasce a Brindisi il 31 ottobre 1930 da Sergio e Lydia Zaccaro. Primo di tre figli: Danilo, Dario e Sonia. Il 2 febbraio 1956 sposa Maria Teresa Giliberti. La coppia ha due figli:

  • Dario (❀1960-vivente),
  • Stefania (❀1965-vivente).

Muore a Genova il 25 maggio 2019, avendo a fianco la moglie e circondato dai suoi cari. Le sue ceneri vengono disperse in mare come da sue volontà.

Biografia

La vita di Danilo de Judicibus è stata caratterizzata da tre grandi passioni: quella per il volo, quella per il mare e quella per la musica.

Giovinezza

Fin da bambino Danilo sognava di poter volare. Quando era ancora piccolo il nonno, che era un armatore, lo portava a vedere le navi e gli diceva che un giorno sarebbero state sue. Lui tuttavia aveva un solo sogno e ribatteva che non gli interessavano le navi, che lui voleva diventare pilota di aerei. Da giovane, tuttavia, era uno scavezzacollo. Amava divertirsi e fare scherzi, inoltre aveva un senso dell'umorismo a volte pesante. Una volta, cercando di intrufolarsi nelle cucine della caserma da una finestra, finì in un pentolone che conteneva il sugo di pomodoro per il pranzo della Mensa Ufficiali. Dato che veniva dalla spiaggia, era ovviamente sporco di sabbia. Invece di avvertire il cuoco di quello che era successo, ripulì tutto e allungò il sugo rimasto con dell'acqua, quindi avvisò tutti i suoi amici di non ordinare la pasta al sugo a pranzo alla mensa del Circolo Ufficiali.

Danilo aveva molte passioni. Atletico, la sua passione principale era la pesca subacquea. Subito dopo la guerra si era appena agli albori nel campo delle immersioni. Non c'erano tutte le attrezzature che ci sono oggi. Danilo, assieme a un gruppo di compagni che saranno poi tra i fondatori e i primi membri della Federazione Italiana Pesca Sportiva ed Attività Subacquee (FIPSAS), incomincia a costruirsi l'attrezzatura da zero, sfruttando anche l'esperienza che molti si erano fatti in guerra. Le maschere e le pinne venivano ricavate da vecchi copertoni usati di automobili e camion, i vetri per la maschera venivano tagliati da quelli di vecchi quadri. L'attrezzatura risultante era davvero primitiva. Sempre con strisce di gomma e pezzi di legno o tubi di alluminio, vennero costruiti i primi fucili subacquei, gli arbalete, cioè fucili ad elastico. Ancora non c'erano quelli ad aria compressa e comunque non avevano abbastanza soldi per svilupparli, agli inizi. Aiutati da alcuni sommozzatori americani, questo gruppo di giovani appassionati iniziò a sviluppare nel dopoguerra i primi autorespiratori ad aria (ARA) in Italia e i primi erogatori, anche questi molto primitivi. Danilo e gli altri non sapevano ancora quasi nulla di sincope da apnea o di embolia gassosa, non avevano tabelle di compensazione. Era tutto molto sperimentale e non pochi furono i problemi e gli incidenti. Fu un periodo pionieristico dal quale nacque la pesca sportiva e l'attività subacquea in Italia.

Danilo era inoltre molto bravo nel “fai da te”: se la cavava molto bene con la meccanica e i motori ma ancor più nella lavorazione del legno. La maggior parte dei mobili che in seguito arredarono le case in cui abiterà li costruisce lui. Inoltre era appassionato di modellismo in generale e di aeromodellismo in particolare. Con il fratello Dario costruirono molti aeromodelli perfettamente funzionanti. Più avanti negli anni si dedicherà alla costruzione di modelli di antichi velieri. In matematica e nelle materie scientifiche era bravo, ma in quelle umanistiche decisamente meno, tanto che per riuscire a passare la maturità a Taranto, condizione indispensabile per entrare in Accademia, dovette farsi aiutare da quella che in seguito diventerà sua moglie, Maria Teresa Giliberti. In seguito, tuttavia, svilupperà un interesse profondo per la Storia che lo porterà nell'ultima parte della sua vita ad occuparsi anche della storia della sua famiglia. Un'altra grande passione che lo accompagnerà per tutta la vita, sarà la musica, soprattutto quella classica.

Dai ricordi di
Maria Teresa Giliberti e
Dario de Judicibus.

Periodo militare

Per un sommario delle attività svolte, vedi la scheda omonima nella sezione «Dati e Foto».

