Data di nascita

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Periodo di riferimento

1490-1546

Data della morte

𝓅.1546
  Molfetta/Troia
  DMT 5

Cosa si sa

Gualterio de Judicibus nasce a Molfetta (BA) da Giovanni e Mariella Amerusio. Terzo di cinque figli: Galieno, Graziano, Gualterio, Andriano (o Adriano) ed Elisabetta. Abbraccia la carriera ecclesiastica. Si trova spesso citato negli atti come Don Gualterio.

Cosa si sa

Il 15 febbraio 1527, Graziano, fratello di Gualterio, detta un testamento in cui esprime la volontà che venga costruita una cappella in una chiesa “maggiore” di Molfetta e ivi traslate le proprie spoglie una volta pronta. Ai fratelli avrebbe dovuto essere concesso il patronato perpetuo su detta cappella.

Egli dispose anche che «ipsi fratres et eorum heredes masculi» avessero «ius presentandi et patronatus in ditta cappella construenda» e che il primo beneficiato di essa fosse il fratello chierico Gualterio.

Pasquale Minervini,
«La Chiesa di Sant’Andrea in Molfetta»,
Mezzina, 1996, Molfetta
pag. 31

Sempre nello stesso testamento, Graziano lascia a Gualterio tutti i suoi libri.

Infine egli (Graziano) lasciò …[omissis]… al chierico Don Gualterio «omnes libros suos» …[omissis]…

Ibidem,
pag. 32

Analogamente, il fratello Andriano lascia alla sua morte, avvenuta nel 1531, una pezza di terra. Da questo atto scopriamo che nel frattempo Don Gualterio è diventato Arciprete della Cattedrale di Molfetta.

Questi, deceduto senza avere figli, con istrumento del not. Bonaventura Azzarito, lasciò in beneficio al fratello Don Gualterio, Arciprete della Cattedrale di Molfetta, «vinea una terra vacue cocublina in loco paradisi», sulla via per Terlizzi, per la celebrazione di una messa settimanale «pro anima sua».

Durante il governo dell'Arcidiacono Goffredo Passaro e dell'Arciprete Gualterio de Iudicibus fu compilato il primo volume dei Benefici conservati nell'Archivio Diocesano (SAMARELLI, p. 24). Datato post 1530, esso è con i Libri dei benefici del 1551 e del 1569 nel Fondo del Capitolo Cattedrale (Cart. 90), unitamente al Libro dei benefici del 1572 (Cart. 91), mentre altri Libri dei benefici (dal 1535 al 1666) sono nel Fondo della Curia Vescovile (Cart. 20).

Ibidem,
pag. 35

Benché malato, Galieno riceve nel 1544, assieme al fratello Gualterio, la concessione a costruire la Cappella della Visitazione nella chiesetta di Sant’Andrea, come era stato disposto dal testamento del fratello Graziano. In tale circostanza viene anche concesso il patronato della chiesa stessa che, da tempo in rovina, aveva la necessità di essere restaurata.

Probabilmente ritardato dalla saltuaria presenza a Molfetta del vescovo Giacomo Ponzetti, impegnato al servizio della Sede Apostolica, tale assenso fu dato dallo stesso presule a Galieno e don Gualterio de Iudicibus, durante una delle sue rare presenze nella diocesi, il 13 novembre 1544.

Con la sua lettera, data dalla residenza vescovile della chiesa di S. Maria dei Martiri e redatta dal not. Aurelio Pepe, mons. Ponzetti insieme alla concessione di costruire la cappella della Visitazione nella «diruta ecclesia sive Cappella S.ti Andreae», confermò nel beneficio della stessa l'Arciprete Gualterio e concesse allo stesso, al fratello Galieno e ai loro eredi il giuspatronato «in perpetuum» sulla chiesa «pleno hire restaurandam a fundamentis» sull’antica, il cui vocabulo approvò che non fosse «dimisso».

Inoltre concesse anche che la «construendam et fundandam Ecclesiam» fosse «dedicanda et nominanda etiam Ecclesia Sanctae Mariae Visitationis», la cui festa «ibidem sollemniter celebretur» così corne «voluit et mandavit testator» e nominò infine «primus rector» della detta chiesa lo stesso Don Gualterio.

Ibidem,
pagg. 37, 39

Con bolla del 13 novembre del 1544 il Vescovo Giacomo Ponzetti concede a Don Gualterio e Galieno de Iudicibus il patronato della chiesa di Sant’Andrea, al fine di esaudire, il voto testamentario, fatto dal padre Graziano de Judicibus che dimorando nella città di Conversano con la moglie incinta fu colpito da infermità e prossimo a morire fece testamento il 16 Febbraio 1527 di edificare nella città di Molfetta una cappella sotto il titolo della Visitazione per esservi li seppellito.

Gli eredi di Don Gualterio e di Galieno Judicibus, fecero transitare i resti del corpo mortale di Graziano de Judicibus dalla città di Conversano al sepolcro costuito nella chiesa di sant’Andrea, dopo aver anche fatto costuire una cisterna per l’acqua.

Sito della Confraternita di S.Antonio
della chiesa di S. Andrea in Molfetta
http://www.confraternitasantantoniomolfetta.it

Gualtiero a sua volta fa testamento l'1'8 gennaio 1546, lasciando, fra le altre cose, ben mille ducati per la ristrutturazione della chiesa di Sant’Andrea, in buona parte frutto del lascito testamentario del fratello Graziano.

«Pro certa parte collapsa» — come si è detto — alla fine del 1544 e «que superest minatur ruinam», la chiesa di S. Andrea si trova «ja principiata» col titolo della Visitazione 1'8 gennaio 1546, quando Don Gualterio de Iudicibus, prossimo a morire, fece testamento.

In quella data infatti, alla presenza del «nobilis Notarii Laurentii Ioannis de Agno» convenuto con altri testimoni nella sua casa abitata «pro beneficio» posta «in strata seu contrata della menta iuxta aliam domum discopertam magnifici condam Gratiani de Judicibus sui fratris et alios confines», Don Gualterio «lega e lassa li ducati milli di moneta», pervenuti «alle sue mani dalle Robbe iuris patronatus laicorum» di suo fratello Graziano, «alla cappella hora ja principiata da edificarsi in la prima chiesa chi fo o era sub nomine et vocabulo di Santo Andrea et ja de la Santissima Visitatione si chiama et dice secondo li e la voluntà del fundatore como lo epitaphio facto il demostra al pubblico».

…[omissis]…

Nelle sue disposizioni testamentarie, Don Gualterio «vole chi sua herede dispenda o pongha li detti ducati milli alla fabrica cappella o rectoria beneficio ornamenti necessarii in ditta cappella et altare o altari si faranno in essa et non manchare di fabricare altramente et edificare la cappella al continuo Principiata al suo disegno et quella intera o quantita de dinari quali sopravanzaranno poi complita in tucto la cappella»

Pasquale Minervini,
«La Chiesa di Sant’Andrea in Molfetta»,
Mezzina, 1996, Molfetta
pagg. 47-48