· G · e · n · e · a · l · o · g · i · a ·

Introduzione

Il Pacichelli ricorda che:

«... nella piazza di Saponara detta de' Nobili, evv'i seggi pe' propri gentiluomini, delle famiglie ..., e Giliberti, ecc.»

Archivio di Stato di Potenza, rogito del 19 gennaio 1671, notaio Giuseppe Giannonne
Ab. G. B. Pacichelli, "Regno di Napoli in prospettiva diviso in 12 province", Napoli, 1705

Nelle sue "Memorie grumentine e saponaresi", N. Ramaglia ricorda che:

«In Piazza dei Nobili dal 1520 ai tempi di Ugone III Sanseverino conte di Saponara eranvi Seggi in marmo con nomi ed armi dei Patrizi grumentini e saponaresi, restaurati nel 1669 da Carolo principe: a destra le armi delle famiglie Danio, Giliberto, Palazzo, ...»

e ancora

«Famiglia Giliberti - Antichissima e nobile famiglia di ceppo normanno originata da Gilbert detto "batuero", figlio di Robert Drengot venuto in Italia verso la fine dell' XI secolo; assai nota e potente per censo e possessi feudali, si divise in vari rami. Nel 1470 governò la città di Palermo nelle cariche di Pretori e Governatori durante il regno aragonese. Si apprende anche che in Saponara era esistente la chiesa di Santa Maria della Pietà "delli signori Giliberti e Danio" unita alla di loro casa.»

Sempre il Ramaglia accenna anche al giuspatronato da parte dei Giliberti di un altare nella chiesa di Santa Maria dell'Arco.

Dott. N. Ramaglia, "Memorie grumentine e saponaresi", manoscritto del 1736,
copia nella biblioteca comunale di Militerno

Il Racioppi infine, dice che fra le chiese beneficiali di Saponara ve n'era una detta San Nicola delli Giliberti, ancor oggi esistente.

G. Racioppi, "Fonti della storia Basilicatese"