Danilo era solito dire di “aver volato su qualsiasi cosa avesse un paio d'ali a parte i piccioni’ ed è stato davvero così. Per Danilo volare era una passione, prima ancora che una professione. Figlio di militari, aveva un senso del dovere e della Patria molto forte.

Entra nel 1949 nel Corso Grifo 2°. Dopo aver preso il brevetto militare sui Mustang P51 nel 1952, inizia l'addestramento avanzato. Nel 1954 entra nella 6a aerobrigata Ghedi, 156° gruppo, dove diventa comandante di squadriglia con la 381ma e la 383ma. In quel periodo assume ruoli importanti sia nel campo della sicurezza del volo, esperienza che poi porterà nell'aviazione civile, sia come istruttore di volo e di tiro.

Nel 1959 frequenta la Scuola di Guerra Aerea e nel 1962 si reca negli Stati Uniti dove frequenta diversi corsi, tra cui quello di investigazione e prevenzione incidenti presso la USCLA, ateneo che gli resterà caro.

1962 - Danilo de Judicibus - Maxwell Air Force Base, Air University
Danilo de Judicibus.
Annuario del 1962 della Air University della
Base dell'Aviazione Maxwell a Montgomery in Alabama, USA.

Al ritorno dagli Stati Uniti entra nella 4a aerobrigata CI Grosseto. È qui che effettua la sua prima investigazione aerea, a fronte del primo incidente avvenuto in Italia di un F104, aereo che Danilo aveva contribuito a portare in Italia dagli USA con una trasvolata transoceanica.

Nel 1964 prende il comando del 101mo Gruppo RCB 5a aereobrigata Rimini, reparto che rimmarrà per sempre nel suo cuore e del quale era molto orgoglioso. Dopo un'altra espoerienza di comando nel 1966 a Porto Potenza Picena, diventa vicecomandante dell'8° Stormo di Cervia, altro reparto di cui parlerà spesso con amore.

Nel 1968 frequenta il corso superiore della Scuola di Guerra Aerea, cosa che lo porta nel 1969 al 1° Reparto dello Stato Maggiore. Pur essendo 4° in lista d'avanzamento per la promozione a Colonnello, tuttavia, Danilo non riesce ad ambientarsi in un mondo che ormai è troppo lontano dagli aerei che ama. Troppa politica e troppa burograzia per lui, che è sempre stato un operativo. Così prende una decisione in apparenza folle: al culmine della sua carriera, con la prospettiva di diventare un giorno Generale e forse altro, decide di lasciare l'Aeronautica Militare nella quale praticamente era nato, per ricominciare da zero nell'aviazione civile come navigatore.

Una scelta che può sembrare assurda e che richiese una grande prova d'umiltà, lui che umile di carattere non lo era davvero. In pratica si ritrovò sul predellino del navigatore a fare da spalla a pilotio che avevano un terzo delle ore di volo e dell'esperienza che aveva lui. Ripartì di fatto da zero perché all'epoca il fatto che avesse accumulato un notevole numero di ore di volo, non gli venne riconosciuta da Alitalia.

Danilo era il tipico militare che in famiglia non parla mai del suo lavoro e sa mantenere il segreto. Non sappiamo con esattezza a quante missioni segrete partecipò. Di una sola, in vecchiaia, si lasciò sfuggire qualcosa, quando parlò di una missione segreta il cui obiettivo era catturare in un Paese del Sudamerica un presunto terrorista italiano ricercato dalla magistratura e riportarlo in Italia, nonostante non fosse stata concessa l'estradizione.

Spesso Danilo raccontava anche del periodo della Guerra Fredda, quando si era di continuo in allerta e a volte capitava che venisse dato l'allarme e non si sapeva se era vero oppure un'esercitazione. A volte si saliva sull'aereo con sotto al sedere un carico di bombe nucleari, per poi restare lì sperando che non venisse mai dato l'ordine di partire. Qualche volta si partiva, ci si portava verso la Cortina di Ferro a bassa quota, per sfuggire ai radar, e poi si veniva richiamati alla base. Tutte operazioni di cui la Stampa e gli italiani rimasero sempre all'oscuro. Di tutto ciò abbiamo solo frammenti, rubati alla memoria di un vecchio che fino alla fine è riuscito a mantenere il riserbo su eventi che non saranno mai scritti sui libri di storia.

Periodo civile

Per un sommario, vedi la scheda omonima nella sezione «Dati e Foto».

