Data di nascita

?

Periodo di riferimento

1569

Data della morte

?
  Doria
  VMS 6

Cosa si sa

Giuseppe D'Oria de Judicibus1 nasce da Gio Francesco nella prima metà del XVI secolo. Non conosciamo il nome nella madre e non sappiamo se avesse fratelli e/o sorella. Sindaco di Genova nel 1569. Sposa Marcola Sibelli, figlia di Giovanni. La coppia ha avuto i seguenti figli:

  • Gio Francesco (❀15??-1616✟),
  • Battina (❀15??-16??✟),
  • Gio Maria (❀15??-1635✟).

Non conosciamo il luogo e la data della morte.

Girolamo Rossi,
«Alberi genealogici di Famiglie ventimigliesi e liguri,
raccolti per cura del cav. prof. Girolamo Rossi.
Ventimiglia, 1869»
Manoscritto Inedito #90,
Biblioteca “Clarence Bicknell”


1 Il Rossi riporta il nome di questo personaggio come Joseph Doria olim de Judicibus.

[N.d.A.] Attenzione che questo Giuseppe D'Oria de Judicibus, figlio di Gio Francesco, non va confuso con il Giuseppe d'Auria de Judicibus, figlio di Pietro Battista. I due sono cugini di primo grado, dato che i genitori sono fratelli, ma sono due personaggi diversi, sebbene entrambi albergati presso i Doria.

Altre fonti

Ventimiglia è sotto l'amministrazione delegata del Banco di San Giorgio. La repubblica di Genova nomina Giuseppe D'Oria de Judicibus magistrato alla ricostruzione della città assieme a Giovanni Aprosio, Marco Lungo e Battista Balauco. I commissari della repubblica, mandati a Ventimiglia per constatare e porre un qualche riparo al gran danno fatto alla città dagli oltre 60 anni di amministrazione delegata, incaricano i magistrati alla ricostruzione di procedere senza indugi nel loro lavoro. Ma la tremenda pestilenza scoppiata nel 1579 e l'estrema povertà in cui era caduta la città, non consentono tuttavia di fare granchè.

[N.d.A.] La presenza di un Giuseppe D'Oria de Judicibus a Ventimiglia nel 1564 è infatti ricordata dal Rossi (1888) in una pagina importante che utilizza un «Libro delle convenzioni e dei privilegi» (p. 130) del quale però non viene citata la provenienza. Rossi fu poi ripreso da autori successivi (Baratta, 1901; Berry e Berry, 1963; Rostan, 1971), ma la fonte da lui citata non è conservata negli Archivi di Stato di Genova, Imperia, Sanremo e Ventimiglia. Probabilmente è quella trovata da chi scrive (Dario de Judicibus) presso la Biblioteca Bicknell e si riferisce quindi al cugino, figlio dello zio Pietro Battista.

La relazione dei commissari Grillo e De Franchi al Senato sui danni dovuti al terremoto nizzardo del 1564 è riportata da Rossi come segue:

Essendo venuti essi nel luogo dove sono seguite le royne delle case, et strade da esse impedite, avendo visto il disviamento del fiume, qual prima correva presso le muraglie della città ed adesso essersi disviato, et anco vista la royna del ponte di legno portato via da esso fiume, sopra il che avendo fatto congregare tutto il Parlamento, et sopra le proposte fatteli, intesi li pareri loro, massime sopra il dispacchiar delle strade e la refattione di esse: hanno ordinato et per la presente ordinano in magistrato li egregi Gioan Aprosio q. Roberto, Marco Lungo, Battista Balauco et Gioseph D'Oria olim de Judicibus, sindici in la presente città per tutto il tempo del loro ufficio et a loro successori, d'anno in anno respectivamente, fino che in contrario sia ordinato per la Signoria illustrissima con baylia et facoltà che possino rivedere le predette royne di case et strade ponti et altre cose, che minacciassero royne, et quelle far racconciare, dispacchiare, assicurare rinnovare et finalmente provedere de tutti quelli remedi che giudicheranno essere necessari al bene essere et policia della presente città et fortezza di quella …[omissis]…

Girolamo Rossi, 1888. «Storia della città di Ventimiglia»
Edizione riveduta ed ampliata, Oneglia, tip. Ghilini, pp. 200-201
(«Libro delle convenzioni e dei privilegi», pag 130)

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