Data di nascita

𝓅.1220

Periodo di riferimento

1238-1264

Data della morte

?
  DVP 3

Cosa si sa

Ardizzone Iudex nasce a Ventimiglia dopo il 1220 da Ottone e Margherita. Non conosciamo il cognome della madre. Uno di almeno quattro figli: Raimondo, Ardizzone, Guglielmo e Obertino. Sposa Raimonda. Non conosciamo il cognome della moglie. Non sappiamo se abbiano avuto figli.

Ardizzone è console di Ventimiglia nel momento in cui le città liguri della riviera di ponente si accordano nuovamente per ribellarsi a Genova1. Diversi anni dopo, Ardizzone firmerà e ratificherà un trattato di pace fra Genova e Ventimiglia, con quest'ultima che si sottometterà alla Repubblica genovese. Ardizzone fa inoltre da testimone per atti rogati a Genova in numerose occasioni.

Sancisce la convenzione fra Ventimiglia e Genova nel 1251.

«Albero Genealogico dei Giudici», in
«Alberi genealogici di Famiglie ventimigliesi e liguri,
raccolti per cura del cav. prof. Girolamo Rossi»,
Ventimiglia, 1869.
Biblioteca Bicknell di Bordighera.

Non conosciamo il luogo e la data della morte.


1 Savona insorge per prima: la popolazione, dopo aver cacciato la guarnigione genovese, distrugge la fortezza, detta la Briglia, costruita dai genovesi sull'alto promontorio del Priamàr che sovrasta la darsena, opprimendo la circostante città. Poi tocca ad Albenga e a Porto Maurizio, ma a Ventimiglia gli insorti non riescono a far prigioniero il podestà, che si rifugia in uno dei forti e manda ad avvisare i reggitori di Genova. Guida quella che è una vera e propria rivoluzione borghese e popolare, Guilielmus Saonese, più volte console, di antica famiglia ventimigliese, quando davanti alla città  si presentano ben 14 galee cariche di truppa scelta comandate da Fulcone Guercio e Rosso della Turca. Il primo sbarco viene anticipato dai ventimigliesi che furiosamente lo respingono. Tra i molti, viene ucciso in un'imboscata il valoroso cavaliere genovese Giovanni Usodimare.

Fonti

Tanto misera fine dovea avere questo sforzo del comune degli uomini liberi di Ventimiglia, sforzo che dovea essere l’ultimo; imperocché occorsa dopo alcuni anni (1250) la morte dell’imperatore Federico II, protettore delle città e terre liguri, il Comune Genovese cogliendo quella favorevole circostanza sorpresele tutte, le costrinse ad accettare patti e convenzioni indecorose, gravosissime; e Ventimiglia, già lacerata da due fazioni, mandava ad approvarle due capiparte, Fulco Curlo ghibellino ed il guelfo Ardizzone Giudici.

Costoro, il giorno otto di giugno dell’anno 1251, firmarono in Genova col podestà di quel Comune Menabò Torricella la pace, che fu del tenore seguente1:

Gli uomini della città e del distretto di Ventimiglia sono soggetti a Genova. I suoi castelli e le sue fortezze e tutte le abitazioni costruite dal tempo dell’ultima guerra passano in dominio dei Genovesi.

Resta pure a loro profitto la gabella del sale, senza che vi possa essere altra gabella in Ventimiglia e nel suo distretto.

I Ventimigliesi sono obbligati a far guerra o pace, secondo che ordinerà il Comune Genovese.

Nelle loro navigazioni i Ventimigliesi sono tenuti ad andar prima a Genova e pagarvi i diritti che ivi si prescrivono.

I cittadini genovesi in Ventimiglia e nel suo distretto non siano gravati con dazi o imposte di nuovo genere.

I Ventimigliesi sono tenuti ad andare a render ragione ai Genovesi nella loro città, se così è espresso nelle convenzioni passate tra le due parti.


1 «In Nomine Domini amen. Hoc sunt pacta et convenciones pacis et concordie firmata et tractata inter Comune Janue ex una parte, et Sindycos seu ambaxatores comunis et civitatis Vintimilii ex altera. — In primis nos Fuico Curlus et Ardicio Iudex, etc.» {Libro delle convenzioni e dei privilegi della città di Ventimiglia, pag. 189). È mio debito di porgere qui vive grazie al gentilissimo signor Gio. Ballista Amalberti, sindaco della città.


