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Cosa si sa

Andrea Doria, nel tentativo di estinguere per sempre la persistente e sanguinaria faziosità dell'aristocrazia, impone a Genova, nelle città vassalle della Liguria e nelle colonie d'oltremare, l'ordinamento degli alberghi delle famiglie. Questo meccanismo consiste nel ridurre le 50 casate nobili di Genova soltanto a 28, detti alberghi, sotto le cui insegne vengono raccolte tutte le altre famiglie costrette a rinunciare all'uso del proprio cognome, pena gravissime sanzioni da parte di un tribunale speciale. Per pura demagogia, negli alberghi vengono inserite anche alcune delle famiglie popolari, ovvero della media borghesia artigiana e commerciale.

Naturalmente non è fortuito che si collochino le famiglie guelfe negli alberghi ghibellini e viceversa. Un magistrato degli esuli sorveglia strettamente i fuoriusciti perchè facciano altrettanto e si comportino secondo le leggi. Per aver dato il loro nome alle due fazioni che hanno sconvolto in oltre un secolo di lotte cittadine, la stabilità politica ed economica della repubblica ligure e delle sue colonie, i cognomi delle famiglie Adorno e Fregoso vengono del tutto cancellati.

A Ventimiglia la famiglia de Judicibus viene assegnata ai D'Oria. Nell'ordine di assegnazione, i de' Giudici, ovvero i de Judicibus, vengono posti per primi. La famiglia Galleani è assegnata parte ai Fieschi e parte ai D'Oria, la Sperone ai D'Oria, la Oliva e la Lanteri ai Grimaldi, la Porro ai Lomellino, la Aprosio ai Pinelli, la Riccobono ai Cattaneo, la Massa ai Promontorio e la Genzano ai D'Oria. Tutti gli appartenenti alle famiglie albergo acquisiscono il futile titolo ereditario di magnifici, prima esclusivo dei soli capifamiglia della élite aristocratica.

A Genova esistono tre rami dei de' Giudici: il ramo che Pantaleo Giustiniani dice "... esser lo ramo più antico che venne in Genova ...", cioè quello dei de Judicibus di Ventimiglia, viene assegnato all'albergo Vivaldi, il ramo di Castenuovo all'albergo Calvi e quello detto della Diana, perchè signori di Diano Marina, all'albergo Usodimare.

Insofferenti all'affronto, molti degli appartenenti ai tre rami dei de' Giudici abbandonano Genova e si trasferiscono quasi tutti nell'Italia meridionale, ove già da più di un secolo la famiglia, come già detto, è presente, sia a Napoli, Benevento, Palermo e Messina. Essi continueranno a usare la cognominazione italianizzata de'Giudici, anche se quella latina de Judicibus verrà utilizzata nei documenti ufficiali e nelle epigrafi. Il cognome verrà poi anche singolarizzata in Del Giudice come nel caso della famiglia napoletana Del Giudice di Cellamare, Giovinazzo e Villa, detta più brevemente dei principi Cellamare e poi anche soltanto Cellamare. I soli che hanno sempre tutelato il patronimico latino de Judicibus anche nell'uso comune sembrano essere stati gli appartenenti all'antico ramo di Finale Ligure, alle sue diramazioni di Savona e, sino al 1528, anche il ramo di Benevento discendente dall'arcivescovo governatore Giovan Battista.

Ascheri, "Notizie istoriche intorno alla riunione delle famiglie in alberghi in Genova"