? 1447-1452 ?

Cosa si sa

Negli "Archivi, carte, cronache e statuti ed altri documenti dei Municipi Linguistici" raccolti dal Garoni, si legge di un Antonio Giudice al quale i genovesi, vittoriosi sul marchese Galeotto del Carretto, donarono dei mulini per la produzione dell'olio.

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Le più antiche notizie della coltivazione dell'ulivo e dell'artifizio dell'olio nel distretto finarese ci pervengono da Mario Filelfo(1), il quale racconta che fra i molini di marchese Galeotto alcuni erano da olio, e de' quali i genovesi furono liberali a un Costantino Cerida e a un' Antonio Giudice e dalla Difesa dei finaresi Ms. del rev. prevostd Vincenzo Grillo, in cui si allega una non breve serie d'instrumenti per li gombi e si avverte che «i finaresi chiamano per proprio nome gombi una certa sorte d'instrumenti fatti per macinare gli ulivi e far gli olii».
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Nicolò Cesare Garoni
L'Ulivo nel Finario, pag. 135
in "Codice della Liguria Diplomatico, Storico e Giuridico"
"Archivi, carte, cronache e statuti ed altri documenti dei Municipi Linguistici dalle origini al secolo nostro"
Vol. I, Genova 1870

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Arcessere Genuam oratores Antonius Iudex iurisconsultus et Nicolaus Vallis finarienses, quos Galeotus semper amarat; ipsi vero fuerunt eum clam semper eo belli persecuuti. Hi novas municipalium legum constitutiones cum Genuensibus pepigerunt et Finarium apportaverunt.
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M. Philelphi
"De bello finariensis"
lib. IV, col. 1196

(1) Il Garoni si riferisce a "La guerra del Finale (1447-1452)", o "Bellum Finariense", del celebre umanista Giovanni Mario Filelfo, nato a Pera di Costantinopoli nel 1426 e morto in Mantova nel 1480.