Eleggeranno ogni anno un podestà, un giudice e due scrivani, nativi di Genova o del suo distretto; saranno pagati a spese del Comune; e costoro giureranno al principio del loro governo fedeltà ed obbedienza a Genova ed al presente statuto.

Il Comune di Ventimiglia approvi e rattilichi tutte le carte, le obbligazioni, gli instrumenti e le sentenze conchiuse tra le due città prima della guerra.

I Ventìmigliesi trovandosi in qualunque città o terra obbediscano ai consoli genovesi che vi risiedono, e paghino le imposte ivi solite a pagarsi.

Non si ricetti in Ventimiglia chi sia nemico di Genova, non gli si dia aiuto o consiglio, ma si scacci o s’imprigioni, secondo verrà ordinato.

…[omissis]…

Queste furono le tanto famigerate convenzioni su cui vennero modellate tutte le franchigie possedute da Ventimiglia fino ai tempi della rivoluzione francese. Da quel momento Genova diè principio a trar le sue vendette su quelli che in modo speciale eranle stati nemici. E nel modo istesso con cui nel 1223 non esitò a rimunerare con un feudo1 la famiglia Giudici, che cosi


1 Liber Jurium, tom. I, Docum. 579.


bassamente l'aveva servita, adesso vedendosi padrona assoluta di pressoché tutta la Riviera, non esitò a rabbiosamente molestare il Conte Guglielmo ed i suoi fìgli; che anzi il podestà Martino di Sommariva con decreto del 29 ottobre 12541 ne li privava de’feudi, tacciandoli di traditori.


1 , Annal., lib. 3.

Girolamo Rossi,
«Storia della Città di Ventimiglia
dalle sue origini sino ai nostri tempi»,
Torino, 1839, Tip. Cerutti, Derossi e Dusso,
pagg. 80-82.

Lista degli Atti dell'Amandolesio

Ardizzone Iudex viene nominato nei seguenti atti rogati in Ventimiglia dal notaio Giovanni di Amandolesio, raccolti e custoditi a Genova, secondo quanto stabilito nelle clausole di pace dopo l'assedio del 1220.

Clicca qui a sinistrasopra sulle singole voci per vederne il contenuto.
Atti dal 1256 al 1258, Cartolarius Instrumentorum I: serie α (cart. 56)
Atti dal 1256 al 1258, Cartolarius Instrumentorum II: serie β (cart. 56)
Atti dal 1259 al 1264: serie γ (cart. 57)
Repertorio delle notizie inserite nei Cartolari I & II (cart. 56): serie κ
Repertorio delle notizie inserite nel cartolario 57: serie ν

Nell'Archivio di Stato di Genova si conservano due cartolai notarili nei quali si contengono quasi un migliaio di atti per la massima parte rogati in Ventimiglia dal notaio Giovanni di Amandolesio fra il 1256 ed il 1264. Si tratta del cartolare 56, che comprende rogiti fra il I° dicembre 1256 e il 23 dicembre 1258, e del cartolare 57, che contiene rogiti fra il 28 dicembre 1258 e il 7 dicembre 1264.

Laura Balletto,
“Atti rogati a Ventimiglia da Giovanni di Amandolesio dal 1255 al 1258”,
Istituto Internazionale di Studi Liguri,
Istituto Studi Liguri, 1985.

Laura Balletto,
“Atti rogati a Ventimiglia da Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264”,
Istituto Internazionale di Studi Liguri,
Istituto Studi Liguri, 1993.

MILLESIMO CCLVIIII INDICTIONE PRIMA

In nomine Domini, amen. Cartularius instrumentorum factorum per me Iohannem de Mandolexio notarium in Vintimilio et Rappali, ut infra continetur. Et sunt in isto cartulario instrumenta sex annorum, videlicet de millesimo cclviiii, millesimo cclx, millesimo cclxi, millesimo cclxii, millesimo cclxiii et millesimo cclxiiii, ut inferius per ordinem annotantur, et est signum meum quod appono in instrumentis tale: (S.T.) Iohannes de Mandolexio, notarius Sacri Imperii, rogatus scripsi.

Una menzione particolare merita la professoressa e ricercatrice Laura Balletto, come riportato nei ringraziamenti.

Atto n.17 della serie α

Notaio Giovanni de Amandolesio

31 maggio 1257, Ventimiglia.
Estimo sui beni di Guglielmo Maroso nel territorio di Ventimiglia a favore di Tommaso Burbalie.

