? 1424-1464 ?

Cosa si sa

Giuliano de Judicibus è canonico preposito della cattedrale di Ventimiglia (1424-1464). Giorgio, dei conti di Ventimiglia, frate benedettino e priore di S. Michele in Ventimiglia, presenta a Giuliano de' Giudici una copia del famoso testamento di Guidone del 954 per ottenere l'ennesima convalida ufficiale dei diritti del monastero.

Giuliano, che è anche vicario generale del vescovo Ottobono, e ben quattro notai si danno da fare per riautenticare una copia dell'antichissimo e contestato rogito.

Da scritti di Monsieur Bouchet riportati in
Gioffredo, "Storia delle Alpi Marittime", in Mon. Hist. Patriae, pag 475

Nota: questo Giuliano quasi certamente non è lo stesso nominato vicario generale del vescovo Benedetto Boccanegra nel 1401, dato che la sua carica durerà fino al 1464. Potrebbe tuttavia essere lo stesso che scrive al Papa nel 1421, al che la data della sua nomina dovrebbe essere anticipata quantomeno a quell'anno.

Riferimenti

Riguardo Giuliano de Judicibus, il Rossi e altri storici riportano quanto segue.

Clicca qui a sinistrasopra sulle singole voci per vederne il contenuto.
14.XII.1426Pietro Gioffredo, “Alpi Marittime”14 dicembre 1426
13.XI.1427Girolamo Rossi, “Chiesa Di Ventimiglia”13 novembre 1427
7.IX.1433Girolamo Rossi, “Chiesa Di Ventimiglia”7 settembre 1433
7.VI.1444Girolamo Rossi, “Storia di Ventimiglia”7 giugno 1444
1424-1464Nicolò Peitavino, “Conversazioni storiche”1424-1464
1450-1464Francesco Andrea Bono, “Nobiltà Ventimigliese”1450-1464
6.IV.1462Girolamo Rossi, “Chiesa Di Ventimiglia”6 aprile 1462

Pietro Gioffredo, “Alpi Marittime”

14 dicembre 1426

(anni di Cristo 1193)
Circa questi anni il Pingone, Guichenone, ed altri moderni ricordano il testamento fatto da Guidone Conte di Ventimiglia nel luogo di Varigotti, mentre era in procinto di andare alla guerra contro dei Saraceni in aiuto d'Alfonso Re di Spagna, il quale intitola suo zio, insieme con Antonio suo cognato, col Conte di Savoia, Marchese di Monferrato, ed altri Principi, e Signori segnati in detto testamento. Ma poiché porta per data l'anno 954, quantunque i suddetti scrittori l'abbiano riportato al presente tempo, e d'altro canto contiene tante assurdità, ed implicanze difformi dallo stile di quei tempi, abbiamo trovato meglio non prestare a tale scrittura alcuna fede; massime che avendo io per chiarire il dubbio visitato l'originale nell'archivio del monastero Lerinese, ed avendolo veduto sigillato in piombo, cosa costumata da pochi altri, che dal Papa, e dal gran maestro de' cavalieri ospitalieri, e scritto sopra un foglio di pergamena, in caratteri contraffatti, ho avuto causa di sospettare essere questo un parto supposto, e forse da don Giorgio de' Conti di Ventimiglia, religioso di detto monastero e Priore di San Michele di Ventimiglia che li 14 dicembre dell'anno 1426 avendolo presentato a Giuliano de'Giudici, Preposito della cattedrale, e Vicario generale d'Ottobono Vescovo di Ventimiglia, ne fece fare una copia autenticata da quattro diversi notai, da me veduta presso i sig. Alberti della briga. Nè sarebbe impossibile, che un furbo simile a quello, che contraffece le scritture di Tolone, e diverse altre in Provenza, come racconta Monsieur Bouche, avesse avuto parte in questo parto (Hist. de Prov., par. 2 p. 86).

Monumenta Historia Patriae,
Pietro Gioffredo,
«Storia delle Alpi Marittime»,
Libri XXVI,
pag. 474-475

Girolamo Rossi, “Chiesa Di Ventimiglia”

13 novembre 1427

…[omissis]…
In Christi nomine amen. — Anno 1427, indic. 6, 13 novembris. Nos O. episcopus vintimiliensis condemnamus d. Iulianum de Iudicibus praepositum vintimiliensem ibidem praesentem ex eo quod ecclesiasticae tradidit sepulturae Lucianam uxorem Stephani Raynae, quae dum vixit usurariam exercuit pravitatem et contractus illicitos celebravit, hanc sententiam nostro proprio ore proferentes in florenis 25. — Actum Cespitelli in palatio episcopali, testes d. Stephanus Fabri canonicus sancti Rufi et Ludovicus d. Bellonis(1).
…[omissis]…

(1) Meritano di essere notate agli anni 1425 e 1427 le rilevanti somme, ond'erano colpiti dal vescovo, tanto chi menava le mani contro un ecclesiastico, quanto chi esercitava l'usura, piaga di quel secolo a cui si tentò di porre riparo coll'istituzione dei Monti di pietà.

pagg. 32 e 44
Girolamo Rossi
«Documenti Inediti riguardanti la Chiesa Di Ventimiglia»
Torino 1906, Stamperia Reale della Ditta G. B. Paravia E C.