Fin da quando era militare. Danilo si interessa di investigazioni negli incidenti aerei. da pilota ha perso molti compagni e si fa un punto d'onore quello di rendere sempre più sicuro volare, soprattutto per i piloti. Una volta, in uno dei suoi primi casi, quando era ancora militare, essendo un esperto subacqueo, si immerse per recuperrae la scatola nera di un velivolo militare affondato poco distante dalla costa. Il corpo del pilota era completamente coperto di stelle marine che lo stavano divorando. Da quel giorno Danilo non potè più sopportare la vista di una stella marina, così come non sopportava l'odore della carne bruciata, avendo purtroppo sentitolo molte volte arrivando fra i primi nel luogo di uno schianto.

Questa sua missione lo ha portato nel corso degli anni ad essere particolarmente attivo nell'Associazione Nazionale Piloti (ANPAC) prima, ovvero il sindacato dei piloti, e nella International Federation of Air Line Pilots' Associations (IFALPA), diventando in poco tempo una vera e propria autorità nel campo dell'investigazione sugli incidenti aerei. Nel corso degli anni Danilo si è occupato di molti incidenti di rilevanza internazionale, come quello di Punta Raisi.

Dai ricordi di
Dario de Judicibus.

Periodo civile

Per un sommario vedi la scheda omonima nella sezione «Dati e Foto».

In costruzione
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Investigazioni

A breve…


No better an example can be found than the ATI ATR-42 crash in Como, ltaly in October 1987, where within 48 hours of the aircraft crashing in heavy icing conditions, the cause was attributed to pilot error. It was convenient, both were dead. It is thanks to the tireless efforts of Captain Danilo de Judicibus, of the ltalian Pilots’ Association (ANPAC), that after the final judgement, the files were re-opened and the findings re-examined. It was subsequently found that the only error the pilots made was to follow the book — a book that was wrong. Now, charges of culpable homicide have been brought against the designer of the ATR-42, managers within ATI and four inspectors within the ltalian Civil Aviation Authority. In addition, 29 technical modifications have had to be made to the aircraft structure and systems.

Traduzione: Non è possibile trovare un esempio migliore dell'incidente ATI ATR-42 a Como, in Italia, nell'ottobre 1987, dove entro 48 ore dallo schianto dell'aereo in condizioni di ghiaccio intenso, la causa venne attribuita a un errore di pilotaggio. Il che era conveniente, dato che entrambi (i piloti) erano morti. È stato solo grazie agli instancabili sforzi del Capitano Danilo de Judicibus, dell'Associazione Piloti d'Italia (ANPAC), che dopo il giudizio finale, i file sono stati riaperti e i risultati sono stati riesaminati. Successivamente è stato scoperto che l'unico errore che i piloti avevano commesso era stato quello di seguire il manuale - un manuale che era sbagliato. Ora, sono state presentate accuse di omicidio colposo contro il progettista dell'ATR-42, i dirigenti dell'ATI e quattro ispettori dell'Autorità dell'aviazione civile italiana. Inoltre, sono state apportate 29 modifiche tecniche alla struttura e ai sistemi dell'aeromobile.

Juli/August 1989 AERO PERS
pag.24


Tra i fatti “non accaduti” c'è appunto la tragicommedia dell'agenzia per la sicurezza del volo. Il Parlamento europeo imponeva nel 1994 di costituire entro due anni un organismo specifico. Da noi il tempo scadeva inutilmente mentre volavano tra i diversi enti interessati (dal Cnr al ministero dei Trasporti) bozze che servivano esclusivamente ad animare tavole rotonde. Solo il 23 dicembre scorso il Consiglio dei ministri approvava un decreto che provocava la nascita, sulla carta, dell' attesissimo ente. Ma si trattava solo di “un oggetto misterioso che si aggirava per le stanze del Palazzo”, come lo definiva l'agenzia di stampa Air Press. Perché i contenuti erano ignoti mentre l'unico aspetto che emergeva erano le ipotesi sull'organigramma (presidente e 4 membri del collegio direttivo) e l'attribuzione delle poltrone spartite tra i ministeri di Grazia e Giustizia, dei Trasporti e degli Interni. “Dove sono gli esperti aeronautici che devono guidare le indagini in caso di incidenti in un mondo tecnologico così sofisticato come l'aviazione?” si chiede Danilo de Judicibus dell'Anpac, l'associazione nazionale dei piloti e relatore di una delle tante famose bozze. Il nuovo ente, comunque, quando prenderà forma si occuperà soltanto di analisi degli incidenti e non di valutazione generale della sicurezza e della prevenzione. Questi aspetti rientrerebbero nei compiti del neonato Enac (Ente Nazionale dell'Aviazione Civile) uscito dalla fusione tra il vecchio organismo Civilavia e il Registro Aeronautico Italiano. “Così abbiamo creato degli organismi — spiega de Judicibus — che stabiliscono le regole e contemporaneamente si controllano. Il Parlamento europeo aveva stabilito che l'ente della sicurezza dovesse essere autonomo e indipendente e invece il nostro dipenderà dal Ministero dei Trasporti. Inoltre — aggiunge — non si è risolto il problema della divisione tra le indagini giudiziarie e quelle tecniche”.