[Ɑ Gui]llelrmi Marosi [et T]home Burbalie.
Im presencia infrascriptorum testium, Guill[elmus] …[omissis]…
Volens igitur suis rogaminibus intendere quemadmodum quilibet notarius publicus hoc facere tenetur, ut supra scripsi et im publicam formam posui, presentibus testibus convocatis Ardiçono Iudice, Rainaldino Bulferio, Guillelmo Iudice et Ottone Navarro.
Actum in Vintimiilio, ante domum predictam dicti Marosi. Millesimo et indictione ut supra, die ultima madii. Et duo instrumenta unius tenoris ambe partes rogaverunt fieri, cuilibet partium unum.
Ɑ Ambo sunt facta.

Atto n. 17
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1256 al 1258,
Cartolarius Instrumentorum I (56)
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.43 della serie α

Notaio Giovanni de Amandolesio

25 agosto 1257, Ventimiglia.
Lanfranchino Pignolo, podestà di Ventimiglia, ed alcuni consiglieri, esplicitamente elencati, a nome del Comune, nominano Guglielmo Enrico ed Ottone Bonebella loro procuratori per la cura degli interessi del Comune stesso.

Ɑ Carta comunis Vintimili, sindacatus.
Nos Lafranchinus Pignolus, potestas civitatis Vintimilii, auctoritate et voluntate et beneplacito consiliariorum infrascriptorum, vel maioris partis, ad consilium comunis Vintimilii in capitulo ciusdem comunis per campanam et vocem preconis more solito congregatorum, nomine nostro, dictorum consiliariorum et comunis Vintimilii ac universitatis ipsius, et nos dicti et infrascripti consiliarii, nomine et vice nostro et dicti comunis atque universitatis ipsius, facimus, constituimus, ordinamus et creamus vos Guillelmum Henricum et Ottonem Bonebellam, ambos simul presentes et recipientes, nomine disti comunis et universitatis, generales sindicos, …[omissis]…
Nomina predictorum consiliariorum, qui interfuerunt predicto consilio, sunt hec: Obertus Iudex, Guillelmus Calcia, Ardiçonus Iudex, Rainaldus Bulfelius, Imbertus Capa, Guillelmus Bonebella, Obertus Gengana, Obertus Sagonensis, Ilionus Conradus, Maurus de Mauris, Otto Robertus, Fulco Curlus, Guillelminus Curlus, Manuel Stallanellus, Obertus Magullus, Otto Bulferius, Fulco de Castel, Raimundus Gengana, Guillelmus Dulbecus, Iacobinus Valloria, Iacobus Prior, Obertinus Peregrin[us, Rai]mundus Gangerra, Guillelmus Franciscus, Raimundus Audebertus, Raimundus Rebufatus, Raimundus Iud[ex], …[omissis]…
Sardena, Guillelmus Tortella, Nicola de Tabia, Ugo Bonanatus, Guillelmus Rustigus, Cunradus …[omissis]…
[N]icola Dulbecus, Guillelmus …[omissis]…
fius et predicti sindici.
Actum in capitulo Vintimilii, presentibus t[estibus A]braino et Raviolo, [executoribu]s, et Bartoloto de Sancto Donato, notario.
Anno dominice Nativitatis millesimo CC quinquagesimo septimo, indictione [xi]iii, [die] xxv, augusti, ante terciam.

Atto n. 43
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1256 al 1258,
Cartolarius Instrumentorum I (56)
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.67 della serie α

Notaio Giovanni de Amandolesio

6 ottobre 1257, Ventimiglia.
Folco Curlo nomina Guglielmo Guercio suo procuratore per la riscossione da Giovanni Vairorio e dai fratelli Nicola e Ottobuono, tutti di Arenzano, della somma di 14 lire di genovini.

[Ego Fulco Curlus facio, constituo et ordino Gui]llelmum Calciam, presentem, [meum certum nuncium et procuratorem ad petendum et recipien]dum …[omissis]…
Actum in capitulo Vintimilii, presentibus testibus Imberto Curlo, Ardiçono Iudice et Aldebrando executore.
Anno dominice Nativitatis millesimo CC quinquagesimo septimo, indictione quinta decima, die sexta octubris, inter vesperas et completorium.

