? Luglio-agosto 1222 ?

Cosa si sa

Nel luglio 1222, Raimondo de' Giudici, console di Ventimiglia, giunge a Genova assieme ai colleghi Raimondo Priore, Ottobono Maroso, Guglielmo Saonese, Guglielmo Intraversato e Pietro Curlo, per tentare di ottenere condizioni di resa il meno disastrose possibile. Con loro c'è anche il vescovo di Ventimiglia Guglielmo, poi Beato. Ebbene, se si tiene conto della rovina provocata dalla ribellione ad ambo le parti, delle perdite umane, delle grandi risorse spese che Genova ha dovuto spendere e di quanto disposto dal severo rescritto imperiale, le clausole imposte sono sì dure ma, tutto considerato accettabili. In pratica si ripristina lo stato di vassallaggio già esistente, sebbene...

...la massima autorità comunale sarà d'ora in poi nominata da Genova. Genova avrà totale giurisdizione su Ventimiglia, costruirà a sue spese altre fortificazioni e potrà installarvi dei presidi. Si fanno salvi la vita ed i beni di tutti i cittadini di Ventimiglia, inclusi i conti. Gli accordi politici e commerciali precedenti la guerra vengono confermati, fatti salvi i reciproci diritti finanziari e fiscali.

Queste condizioni, portate a conoscenza della cittadinanza, vengono accettate e giurate da nobiltà e probi viri.


Il 22 agosto 1222 Raimondo Iudex è uno dei cinque testimoni del rogito compilato dal notaio Rinaldo relativo al giuramento che Oberto de' Giudici e Giacomo de Cannelli sottoscrivono a Genova, nella cappella di S. Gregorio.

obertus iudex et iacobus de canelli, oblatis ianuensi potestati scriptis conti-nentibus, quibus se subiicere ianuensi communi intendebant, sibi a Vintimilien-sibus commissis, non alia praeter haec sibi tradita fuisse profitentur. ... presentibus domino conrado et domino opicione iudicibus potestatis, guillelmo usumaarinis, ansuisio de santo genesio, et raimundo iudice, anno dominice natiuitatis millesimo ducentesimo uigesimo secundo, indictione nona XXII die augusti inter primam et tertiam.

"Liber Jurium Januenses", Doc. DLXXII


[1221-1222] Erano giunte a tal punto le cose, quando gli assediati chiesero con istanza la pace, offrendosi di stare alle condizioni che verrebbero prescritte dai vincitori. Inviati dal Comune partivano per Genova, Guglielmo vescovo della Città, Raimondo De-Giudici, Raimondo Priore, Ottobono Maroso, Guglielmo Saonese, Guglielmo Intraversato e Pietro Curlo.

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Nicolò Peitavino, Intemelio
"Conversazioni storiche, geologiche e geografiche
sulla città e sul distretto Intemeliese"
Savona, Stab. Tipografico Ricci, 1923