Data di nascita

𝒶.1617

Periodo di riferimento

1617-1663

Data della morte

12 febbraio 1663
  Molfetta/Troia
  DMT 9

Cosa si sa

Troiano de Judicibus nasce a Molfetta (BA) prima del 1617 da Giacomo ed Elisabetta Spivinello. Primo probabilmente di tre figli. Non conosciamo il nome dei fratelli. Sposa Anna Vittoria Lupis di Molfetta. La coppia ha avuto i seguenti figli:

  • Elisabetta Angela Maria de Judicibus (❀16??-17??✟),
  • Lucretia Chiara de Judicibus (❀16??-17??✟).

Muore dopo aver fatto testamento, il 12 febbraio 1663 e viene sepolto nella cappella di famiglia.

Il Minervini riporta che, secondo il Lombardi (1703), Troiano è l'ultimo della sua famiglia, ovvero che la famiglia de Judicibus proveniente da Troia, si sia estinta in quella data. Noi tuttavia sappiamo di altri de Judicibus a Molfetta negli anni successivi, come ad esempio quel Giuseppe il cui “sigillo” era rappresentato da «tre sbarre e tre gigli». Difficile dire se tutti i de Judicibus successivi al 1663 appartengano alla stessa famiglia di Giuseppe o siano rami collaterali di quella di Troiano, magari derivanti da figli cadetti che non hanno ereditato le insegne. Ci sarebbe da chiedersi dove erano questi altri de Judicibus nel periodo in cui la famiglia di Troiano era considerata nobile a Molfetta. La questione è aperta.

La vita

Troiano assume il patronato della chiesa di Sant’Andrea. Nel 1646 risulta esserne il cappellano.

Il 20 maggio 1646, i nuovi padrone e cappellano della chiesa di S. Andrea, Troiano de Iudicibus, figlio del defunto Giacomo, e l'Abbate sig. Luigi de Luca, di cui fu Procuratore il fratello Arcidiacono D. Gio. Camillo de Luca, «concessero facoltà a Gioseppe d'Angelo Antonio di Modugno all'hora Priore della Confraternita, di posser fare in detta chiesa duoi sepulcri lontani sei palmi dall'altare di S. Antonio… et anco il ius di posser allargare Parco dell'altare di detto Santo e posser levare il Pulpito da quel loco dove si trovava e collocarli in altra parte più commoda di detta chiesa a spese di detta Confraternita» .

Pasquale Minervini,
«La Chiesa di Sant’Andrea in Molfetta»,
Mezzina, 1996, Molfetta
pag. 89

Il fatto che Troiano risulti essere cappellano della chiesa farebbe pensare che abbia seguito, come già altri della famiglia de Judicibus, la carriera ecllesiastica. Tuttavia noi sappiamo che si sposa e ha due figlie. Non sappiamo quando questo possa essere successo, forse in tarda età. Nel testamento del 1663 si parla di due figlie minori, ovvero con meno di 18 anni, quindi nate dopo il 1646. In effetti nel 1658 Troiano non viene più chiamato “cappellano” ma “patrono” della chiesa.

Perciò, il 7 gennaio 1658, il Priore Coli de Lisena richiese agli stessi Procuratore del Cappellano di S. Andrea, Arcidiacono D. Giovanni Camillo de Luca, e patrono della chiesa Troiano de Iudicibus «che stante il danno suddetto si volessero contentare di darli facoltà di posser fare un'altro sepolcro dentro detta chiesa per l'uso suddetto».

Essi Arcidiacono e Troiano, «si per commodo della Confraternita si anco per remediare alla pubblica utilità del… vicinato e per levare detta puzza» concessero ampia facoltà al priore di poter «fare un'altro sepolcro dentro la chiesa sette palmi lontano dalli gradini della Cappella di S. Antonio».

Ibidem,
pag. 107

Il 6 febbraio 1663 Troiano si ammala e fa testamento in favore delle sue uniche due figlie.

Il 6 febbraio 1663, Troiano de Iudicibus, trovandosi infermo nella sua «domum beneficialem Cappellaniae S.ti Andreae sue solite habitationis sita intus Melfictum in strata S.ti Hieronimi iuxta domum filii Gadalete et domum Dominici Mari Lanza et litus maris», fece testamento per not. Hieronimo Messina, istituendo «sue heredi Universali Elisabetta Angela Maria et Lucretia Chiara, sue figlie legitime et naturali nate in constanza di legitimo matrimonio di esso Testatore et da Anna Vittoria Lupis di Molfetta sua legitima moglie», «sopra tutti i suoi beni… et in tutti li ius patronatus et presentandi che li spetta in qualsivoglia beneficio, et signanter nel ius presentandi che ha come solo padrone della Cappellania di S. Andrea sub titulo della Visitazione della Madonna di questa città ne non morendo una di ditte sue figlie et heredi Universali… infra la minor età d'anni diece otto compiuti aut quandocumque senza figli legitimi et naturali ex eorum corporibus legitime procreatis vuole et ordina esso Testatore che una succeda all'altra et l'altra all'una». Ed «epitropo et esequutore del presente testamento» fa il R. D. Giovanni Minenna suo padre spirituale.

Sei giorni dopo, Troiano «decessit cum hac infrascripta voluntate die 12 februarii 1663 et sepultus in ecclesia S.ti Andreae eius Cappellaniae». Con la sua morte si estinse anche la famiglia de Iudicibus, che sarà annoverata dal Lombardi (1703) «tra le Famiglie Nobili della città di Molfetta estinte».

Ibidem,
pag. 107