- 1528 -

Cosa si sa

I De Giudici genovesi, di parte guelfa, vengono albergati presso due famiglie dopo la rivolta antifrancese del 1528 promossa da Andrea Doria e appoggiata dalla Spagna di Carlo V: i Calvi e gli Usodimare. Dal Rossi sappiamo che i De Giudici vennero albergati anche presso i Doria.

…[omissis]… Ventimiglia si trovò divisa in due campi, l’uno capitanato dai Curli che favoriva le parti dell’impero, e l’altro dei Giudici, che combatteva pel papato; e si fu quest’ultima famiglia, che per inveterato odio contro i Curli, strenui propugnatori della libertà e indipendenza del comune ventimigliese, non arrossì di abbandonare la città nativa stretta d’assedio, per andare ad afforzare coll’autorità del nome e col soccorso delle molte ricchezze, la novella città che i Genovesi aveano eretta in prossimità del mare, affine di ridurre alla disperazione i poveri assediati. Ecco le testuali parole di Ogerio Pane: “Inter quos Iudices nobiles vintimilienses cives venerunt sua sponte potius quam voluntate coacta, qui prae caeteris fideles communi Ianuae extiterunt et de eorum adventu a communitate Vintimilii, damnum non modicum sustulerunt.“ …[omissis]… Allorché l’anno 1528 per togliere la memoria delle fazioni di nobili e popolari in Genova, si vollero distribuiti in ventotto alberghi i nomi di coloro che per natali, per ingegno e per ricchezza fossero reputati capaci di governare, e si ascrissero a detti alberghi le famiglie più illustri e facoltose delle due riviere, gettandosi così le basi della più raffinata oligarchia, Ventimiglia vide ascrivere la famiglia De Giudici, Sperone e Genzano all’Albergo Doria, la Galleani parte al Doria e parte al Fieschi.

Girolamo Rossi,
«Notizie storiche e genealogiche sulla Famiglia dei Galleani Di Ventimiglia»,
Lodi, C. Dell’Avo, 1875
pagg. 17-19