- 1272-1273 -

Cosa si sa

Dopo una serie di scontri, i de' Giudici tornano ad avere in mano la cosa pubblica di Ventimiglia e ne approfittano per condannare nuovamente all'ostracismo e alla confisca dei beni gli avversari ghibellini e in particolare la famiglia Curlo. I de' Giudici si appropriano della turris Curlorum, cioè della casa dei Curlo.

Come riporta il Caro, infatti:

Nella città di Ventimiglia esisteva da lungo tempo mortale inimicizia fra i Curio ed i Giudice. Questi ultimi avevano eletto nel 1270 a podestà Luchetto Grimaldi e suo figlio, sulla cui elezione i primi non erano d'accordo, avendo dato il loro voto a Simone Zaccaria, nei cui partigiani di Genova, contrari ai Grimaldi, trovarono appoggio. Dinanzi al Podestà Rolando Putagio venne quindi iniziata una causa per decidere a chi spettasse la carica di podestà di Ventimiglia. Secondo una prassi allora in uso, le parti si erano accordate per rimettere la decisione ad un giudizio arbitrale. I giureconsulti cremonesi, a cui erano stati rimessi gli atti del processo, espressero il loro consilium nel senso che riconoscevano più fondate le ragioni dei due Grimaldi, e Bonifacio di Negro, a cui era stata rimessa la composizione amichevole della vertenza, pronunziò un lodo conforme a quel parere. I Curlo ritennero ingiusta la decisione e rifiutarono obbedienza al Grimaldi; non essendo loro possibile di opporre resistenza, abbandonarono la città.

Libro III, cap. I, pagg. 256-257
Georg Caro
"Genova e la Supremazia sul Mediterraneo (1257 - 1311)"
Vol. I
Atti della Società Ligure Di Storia Patria
Nuova Serie - Vol. XIV (LXXXVIII)
Genova - MCMLXXIV


A riguardo il Rostan riporta:

La rivolta si propagòvittoriosa in tutta la Liguria e i guelfi dovettero sottomettersi o abbandonare la Repubblica. In Ventimiglia, cacciato Luchetto Grimaldi, venne eletto podestà Baliano Doria.
...[omissis]...
I guelfi si impadronirono del castello d'Apricale e un esercito, comandato dal Siniscalco di Provenza, venne ad accamparsi in Mentone, dai vento, guelfi, messa a disposizione del Re(1) (1273).
...[omissis]...
Il Siniscalco s'impadronì a sua volta di Roccabruna, indi puntò sulla Penna, che ottenne facilmente per tradimento, e, con mossa improvvisa e fulminea, marciò su Ventimiglia, riuscendo a penetrarvi. Qui i ghibellini vennero rovesciati. Cominciarono le vendette e le persecuzioni e la famiglia Curlo venne cacciata dai De Giudici. Una scritta, posta presso la porta S. Francesco, ricordò il fatto:

Curlorum familia praepotens guelforum praesidio Entimilio expulsa.

(1) Carlo d'Angiò

Filippo Rostan
"Storia della Contea di Ventimiglia"
Collana Storico-Archeologica della Liguria Occidentale
Vol. XI (Seconda Edizione)
Istituto Internazionale di Studi Liguri, Bordighera, 1971
pag. 33