26 febbraio 1999 - Corriere della Sera
Treu: soccorsi tempestivi. I politici: subito l'agenzia per la sicurezza
I piloti dell'Anpac: servono controlli per la sicurezza sulle piccole compagnie
Articolo di Caprara Giovanni
Pagina 4


Il 26 aprile 1999 Danilo de Judicibus entra a far parte dell'appena ricostituita Commissione per la Normativa della Sicurezza del Volo.

…[omissis]…
E` ricostituita la Commissione per la normativa della sicurezza del volo.
…[omissis]…
La Commissione per la normativa della sicurezza del volo, è composta come segue:
…[omissis]…
C.te Danilo DE JUDICIBUS
Esperto Sicurezza del Volo
Associazione Nazionale Piloti Aviazione
Commerciale (ANPAC)
Viale degli Eroi di Rodi, 214
00128 Roma
…[omissis]…
IL PRESIDENTE
Prof. Ing. Lucio BIANCO

Consiglio Nazionale Delle Ricerche
Bollettino Ufficiale del CNR - Parte I Ordinamento n. 2/1999
Provvedimento Ordinamentale n. 15232/26.04.1999

Dati e foto

La carriera militare

1949 Corso Grifo 2°
  • brevetto militare 1952 su Mustang P51
  • addestramento avanzato T33
1954 Sei anni nella 6a aereobrigata Ghedi - 156° gruppo
  • comandante 381ma e 383ma squadriglia (unità operative)
  • corso analista obiettivi nucleari
  • membro squadra nazionale di tiro (NATO)
  • ufficiale sicurezza volo di gruppo
  • capoufficio operazioni di gruppo
  • ufficiale sicurezza volo di aereobrigata
  • istruttore di volo strumentale (T33)
  • istruttore di tiro (F84G ed F84F)
1959 Squadron Officers School (Staff College) Maxwell A.F.B.
1959 Scuola di Guerra Aerea (corso normale)
1960 S.M.A. 3° Reparto - Ufficio Sicurezza Volo
1962 Esperienze all'estero
  • 11 mesi negli USA Corso investigazione e prevenzione incidenti (jet & missili) USCLA
  • on the job training - Ufficiale sicurezza volo di un wing di B52G, Sacramento (CA)
  • corso sopravvivenza a Reno (Nevada)
  • transizione F104G Norvenick (Germania)
1962 4a aereobrigata CI Grosseto
  • 1° Ufficiale sicurezza volo del primo reparto F104
  • prima investigazione del primo F104 caduto in Italia
1964 Comando 101mo gruppo RCB 5a aereobrigata Rimini
  • transizione reparto da F84F a F104G
1966 Comando CRC Early Warning Porto Potenza Picena
  • corso controllore intercettazione
1967 Vicecomando 8° Stormo CB Cervia
1968 Scuola di Guerra Aerea (corso superiore)
1969 Stato Maggiore 1° Reparto (4° in lista d'avanzamento per promozione Colonnello)
1970 Passaggio in Alitalia

La carriera civile

1999 Membro della Commissione per la Normativa della Sicurezza del Volo.
2000 «La strategia del margine» di Renzo Dentesano et al.

Il 13 aprile 2000, alle 10:30, a Roma, presso la Sala Convegni del C.N.R., Piazzale Aldo Moro, Danilo De Judicibus presenta il libro «La strategia del margine» di Renzo Dentesano, Silvano Silenzi, Aldo Pezzopane, Giovanni Battista Petti e Luigi Iavarone. La presentazione è organizzata dall'Unione Giornalisti Aerospaziali Italiani e dall'Associazione Nazionale Pensionati Aeronaviganti.

Epitaffio

Cap. Danilo de Judicibus<br/>Pilota dell‘Aeronautica Militare Italiana
Cap. Danilo de Judicibus
Pilota dell‘Aeronautica Militare Italiana