Atto n. 67
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1256 al 1258,
Cartolarius Instrumentorum I (56)
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.69 della serie α

Notaio Giovanni de Amandolesio

9 ottobre 1257, Ventimiglia.
Marino Alvernia, vicegerente di Bartolomeo Ferrario, giudice del comune di Ventimiglia, presenta ad Azzone, vescovo di Ventimiglia, il templare Raimondo Galiana e Guglielmo di Voltri, ferito, a quanto si dice, dallo stesso Raimondo, affinché faccia detenere Raimondo, che dovrà essere punito ad arbitrio del podestà di Genova o dalla giustizia di Ventimiglia in caso di morte di Guglielmo e di prove circa la colpevolezza di Raimondo. Il vescovo non accetta Raimondo in custodia, ma si dichiara pronto a rendere giustizia.

Ɑ Comunis.
In presente subscriptorum testium, dominus Marinus Alvemia, gerens vicem domini Bartholomei Ferrarii, iudicis comunis Ventimilii, representat coram domino Agone, episcopo Vintimilii, Raimundum Galianam templerium et Guillelmum de Vulture, vulneratum, quem Raimundus dicitur vulnerasse, …[omissis]…
Actum in palacio predicti episcopi, presentibus Rainaldo Bul[ferio], Ardiçono Iudice et Vivaldo Murro. Anno, die et ho[ra ut]supra.

Atto n. 69
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1256 al 1258,
Cartolarius Instrumentorum I (56)
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.79 della serie α

Notaio Giovanni de Amandolesio

29 ottobre 1257, Ventimiglia.
Nuvelono giudice di Diano dichiara di avere ricevuto da Guglielmo Grana di Apricale il pagamento di tutti i suoi crediti fino a quella data, ed in particolare il pagamento di 50 soldi di genovini.

Ɑ Guillelmi Grane de Abrigali.
Ego Nuvelonus iudex de Diano confiteor michi fore satisfactum de omni debito quod usque in hodierdum deberem recipere, cum scriptis vel sine scriptis, a te Guillelmo Gra[na] de Abrigali, et specialiter …[omissis]…
Actum in capitulo Vintimilii, presentibus Ardiçono Iudice et presbitero Ugone Melagino.
Anno ut supra, die xxviiii octubris, inter terciam et nonam.

Atto n. 79
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1256 al 1258,
Cartolarius Instrumentorum I (56)
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.88 della serie α

Notaio Giovanni de Amandolesio

13 novembre 1257, Ventimiglia.
Ardizzono Giudice, procuratore di Guglielmo Spinola, dichiara di avere ricevuto da Folco Bellensegna, che agisce a nome del padre, Guglielmo Bellensegna, il pagamento della somma di 3 lire di genovini, parte delle 5 lire che Guglielmo Bellensegna doveva a Guglielmo Spinola.

Ego Ardiçonus Iudex, procurator Guillelmi Spinule, confiteor tibi Fulconi Bellensegne habuisse et recepisse a te, solvente nomine et vice Willelmi Bellensegne, patris tui, solutionem integram et satisdactionem librarum trium ianuinorum, que sunt de libris quinque ianuinorum quas dictus pater tuus dicto Willelmo Spinule dare tenebatur, ut patet per quamdam podisiam inde factam manu Petri de Musso notarii in millesimo cclvi, die xi septembris; …[omissis]…
Actum in capitulo Vintimilii, presentibus testibus Bartoloto scriba, Iohanne Bellaver et Guillelmo Turtella. Anno dominice Nativitatis millesimo cc quinquagesimo septimo, indictione quinta decima, die xiii novembris, ante terciam.

Atto n. 88
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1256 al 1258,
Cartolarius Instrumentorum I (56)
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.116 della serie α

Notaio Giovanni de Amandolesio

15-23 gennaio 1258, Ventimiglia.)
Oberto Giudice, Raimondo Giudice, Ardizzono Giudice, Guglielmo Giudice e Guglielmo Enrico nominano loro procuratori Iacopo de Volta e Ianella Avvocato.

Oberti Iudicis de Vintimilio.
[Nos Ober]tus Iudex, Raimundus [Iu]d[ex], Ardiçonus Iudex, Guillelmus Iudex et Guillelmus Henricus, quilibet …[omissis]…
vel plures se in solidum obligaverint quod quisque …[omissis]…
te Iacobum de Volta, presentem, et Ianellam Advocatum …[omissis]…
Actum in …[omissis]…
et [O]berto Lupo de Sancto …[omissis]…

Atto n. 116
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1256 al 1258,
Cartolarius Instrumentorum I (56)
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.118 della serie α

Notaio Giovanni de Amandolesio

(15 - 23 gennaio) 1258, (Ventimiglia).
Il notaio Giovanni di Amandolesio, su mandato di Lanfranchino Pignolo, podestà di Ventimiglia, trascrive nel proprio cartulario il rogito del 4 giugno 1178, redatto dal notaio Celonio, in base al quale i consoli di Ventimiglia, con il consenso del Consiglio, concedono agli uomini del castello di Penna di lavorare in contile Matogne, in contile Campi ed in contile Libri, corrispondendo al castellano di Penna una determinata percentuale sui raccolti.

