Introduzione
Origini del ramo
Il XIV secolo è un periodo di conflitti sia interni che esterni per Genova. Dal trattato di Milano (25 maggio 1298) alla pace di Genova (28 giugno 1406), il secolo è contrassegnato da un costante confronto fra le Repubbliche Marinare di Genova e Venezia per il dominio del Mediterraneo. Durante questo periodo, due principali fazioni, quella dei Guelfi e quella dei Ghibellini, spesso si scontrarono per il controllo politico della città. Questi conflitti furono ulteriormente complicati da rivalità interne tra famiglie nobili come i Doria, i Fieschi, i Grimaldi, gli Spinola e, ovviamente, i Giudici. Le tensioni culminarono in violenti scontri e portarono a un lungo periodo di instabilità politica.
Sembra che proprio verso la fine di questo secolo, alcuni membri della famiglia Giudici di Genova si rifugiarono a Limoges, probabilmente per sottrarsi a qualche faida nella loro città di origine, e lì si sistemarono, dando origine a diversi rami locali grazie a una serie di matrimoni con famiglie francesi di un certo prestigio. In particolare quella dei Rogier, che metteranno, proprio in quegli anni, sul soglio papale ben due loro esponenti, ovvero Clemente VI e Gregorio IX, entrambi nati Pierre Rogier.
Sebbene i documenti più antichi riportino ancora il cognome come Judicis, la famiglia finisce per francesizzare fin dall'inizio il cognome in Juge.
[N.d.A.] Da notare, come al solito, come i cognomi delle varie famiglie tendano ad avere, in questo periodo, una certa variabilità. Ad esempio i Rogier si trovano spesso riportati come Roger, mentre i Juge come Jugie, Jugée e simili).
Nota: la maggior parte delle informazioni riportate in questa sezione sono il risultato di una ricerca molto approfondita effettuata da Alain Thomas, con il contributo e la collaborazione dell'associazione Amitiés Généalogiques du Limousin .
I Juge e i de la Jugée
Anche a Limoges, come in seguito succederà a Napoli, ci troviamo con varie famiglie con nomi simili, ma non con le stesse origini. Nello specifico, in particolare, i Juge che hanno Pietro Giudice come capostipite, e i de la Jugée che hanno come capostipite Colin I de La Jugie. A complicare le cose, fra queste famiglie si creano legami più o meno forti attraverso alcuni matrinmoni e, in particolare, attraverso la famiglia Rogier.
Esiste tuttavia una seconda complicazione. Anche nella linea di sangue dei discendenti di Pietro, risulta che alcune generazioni abbiano francesizzato il cognome in modo differente. Così, le prime cinque generazioni hanno usato Juge, la sesta e la settima hanno usato de La Jugie, dall'ottava alla decima Le Juge, e poi, dall'undicesima alla quindicesima, di nuovo Juge, cosa che crea non poca confusione. Che si tratti della stessa famiglia, lo sappiamo, grazie ai documenti che esplicitano le varie parentele, ma resta il fatto che questa mescolanza di cognomi non rende semplice il lavoro al ricercatore.
[N.d.A.] In questo documento riporteremo solo i discendenti di Pietro Giudice, ma per completezza, daremo informazioni anche sui de la Jugée e sui Rogier, in modo da fornire sufficienti elementi per evitare qualsiasi equivoco e confusione sull'appartenenza all'una o all'altra famiglia dei vari personaggi.
Non sappiamo se a trasferirsi a Limoges sia stato effettivamente Pietro o piuttosto i suoi genitori. Per il momento, in mancanza di ulteriori informazioni, considereremo Pietro il capostipite del ramo.
I Rogier
La famiglia Rogier è imparentata con gli Juge tramite una sorella di papa Clemente VI. In particolare con Maria Rogerii Monstria, in francese Marie Roger-Monstroux, che sposa Pietro Judicis, in francese Pierre Juge. Maria fa parte del ramo dei Rogier che discende da Pierre Rogier de Beaufort, signore di Rozier, nato intorno al 1250.
