? 1481-1498 ?

Cosa si sa

Nel 1480 i Turchi conquistano Otranto. La maggior parte della popolazione della città viene massacrata. Pochissimi degli abitanti riescono a fuggire nell'entroterra salentino: mentre ottocento di essi vengono cerimonialmente decapitati per aver rifiutato l'abiura, i rimanenti vecchi, donne e bambini vengono deportati come schiavi. Nel 1481 Papa Sisto IV riuscì a formare una coalizione per riconquistare la città. Durante lo sbarco per la riconquista di Otranto, al comando di una delle due galee ventimigliesi facenti parte della squadra messa a disposizione dalla repubblica di Genova, c'era il capitano di mare Gaspare de Judicibus.

Nel 1495, per la legge emanata da Simon Boccanegra, i nobili di Genova vengono esclusi dalla possibilità del dogato. Molto irritati, questi si dividono nelle due fazioni degli Adorno, ghibellina, e dei Fregoso, guelfa, a seconda delle personali e contingenti convenienze. Queste sono così variegate che a Genova e nelle città liguri ove tali fazioni si rispecchiano, si vedono i Grimaldi e i Fieschi, già guelfi, combattere contro i ghibellini, e i D'Oria e gli Spinola, da sempre ghibellini, parteggiare invece per i guelfi. Il caos politico e storiografico è totale e spesso indecifrabile. Infatti, a Ventimiglia, a rappresentare costantemente gli Adorno è proprio il guelfissimo capitano Gaspare de Judicibus, mentre Giovanni Spinola, ghibellino, vi rappresenta la fazione dei Fregoso, guelfi.

G. Rossi, "Storia di Ventimiglia", pag. 160

Capitano de mar e sempre partigiano della fazione Adorno, il 4 settembre 1498 Gaspare de Judicibus viene alle mani in piazza dell'Oliveto con la fazione dei Fregoso, capitanata da Giovanni Spinola. Ne nasce una orribile mischia con morti e feriti da ambo le parti. Dopo qualche tempo, sotto la pressione della cittadinanza, si fa pubblica pace nella chiesa di San Francesco, con i partigiani che giurano solennemente sui santi Vangeli, ma ben presto gli Adorno torneranno a prevaricare.

G. Rossi, "Storia di Ventimiglia", pag. 160