Girolamo Rossi, “Chiesa Di Ventimiglia”

7 settembre 1433

…[omissis]…
A. 1433 7 septembris. — Rdus in Christo pater d. Ottobonus vintimiliensis episcopus in carreria la Colla, ante domum Antonii. Rosayre ait quod presbiter Iulianus de Iudicibus et Stephanum Pecolli de Vintimilio, eorum temeritate et audacia moti, decimam panis, vini et aliarum rerum pertinentium ipsi episcopo et eius mensae de facto recolligunt de quo protestatur, salvo iure appellaudi ad summum Porntificem Eugenium, seu ejus Concilium seu ad dominum mediolanensem Archiepiscopum, petens apostolos et litteras dimissorias cibi concedi et tradi. — Actum Cespitelli in dicto loco praesentibus venerabilibus viris d. d. sacerdotibus Roberto Borrilloni et Ioanne Aurignani et d. Ludovico Olivari jurisperito. Qui quidem domini presbiteri et canonici ecclesiae cathedralis vintimiliensis existentes in praesentia d. domini episcopi in pracsentia mei notarii non consensiunt alieni actui facto vel fiendos per dictos canonicos Iulianum et Stephanum si et in quantum concerneret prejudicium dictae mensae episcopalis vintimiliensis super exactione seu recuperatione decimarum Vintimilii tangentium dicto domino episcopo, nec intendunt consentire sed protestautur quod per eos non stat nec stabit quin idem d. episcopus suas decimas non recipiat in dicto loco Vintimilii pronti sui praedecessores. Et simili modo fuit protestatus d. Antonius Farnerii presbiter et canonicus dictae ecclesiae in platea s. Michaelis Cespitelli, praesentibus etc. …[omissis]…

pagg. 32 e 46
Girolamo Rossi
«Documenti Inediti riguardanti la Chiesa Di Ventimiglia»
Torino 1906, Stamperia Reale della Ditta G. B. Paravia E C.

Girolamo Rossi, “Storia di Ventimiglia”

7 giugno 1444

Giuliano de Judicibus, canonico preposto della cattedrale, è vicario generale del vescovo di Ventimiglia Ottobono De Bellonis. Il 7 giugno 1444 riceve alcune grazie spirituali da tale Gabriele Pontano dello ordine della sacra religione del Santo Spirito in Roma.

G. Rossi, "Storia di Ventimiglia", pag 185

Nicolò Peitavino, “Conversazioni storiche”

1424-1464

…[omissis]…
Egli [il Vescovo Ottobono De Bellonis; fu in carica dal 1422 al 1452] in alcune scritture si nomina Conte Palatino ed ebbe a Vicario Generale D. Giuliano De-Giudici. …[omissis]…

pag.199
Nicolò Peitavino, Intemelio
«Conversazioni storiche, geologiche e geografiche»
sulla città e sul distretto Intemeliese"
Savona, Stab. Tipografico Ricci, 1923

Francesco Andrea Bono, “Nobiltà Ventimigliese”

1450-1464

…[omissis]… Don Giuliano, che nel 1450 era Vicario generale di Monsignor De Bellonis Vescovo di Ventimiglia, nel 1462 fu investito della prepositura della Cattedrale, cui rinunziò nel 1464; …[omissis]…

Francesco Andrea Bono,
«La Nobiltà Ventimigliese»
Forni Editore Bologna, pag.24

Girolamo Rossi, “Chiesa Di Ventimiglia”

6 aprile 1462

XV. Il Capitolo della Chiesa cattedrale di Ventimiglia cede la chiesa di S. Chiara alla Confraternita dei disciplinanti. (1462 6 aprile).

In nomine dni amen. — Venerabilis dnus Iulianus de Iudicibus praepositus ecclesiae cathed. Vintimilii, Stephanus Pecolus, loannes Castiglionus et Barnaba Corrubeus canonici dictae ecclesiae et ressidentes in dieta ecclesia alii ad praesens non residentes, per se et suos successores ex una parte: Sadoc Niger, Antonius Corrubeus, Gullielmus Rubeus et Ambrosius Aprosius de societate verberatorum nomine suo proprio et dictae societatis et omnes successores suorum ad infrascripti pacta et conventiones pervenerunt et pervenisse confessi fuerunt. Videlicet quod dicti dnus Iulianus Stephanus Ioannes et Barnaba per se et successores suos dederunt cesserunt et tradiderunt dictis Sadoc Antonio, Gullielmo et Ambrosio praesentibus stipulantibus et recipientibus, nomine et vice ipsorum et omnium dictae societatis praesentium et futurorum ecclesiam sanctae Clarae, sitae in civitate Vintimilii, in quarterio castelli, sub suis confinibus, ad habendum, tenendum, gaudendum et in ea devotionem suam ac disciplinam prosequendum et facienduni ut moris est et sit in aliis domibus disciplinantium. —
…[omissis]…
Et sub hypotheca et obligatione omnium bonorum suorum dictarum partium habitorum et habendorum. — De quibus omnibus et singulis supradictae partes rogaverunt per me notarium infrascriptum confici debere praesens instrumentum ad laudem et dictamen unius sapientis juris, substantia in aliquo non mutata. — Quibus omnibus et singulis supradictis praefatus dnus Iulianus de Iudicibus, tamquam vicarius rdi in Xto patris d. Iacobi Dei et apostolicae sedis gratia episcopi vintimiliensis sua et praefati Rdi d. episcopi auctoritate, interposuit pariter decretum laudans, statuens pronuncians et decernens praedicta omnia et singula valida et firma esse, et infringi vel violare non posse aliqua ratione et occasione vel causa quae dici vel excogitari posset. — Actum Vintimilii in sacrestia convocati existente in ecclesia B. Mariae de Vintimilio, anno millesimo quadringentesino sexagesimo secondo, inditione decima die VI aprilis, praesentibus testibus Gervasio Rubeo, Stephano Gavello de Vintimilio et Berthono Macario de villa S. Blasii ad haec vocatis et rogatis.
…[omissis]…

pagg. 32-33
Girolamo Rossi
«Documenti Inediti riguardanti la Chiesa Di Ventimiglia»
Torino 1906, Stamperia Reale della Ditta G. B. Paravia E C.