Nell'albero sotto riportato mancano Maria e Anna, entrambe nominate in altri documenti come figlie di Guglielmo I Roger e Guglielmina de Mestre, che hanno sposato rispettivamente Pierre Juge e Guillaume Juge del Périgord. Non sappiamo se i Juge del Périgord e quelli di Limoges, originari di Genova, siano imparentati. Al momento solo quest'ultimi sono certamente originari liguri.
(Généanet: Albero di Louis Brun)
[N.d.A.] Da notare come i vari cognomi, non solo si trovano spesso in varie lingue, come il latino, il francese o l'italiano, ma spesso vengono riportati in diverse varianti anche nella stessa lingua. Ad esempio Roger, Rogier, Ruggero, oppure La Monstre, de La Mestre, Monstroux. Stessa cosa succede per de La Jugée e de La Jugie.
Avvertenze
Come già accennato in precedenza, sono molte le famiglie che contengono il nome Juge al loro interno, anche nella stessa Alta Vienne. Alcune si sono anche incrociate, in passato, per cui è importante non fare confusione.
Ad esempio, non bisogna confondere questa famiglia che deriva direttamente da uno dei Giudice di Genova con gli Juge che derivano da Guillaume Juge, originario del Périgord, che ha sposato Anne Roger, figlia di Guillaume Roger, signore di Rosier e Beaufort nel Périgord, padre di papa Clemente VI e nonno di papa Gregorio XI, l'ultimo papa di Avignone. Fra questi ci sono André (1ª generazione), Honoré (2ª), Antoine (3ª), Pierre (4ª), Guy (5ª), Enemon (6ª), Claude (7ª), Paul (8ª), Paul (9ª), Claude (10ª) e René (11ª).
Stessa cosa dicasi per i De La Jugie che derivano da Colin I de La Jugie (XII secolo), Colin II (1ª generazione), Jacques I (2ª), Jacques II (3ª), Nicolas II (4ª) e via dicendo, fino ad arrivare a Guillaume, Pierre e discendenti.
Le fonti
La fonte prncipale di questa ricerca è Ambroise-Louis-Marie d'Hozier (❀1764–1846✟), nipote di Louis-Pierre d'Hozier, che fu l'ultimo dei juges d'armes1 di Francia. Dopo la Restaurazione dei Borbone fu impiegato per verificare le armi araldiche francesi per il Conseil du Sceau des Titres. La sua collezione, acquistata nel 1851 dalla Bibliothèque Nationale, comprende 136 volumi, 165 portafogli di documenti e 200 pacchi di estratti da atti notarili, conosciuti come i Carrés d'Hozier.
Il d'Hozier riassume il contenuto di diversi manoscritti latini dell'epoca riguardanti gli Judicis/Juge di Limoges. Esiste tuttavia un'altra fonte, ovvero Bernard Chérin (❀1718–1785✟), scudiero, genealogista e storiografo, membro dell'ordine reale di Nostra Signora del Monte Carmelo e di San Lazzaro di Gerusalemme e degli ordini del re. Viene nominato genealogista e storiografo degli ordini del re con brevetto del 3 febbraio 1772 dopo le dimissioni di Jean-Nicolas Beaujon, nobilitato nel 1774, e nominato storiografo degli ordini del re nel 1776.
Per questa ricerca si è deciso di basarci principalmente sul d'Hozier e non sul Chérin. Il motivo è che le date dei due genealogisti divergono significativamente e che quanto riportato da Chérin sembra essere abbastanza incoerente con altre informazioni a noi note da altre fonti. Ci sono diverse incongruenze e contraddizioni e le date sono spesso posteriori di oltre 50 anni rispetto a quelle dei manoscritti a noi noti. Vicevera le informazioni riportate dal d'Hozier sono coerenti e ben definite.
1 I “juges d'armes” erano ufficiali araldici in Francia che avevano l'incarico di supervisionare e regolamentare le questioni relative alle armi e agli stemmi nobiliari. Il loro ruolo era quello di giudicare e verificare l'autenticità degli stemmi, garantendo che le famiglie nobiliari rispettassero le regole araldiche stabilite. Questo incarico era di grande importanza nell'antico regime francese, poiché gli stemmi erano simboli di identità familiare e status sociale.