(S.T.) Anno dominice Incarnations millesimo centesimo septuagesimo viii, indictione xi, x idus iunii. Constat nos consules Fulco Treantamoa, Raimundus Balbus, Fulco Stallaner, Anselmus Oricus, Bonifacius Montapoc, autoritate et voluntate consiliatorum, damus et concedimus …[omissis]… Signa manuum testium Ardiçonus Iudex, Raimundus Curlus, Raimundus Gengana, Fulco Arfarda, Otto Robertus, Guillelmus Speronus. Actum in ecclesia [Sancte Mar]ie de Vintimilio. Omnes viventes lege romana. (S.T.) Ego Celonius [hanc] cartam iussu consulum complevi et dedi. …[omissis]…

Atto n. 118
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1256 al 1258,
Cartolarius Instrumentorum I (56)
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.132 della serie α

Notaio Giovanni de Amandolesio

1 febbraio 1258, Ventimiglia.
Impegni assunti da Lanfranco Burbonino verso Oberto Saonese per una terra braida.

Ɑ Oberti Sagonensis.
[Ego Lan]francus Bur[bo]ninus [promit]to et convenio tibi Oberto Sagonensi, ex paeto habito inter te et me, reddere …[omissis]…
Actum ante portam Sancte Marie de Vintimilio, presentibus testibus convocatis Guiranno Tenda, Ardiçono Iudice et Nivevono de Diano iudice. Anno dominice Nativitatis millesimo cclviii, indictione xv, die prima februarii, ante terciam.

Atto n. 132
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1256 al 1258,
Cartolarius Instrumentorum I (56)
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.135 della serie α

Notaio Giovanni de Amandolesio

14 febbraio 1258, Ventimiglia.
Imberto Boamonte e Ardizzono Giudice di Ventimiglia dichiarano di avere ricevuto da Lanfranco Bulbonino de Turca un quantitativo di beni, per cui promettono di consegnargli in Ventimiglia, rispettivamente entro il 1° agosto ed il 1° settembre, ventisei quartini di frumento e trenta quartini di avena.

Ɑ Lanfranci Burbonini.
Nos Imbertus Boamons et Ardiçonus Iudex de Vintimilio, quisque nostrum in solidum renuntians iuri solidi de principali primo fore conveniendum, confitemur habuisse et recepisse a te Lanfranco Bulbonino de Turca tantum de tuis rebus, renuntiantes exceptioni non habitarum vel non receptarum rerum, …[omissis]…
Actum in portario [Sancte Marie de Vintimilio, presenti]bus testibus rogatis Isnardo Travacha, Guillelmo Henrico …[omissis]…
[Anno dorninice] Nativitatis millesimo cclviii, indictione xv, die xiiii [februarii], …[omissis]…

Atto n. 135
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1256 al 1258,
Cartolarius Instrumentorum I (56)
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.136 della serie α

Notaio Giovanni de Amandolesio

14 febbraio 1258, Ventimiglia.
Imberto Boamonte, dichiarando che Ardizzono Giudice si è obbligato nei confronti di Lanfranco Burbonino de Turca per ventisei quartini di frumento e trenta quartini di spelta dietro sua richiesta, lo libera da ogni eventuale conseguenza.

Ɑ Ardiçoni Iudicis.
[Die] eodem, hora et loco. [Ego Imbertus Boamons confiteor tibi Ardiçono] Iudici quod tu ad preces meas et mea [voluntate te et bona tua hodie obligasti] de quartinis viginti sex furmenti [boni et receptibilis et de quartinis triginta avene versus] Lanfrancum Burboninum de Turca, …[omissis]…
Pro pena et predictis omnibus et singulis observandis universa bona mea, habita et habenda, tibi pigneri obligo. Testes rogati Guillelmus Henricus et Guillelmus Iudex.

