Territorio

Origini

La famiglia Giliberti o Giliberto ha origine normanne e in particolare deriva dai discendenti di Gilbert Quarrel Drengot. La famiglia Giliberti viene elencata fra le famiglie nobili di Solofra nel tomo XVI dell’Opera di Summonte Historia della Città e del Regno di Napoli. Presenta innumerevoli ramificazioni. Quella principale è quella di Solofra, territorio d'origine della famiglia. Da questa provengono il ramo di Celenza e Carlantino, quello di Saponara e quello di Sant'Arsenio, ma esistono decine di ramificazioni minori tanto che è difficile poter parlare di rami veri e propri. Nello stesso territorio spesso si formavano diverse famiglie che poi proseguivano il loro “cammino genealogico” in modo indipendente, tanto da avere persino matroimoni fra Giliberti di rami diversi, ormai con solo una lontana origine comune. In effetti, a parte quei rami che hanno trasmesso di padre in figlio un qualche titolo nobiliare, degli altri rimane traccia solo in atti notarili e archivi catastali. Seguirli tutti è una vera impresa.

In genere le genealogie nascono proprio per dimostrare una qualche origine illustre o nobile della propria famiglia, ma questo lavoro ha solo lo scopo di raccogliere quante più informazioni su quanti più membri di una stessa famiglia in tutte le sue ramificazioni, che siano aristocratici, mercanti o semplici contadini. Dove è possibile si cerca di dare continuità alle informazioni trovate e quindi di ricostruire le varie generazioni, ma più spesso abbiamo singoli individui che pur appartenendo alla stessa famiglia perché abitano nella stessa casa o posseggono le stesse terre, restano elementi isolati di un potenziale albero genealogico. Dato che ricostruire quest'ultimo non è obiettivo di questa opera, la cosa non rappresenta comunque un problema.

 

Luoghi Campania Oggi

Regioni

Contenuti della sezione

Clicca qui a sinistrasopra sulle singole voci per vederne il contenuto.
Campania
OggiLa Campania oggi

Pagina non disponibile

Pagina non disponibile

La Campania

Oggi

Stemma della Regione Campania
Stemma della Regione Campania

La Campania è bagnata ad ovest dal Mar Tirreno e confina a nord-ovest con il Lazio, a nord con il Molise, a nord-est con la Puglia e ad est con la Basilicata. Il capoluogo di regione è Napoli. Le altre provincie sono: Avellino, Benevento, Caserta e Salerno.

Campania
Campania

La Campania ha 5.701.931 abitanti (2001) e ha la più alta densità di popolazione tra le regioni italiane oltre ad essere la seconda, dopo la Lombardia, per numero totale di abitanti. Per il 51% è collinare, per il 34% montuosa e per il 15% pianeggiante.

 

Luoghi Solofra Oggi

Città

Contenuti della sezione

Clicca qui a sinistrasopra sulle singole voci per vederne il contenuto.
Solofra
OggiSolofra oggi

Pagina non disponibile

Pagina non disponibile

Solofra

Stemma del comune di Solofra
Stemma del comune di Solofra

Solofra è un comune italiano di 12.503 abitanti, il quarto per popolazione della provincia di Avellino (AV), in Campania. È uno dei quattro principali poli italiani per la lavorazione delle pelli. Il santo patrono della città è San Michele Arcangelo.

Solofra - Panorama
Solofra - Panorama

Casali

Contenuti della sezione

Clicca qui a sinistrasopra sulle singole voci per vederne il contenuto.
CaSolofraIl casale di Caposolofra
SorboIl casale del Sorbo
BalsamiIl casale Balsami
FornaIl casale Forna
ToCuCaToppolo-Cupa-Capopiazza
SAngeloS. Angelo e Strada vecchia
VolpiIl casale Volpi
FrattaIl casale Fratta
ToroIl casale Toro
SASolofraIl casale di S. Agata di Solofra
SASerinoIl casale di S. Agata di Serino

Il casale di Caposolofra

Intorno a Turci si era formato un grande casale, Caposolofra (63 abitazioni di cui 2 palazziate e 25 medio-alte, tutte con giardino, orto e stalla), che aveva inglobato i quattro precedenti, un casale commerciale ed artigiano (aveva un fondaco, 11 concerie e diversi magazzini) per la sua vicinanza a Turci. In posizione isolata c’era il Monastero di S. Domenico, mentre a Turci, in parte anche nel feudo di Serino, la Cappella di S. Maria della neve aveva l’abitazione di un “eremita”.

