Data di nascita

27 dicembre 1938

Periodo di riferimento

1938-vivente

Data della morte

vivente

Cosa si sa

Sonia de Judicibus nasce a Taranto il 27 dicembre 1938 da Sergio e Lydia Zaccaro. Terza di tre figli: Danilo, Dario e Sonia. Sposa il 25 agosto 1956, a soli diciassette anni e mezzo, Francesco Lo Savio (❀193?-2005✟), detto “Franco”, col quale resterà per il resto della sua vita. La coppia ha una figlia:

  • Laura (❀1957-vivente).

Dopo aver vissuto diversi anni a Ravenna, dopo la morte del marito si trasferisce in Liguria, a La Spezia, dove vive tuttora.

La vita

Da piccola Sonia frequenta per tre anni l'Istituto delle Suore di Maria Immacolata, a poca distanza dall'arsenale militare sotto il comando del padre, Sergio. Quindi fa le medie e le magistrali, ma si sposa giovanissima con Francesco Lo Savio. Comincia per Sonia, come per tutte le mogli di militari, la lunga odissea dei trsferimenti che la porta ad abitare in diverse città. A Napoli, dove restano un anno e mezzo, nasce il 13 dicembre 1957 la loro prima e unica figlia, Laura, detta “Lauretta”. Alla fine la famiglia approda a Varignano, in provincia di La Spezia. Nel corso degli anni Sonia fa molti lavori diversi, come analisi di mercato, lavora in uffici e nella biblioteca americana dell'aeroporto militare “Antonio Ramirez” di Gioia del Colle (BA), dove erano dislocati i missili Jupiter, gestiti dalla 36ª Aerobrigata Interdizione Strategica.

Per diversi anni Franco e Sonia vivono a Ravenna, dove Franco lavora per la Rana Diving SpA. Ed è qui che Franco ha un ictus. Si salva ma è colpito da una grave forma di afasia. Franco, abituato a una vita sempre attiva, nella quale fisico e mente giocano un ruolo fondamentale, non riesce ad accettare il suo nuovo stato di disabilità purtroppo permanente e così, nonostante qualche lieve miglioramento, entra in depressione. Uomo gentile, competente ma umile, muore il 18 maggio 2005 a Faenza (RA) lasciando un grande vuoto in tutti coloro che lo avevano conosciuto.

Francesco Lo Savio

Francesco Lo Savio, o meglio Franco, come lo chiamano tutti, entra in Accademia nel 1950 e si diploma nel 1954. È un giovane ufficiale di Marina, brillante, molto intelligente, appassionato di immersioni e con una spiccata competenza in campo ingegneristico. Dopo essersi imbarcato e trasferito in varie città, Franco viene mandato a Varignano, in provincia di La Spezia, dove lavora nell'Ufficio Studi del Raggruppamento Subacquei ed Incursori della Marina Militare. Franco, infatti, è un subacqueo esperto, uno dei primi ad avere utilizzato il trimix, una miscela di ossigeno, elio e azoto, utilizzato solo per le immersioni più impegnative, quelle oltre i sessanta metri di profondità. Quando nel 1969 è costretto a lasciare la Marina a causa di un problema ischemico al cuore, l'esperienza di Franco si rivela preziosa in ambito civile, soprattutto per i lavori ad elevata profondità, come la posa di cavi e di tubature sui fondali marini.

Franco lavora prima per la SAIPEM, poi per la RANA, una piccola società subacque formata da tecnici e subacquei molto esperti nelle immersioni profonde, dove divenne Direttore Operativo. Con la RANA arrivò a fare recuperi fino a 150 metri e oltre. Nel 1976, a Francesco Lo Savio, viene assegnato il “Tridente d'Oro” per l'attività tecnica svolta e il lavoro fatto in saturazione per il recupero dei fusti di tetraetile di piombo della motonave yugoslava “Cavtat” che affondò nelle acque di Otranto negli anni Settanta. L'operazione da lui condotta scongiurò una catastrofe ambientale di immense proporzioni. Il 24 aprile 1994, Franco è fra i fondatori di The Historical Diving Society, Italia. È inoltre uno dei padri fondatori della professione dell'OTS (Operatore Tecnico Subacqueo) in Italia. Infine ha rappresentato l'Industria Italiana all'interno dell'European Diving Technology Committee (EDTC).

Premio Tridente d’Oro a Francesco Lo Savio
Ustica, venerdì 24 giugno 1977, “XIX Rassegna Internazionale delle Attività Subacquee”
l’ingegnere Francesco Lo Savio (a destra) ha appena ricevuto il prestigioso Premio Tridente d’Oro dalle mani dell’allora presidente dell’APT di palermo barone Guido Calefati di Canalotti (al centro). A sinistra, sorridente, il presidente onorario MOVM Luigi Ferraro.

Fotografie

Francesco Lo Savio da giovane
Francesco Lo Savio da giovane
Francesco Lo Savio e il cognato Danilo de Judicibus
Francesco Lo Savio e il cognato Danilo de Judicibus
Francesco Lo Savio con la nipote Stefania de Judicibus
Francesco Lo Savio con la nipote Stefania de Judicibus