Atto n. 136
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1256 al 1258,
Cartolarius Instrumentorum I (56)
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.137 della serie α

Notaio Giovanni de Amandolesio

15 febbraio 1258, Ventimiglia.
Oberto Giudice del fu Raimondo Giudice ed i suoi fratelli, Giovanni e Marineto, i quali agiscono alla presenza e con il consenso del loro curatore Guglielmo Calcia, addivengono ad una divisione dei beni di loro pertinenza, compresi quelli a loro pervenuti per eredità materna e paterna.

Oberti Iudicis et suoruin fratrum.
Nos Obertus Iudex, filius quondam Raimundi Iudicis, et Iohannes et Marinetus, fratres dicti Oberti, auctoritate Guillelmi Calcie, curatoris nostri, presentis et consentientis, confitemur ad invicem inter nos celebrasse divisionem omnium bonorum nostrorum paternorum et maternorum, tam mobilium quam immobilium, et omnium aliorum bonorum nobis aliqua occasione pertinentium. In qua divisione michi Oberto obvenit in parte libre decem ianuinorum, quas recipere debemus et recipimus annuatim pro feudo a comuni Ianue sive in ipso comuni. Item obvenit michi in parte tercia ars unius vinee posite ad Pinetam, cui coheret superius via, inferius litus maris, ab uno latere terra Guillelmi Marosi et ab alio latere terra tui Marineti, fratris mei, sicut terminata est. …[omissis]…
Item tercia pars molendini siti in Pascherio, cum 'eius pertinenciis et cum tercia parte unius orti positi in Pascherio, cui orto coheret superius terra Guillelmi barberii, inferius terra Guillelmi Marosi et ab uno latere terra tui Iohannis, fratris mei, sicut terminata est. …[omissis]…
Confitemur insuper nos predicti Obertus, Iohannes et Marinetus habere comune simul extimationem cuiusdam domus site subtus castrum Roche Vintimilii, dirupte per comune Ianue et extimate per ipsum comune in libris trescentis denariorum ianuinorum, et casale unum situm ad Sanctum Nicolaum, cum alio casali sito subtus castrum Roche Vintimilii. …[omissis]…
Actum in capitulo Vintimilii, presentibus testibus convocatis Ardiçone Iudice, Capa Bonifacio et Iacobo Valloria. Anno dominice Nativitatis millesimo CC quinquagesimo octavo, indictione quinta decima, die xv februarii, inter vesperas et completorium.
Factum est pro dicto Oberto.

Atto n. 137
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1256 al 1258,
Cartolarius Instrumentorum I (56)
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.141 della serie α

Notaio Giovanni de Amandolesio

17 febbraio 1258, Ventimiglia.
Guglielmo Arzeleto maior e Ardizzono Giudice di Ventimiglia ricevono in mutuo da Lanfranco Burbonino de Turca la somma di 12 lire di genovini, che promettono di restituire entro il termine di un anno.

Nos Guillelmus Argeletus maior et Ardiçonus Iudex de Vintimilio, quisque nostrum in solidum renuntians iuri solidi et iuri de principali primo fore conveniendum, confitemur habuisse et recepisse a te Lanfranco Burbonino de Turca mutuo gratis et amore libras duodecim denariorum ianuinorum, …[omissis]…
Actum in domo heredum [quondain Gui]llelmi Sagonensis, presentibus testibus rogatis Oberto Iudice, Guillelmo Calcia et Guillelmo Paemo.
[Anno domini]ce Nativitatis millesimo cclviii, indictione xv, die xvii februalii, post campanas.

Atto n. 141
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1256 al 1258,
Cartolarius Instrumentorum I (56)
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.142 della serie α

Notaio Giovanni de Amandolesio

17 febbraio 1258, Ventimiglia.
Guglielmo Arzeleto maior e Ardizzono Giudice di Ventimiglia dichiarano di avere ricevuto da Lanfranco Bulbonino de Turca un quantitativo di beni, per cui promettono di consegnargli in Genova, entro il 1° settembre, ventotto quartini di avena.

D[ie eodem, ho]ra, loco [et presenti]bus. [Ego Guillelmus Arçeletus maior et Ardiçonus Iude]x de Vintimilio, quisque nostrum in solidum renuntians iuri solidi et [iuri de principali primo fore conveniendum, confite]mur habuisse et recepisse a te Lanfranco Burbonino [de Turca tantum de tuis rebus, renuntiantes exceptioni non habitarum vel] non receptarum rerum, …[omissis]…
Actum et cetera ut supra.