Nel 1754 l'insediamento era formato da 119 fuochi per un totale di 705 individui. Un fuoco era un'unità contributiva del catasto e poteva essere costituita anche da più famiglie che vivevano sotto lo stesso tetto.

Dal Catasto onciario del 1754
www.solofrastorica.it

Il casale del Sorbo

Il casale del Sorbo giungeva fino a Capopiazza (la parte alta della piazza) e attraverso la via Afflitta (detta così per la Chiesa di S. Maria degli Afflitti) e via Croce, portava a Caposolofra il traffico commerciale proveniente dalla Platea. Con le sue 40 abitazioni di cui metà “palazziate”, era un casale residenziale, che nella parte alta aveva il Monastero di Santa Teresa e il Convento dei Cappuccini, c’era poi la Cappella del SS. Crocifisso, né mancavano magazzini e concerie.

Nel 1754 l'insediamento era formato da 46 fuochi per un totale di 299 individui. Un fuoco era un'unità contributiva del catasto e poteva essere costituita anche da più famiglie che vivevano sotto lo stesso tetto.

Dal Catasto onciario del 1754
www.solofrastorica.it

Il casale Balsami

Il casale Balsami, toccato dall’alto corso del fiume, lungo il quale c’erano 15 botteghe di conceria, e comprendente i monti a sud fin quasi a Passatoia, aveva 50 abitazioni di cui metà medio-alte, numerosi magazzini per il deposito di pelli e lana, una bottega lorda e la chiesa dell’Ascensione.

Nel 1754 l'insediamento era formato da 34 fuochi per un totale di 171 individui. Un fuoco era un'unità contributiva del catasto e poteva essere costituita anche da più famiglie che vivevano sotto lo stesso tetto.

Dal Catasto onciario del 1754
www.solofrastorica.it

Il casale Forna

Il casale Forna (con 60 abitazioni di cui 1/3 palazziate) si sviluppava lungo l’asse viario (Balsami-zona delle concerie) costituito da due tronconi (via L. Landolfi e via Forna) spezzati da uno slargo (piazza del Popolo) in cui sorgeva la chiesa del casale dedicata a S. Maria del Popolo ed aveva, verso il vallone, 4 concerie.

Nel 1754 l'insediamento era formato da 51 fuochi per un totale di 274 individui. Un fuoco era un'unità contributiva del catasto e poteva essere costituita anche da più famiglie che vivevano sotto lo stesso tetto.

Dal Catasto onciario del 1754
www.solofrastorica.it

Toppolo-Cupa-Capopiazza

Toppolo-Cupa-Capopiazza era un grosso insediamento che comprendeva l’ex casale del Fiume (ora Toppolo con 15 abitazioni), la via di accesso alla zona di S. Agostino, detta Cupa (ora via Abate Giannattasio) con 41 abitazioni di cui 16 palazziate e 3 sedili, e la piazza (Capopiazza) con 13 abitazioni tutte palazziate ed un comprensorio di case. Si sviluppava trasversalmente, da sud a nord (torrente Solofrana-vallone di S. Domenico), al servizio dell’attività di concia e della mercatura con 34 concerie (di cui 28 al Toppolo-Fiume, 5 alla Cupa ed una a “le roselle”), 50 botteghe (tutte a Capopiazza, molte erano corpi autonomi appoggiati alle abitazioni), delle quali 20 appartenenti al monastero di S. Agostino, 7 in piazza S. Giacomo e 3 al largo “le roselle” (via Felice De Stefano), un fondaco, una Taverna e una stalla. Dallo spiazzo dinanzi S. Giacomo partiva verso occidente la strada “Lavinaio”, che conduceva verso i “giardini di S. Agostino” e “i giardini del Palazzo” dove c’erano 5 botteghe di proprietà del feudatario. Al Toppolo apparteneva la chiesa del Soccorso di jus patronale della famiglia Garzilli.

Nel 1754 l'insediamento era formato da 73 fuochi per un totale di 405 individui. Un fuoco era un'unità contributiva del catasto e poteva essere costituita anche da più famiglie che vivevano sotto lo stesso tetto.