Atto n. 142
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1256 al 1258,
Cartolarius Instrumentorum I (56)
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.144 della serie α

Notaio Giovanni de Amandolesio

18 febbraio 1258, Ventimiglia.
Guglielmo Arzeleto maior, riconoscendo che Ardizzono Giudice si è obbligato per la somma di 12 lire di genovini e per ventotto quartini di avena nei confronti di Lanfranco Burbonino de Turca dietro sua richiesta, lo libera da ogni eventuale conseguenza. Obertino Arzeleto si rende garante per Guglielmo Arzeleto.

Ɑ Ardiçoni Iudicis.
Ego Guillelmus Arçeletus maior confiteor tibi Ardiçono Iudici quod tu ad preces meas et meo mandato atque voluntate heri versus Lanfrancum Burboninum de Turca te et bona tua una mecum de libris duodecim denariorum ianuinorum et quartinis viginti octo avene obligasti, secundum quod continetur in instrumentis inde factis manu tui Iohannis de Mandolexio, notarii infrascripti; …[omissis]…
[Et insupe]r ego Obertinus Arçeletus promitto tibi predicto Ardiçono me facturum et curatu[rum quod dictus] Guillelmus observabit omnia et singula supradicta, et inde [proprium et principalem o]bservat[orem et curat]orem de pena, si contrafaceret, me constituo, renuntians …[omissis]…
et Guillelmo Rebufato.
Anno [dominice Nativitatis millesimo cclviii, indictione xv, die xviii] februarii, ante terciam.

Atto n. 144
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1256 al 1258,
Cartolarius Instrumentorum I (56)
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.174 della serie α

Notaio Giovanni de Amandolesio

(post 13 marzo) 1258 Ventimiglia.
Su mandato di Guglielmo Boccanegra, capitano del popolo di Genova, e su espressa richiesta di Azzone, vescovo di Ventimiglia, Bartolomeo Ferrario, giudice del comune di Ventimiglia, assolve Iacopo Gandolfo, canonico di Ventimiglia, dalla pena del bando.

Ɑ Iacobi clerici de Gandulfis.
In presencia testium subscriptorum, Guillelmus Malleus, canonicus Vintimilii, rapresentavit, in presencia domini Agonis, Dei gratia episcopi Vintimilii, domino Bartholomeo Ferrario, iudici comunis Vintimilii, …[omissis]…
Quarum litterarum tenor talis est: «Guillelmus Bucanigra, capitaneus populi Ianue, discreto viro potestati Vintimilii vel eius provido iudici, gaudium et salutem. …[omissis]…
Datum die xiii marcii». Unde dictus dominus episcopus dixit et precepit dicto domino Bartholomeo iudici, cum processerit de facto, dictam forestacionem debeat relaxare et dictum clericum restituere, …[omissis]…
timens contra mandata predicti domini episcopi et eclesie libertatem …[omissis]…
[Actum] in palacio supradicti domini episcopi, presentibus testibus Oberto Iudice, Guillelmo Henrico, …[omissis]…
[Ardi]çono Iudice.
Anno dominice Nativitatis millesimo CC quinquagesimo octavo, in[dictione]post vesperas.

Atto n. 174
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1256 al 1258,
Cartolarius Instrumentorum I (56)
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.197 della serie α

Notaio Giovanni de Amandolesio

24 aprile 1258, Ventimiglia).
Lanfranco Pignolo, podestà di Ventimiglia, dichiara ad Ottone Bonebella di essere pronto a consegnargli tutti gli atti relativi alle condanne dello stesso Ottone e di coloro che si sono appellati al capitano del popolo di Genova in occasione della rissa scoppiata sulla piazza di Ventimiglia la trascorsa domenica delle Palme.

Domini Lanfranci Pignoli.
In presente testium subscriptorum, dominus Lanfrancus Pignolus, potestas Vintimilii, dixit et denunciavit Ottoni Bonebelle se esse paratum facere ei dari omnes scripturas et aetitata …[omissis]…
Actum in domo heredum quondam Guillelmi Sagonensis, presentibus Ardiçono Iudice et Nicolao Amadeo.
Anno ut supra, die xxiiii aprilis, post sonum campanarum. Cassum per errorem subscripti instrumenti.