Dal Catasto onciario del 1754
www.solofrastorica.it

S. Angelo e Strada vecchia

S. Angelo e Strada vecchia comprendeva due zone ben distinte: “Strada vecchia” (60 abitazioni di cui 20 grandi) era l’odierna via della Fortuna fino alla Chiesa di S. Rocco con, verso il fiume, una conceria, 18 botteghe (4 di proprietà dell’Orsini) più una “casa della corte”; la via nuova (via Gregorio Ronca) con 17 botteghe, un sol “comprensorio” di case, un locale adibito a scuola; “S. Angelo” (85 abitazioni, 10 case sottane ed una conceria) era tutta la via chiamata piè S. Angelo (ora Regina Margherita) con il Convento e la chiesa dell’Addolorata.

Nel 1754 l'insediamento era formato da 100 fuochi per un totale di 473 individui. Un fuoco era un'unità contributiva del catasto e poteva essere costituita anche da più famiglie che vivevano sotto lo stesso tetto.

Dal Catasto onciario del 1754
www.solofrastorica.it

Il casale Volpi

Il casale Volpi (80 abitazioni, 3 comprensori di case, 6 magazzini, 1 bottega lorda e 11 concerie) si sviluppava intorno all’asse viario che cominciando dalla chiesa dello Spirito Santo giungeva al confine con Montoro (via Michele Napoli-Dodici Apostoli-Consolazione), dove c’era la Chiesa della Madonna della Consolazione e una taverna con fondaco. Il casale comprendeva una parte alta (Casate) e una parte bassa con vigneti e masserie con abitazioni.

Nel 1754 l'insediamento era formato da 63 fuochi per un totale di 358 individui. Un fuoco era un'unità contributiva del catasto e poteva essere costituita anche da più famiglie che vivevano sotto lo stesso tetto.

Dal Catasto onciario del 1754
www.solofrastorica.it

Il casale Fratta

Il casale Fratta andava da S. Angelo al confine con Montoro in un ampio territorio che comprendeva la zona abitata intorno alle chiese di S. Giuliano e della Madonna della Misericordia (100 abitazioni di cui 12 comprensori e diverse botteghe) e una zona a coltura con seminativi e masserie (tra Toro, S. Agata e Montoro).

Nel 1754 l'insediamento era formato da 75 fuochi per un totale di 395 individui. Un fuoco era un'unità contributiva del catasto e poteva essere costituita anche da più famiglie che vivevano sotto lo stesso tetto.

Dal Catasto onciario del 1754
www.solofrastorica.it

Il casale Toro

Il casale Toro (70 abitazioni di cui alcune palazziate) si estendeva tra Caposolofra, S. Andrea, S. Agata e la Fratta, nel suo territorio aveva la collina del castello, le pendici del Pergola. Aveva una parte alta intorno alla casa dei Maffei, con la chiesa di S. Maria del Carmelo di jus patronale di questa famiglia, e alla Carcarella.

Nel 1754 l'insediamento era formato da 49 fuochi per un totale di 284 individui. Un fuoco era un'unità contributiva del catasto e poteva essere costituita anche da più famiglie che vivevano sotto lo stesso tetto.

Dal Catasto onciario del 1754
www.solofrastorica.it

Il casale di S. Agata di Solofra

Il casale di S. Agata di Solofra (ora S. Andrea) sulle pendici del Pergola S. Marco giungeva fino al passo di Castelluccia. Aveva abitazioni nella maggioranza di media grandezza con molte vigne e selve, non c’erano concerie mentre molti abitanti erano trasportatori (“viaticali”).

Nel 1754 l'insediamento era formato da 88 fuochi per un totale di 440 individui. Un fuoco era un'unità contributiva del catasto e poteva essere costituita anche da più famiglie che vivevano sotto lo stesso tetto.

Dal Catasto onciario del 1754
www.solofrastorica.it

Il casale di S. Agata di Serino

S. Agata di Serino aveva 6 concerie e la famiglia più ricca di tutta la zona (6000 ducati impegnati nella mercatura) e altre poche famiglie facoltose.

Nel 1754 l'insediamento era formato da 100 fuochi per un totale di 567 individui. Un fuoco era un'unità contributiva del catasto e poteva essere costituita anche da più famiglie che vivevano sotto lo stesso tetto.

Dal Catasto onciario del 1754
www.solofrastorica.it

Il casale di S. Agata di Serino non faceva parte di Solofra ma era posto in territorio solofrano.