Atto n. 197
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1256 al 1258,
Cartolarius Instrumentorum I (56)
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.207 della serie α

Notaio Giovanni de Amandolesio

19 maggio 1258, Ventimiglia.
Oberto Giudice del fu Raimondo Giudice, nominato curatore dei fratelli Giovannino e Marineto da Guglielmo di Voltaggio, vicegerente di Lanfranchino Pignolo, podestà di Ventimiglia, cede ad laborandum per un periodo di sei anni a Guglielmo Lorenzo tutte le terre che i minori posseggono in Vallecrosia, fatta eccezione per quelle già cedute ad plantandum, dietro la corresponsione annuale della quarta parte delle biade e della metà dei fichi, che Guglielmo dovrà consegnare, a sue spese, nella casa di Ventimiglia dei minori.

Ɑ Oberti Iudicis et Willelmi Laurencii.
+ Ego Obertus Iudex, filius quondam Raimundi Iudicis, curator datus Iohannino et Marineto, fratribus meis, per dominum Guillelmum de Vultabio, gerentem vicem domini Lanfranchini Pignoli, potestatis tunc Vintimilii, ut patet per quandam publicam scripturam scriptam in cartulario comunis Vintimilii per manum tui Iohannis, notarii subscripti, die xxvi februarii proxime preferiti, nomine ipsorum minorum, do, cedo et trado tibi Guillelmo Laurencio …[omissis]…
Actum in platea Vintimilii, presentibus testibus convocatis Ardiçono Iudice, Richermo Laurencio et Oddone Macario.
Anno dominice Nativitatis millesimo cc quinquagesimo octavo, indictione quinta decima, die xviiii madii, inter terciam et nonam.
Factum est pro dicto Oberto.

Atto n. 207
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1256 al 1258,
Cartolarius Instrumentorum I (56)
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.234 della serie α

Notaio Giovanni de Amandolesio

18 settembre - 21 ottobre 1258), Ventimiglia.
Ottone Giudice del fu Oberto Giudice di Ventimiglia nomina suo procuratore Ardizzone Giudice di Ventimiglia in causa vertente con Raimondo Curlo e per i suoi negozi nella curia di Ventimiglia.

[Ɑ] Ardiçonis Iudicis.
Ego Otto Iudex, filius quondam Oberti Iudicis de Vintimilio, facio, constit[uo et ordino te Ardiçonem Iudicem, abse]ntem, meum certum nuncium, procuratorem et loco mei in causa vel causis …[omissis]…
[Actum] in civitate Vintimilii, in domo …[omissis]…
Anno dominice Nativitatis mil[lesimo] …[omissis]…

Atto n. 234
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1256 al 1258,
Cartolarius Instrumentorum I (56)
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.237 della serie α

Notaio Giovanni de Amandolesio

24 ottobre 1258, Ventimiglia.
I fratelli Guglielmo Giudice ed Ardizzono Giudice nominano loro procuratore Guglielmo del fu Oberto de Poçeto per la riscossione di quanto loro dovuto dagli eredi del conte Manuele e del conte Guglielmo.

Ɑ Guillelmi [de] Pogeto.
Nos Guillelmus Iudex et Ardiçonus Iudex, fratres, quisque nostrum in solidum, facimus, constituimus et ordinamus, presentem, nostrum certum nuncium et procuratorem Guillelmum, filium quondam Oberti de Poçeto, ad petendum et recipiendum, …[omissis]…
Actum in platea Vintimilii, presentibus testibus Mauro Bonifacio, Iohanne de Rocabruna clerico et Simone Podisio.
Anno dominice Nativitatis millesimo cc quinquagesimo octavo, indictione prima, die xxiiii octubris, ante nonam.

Atto n. 237
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1256 al 1258,
Cartolarius Instrumentorum I (56)
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.243 della serie α

Notaio Giovanni de Amandolesio

11 novembre 1258, Ventimiglia.
Rainaldo Bulferio del fu Rainaldo Bulferio acquista da Buonmigliore Boga e Nicola Blanco di Arenzano un quantitativo di orzo, per il quale promette di pagare la somma di 25 lire di genovini entro quindici giorni dal loro arrivo a Genova.

Ɑ Bonimelioris Boge et Nicol[ai] Blanci de Arengano.
Ego Rainaldus Bulfedus, filius quondam Rainaldi Bulfeiii, confiteor me habuisse et recepisse a vobis Bonomeliori Boga et Nicolao Blanco de Arençano ex empto tantum ordeum, renuntians exceptioni non habiti seu non recepti ordei; …[omissis]…
Actum in civitate Vintimilii, in carrubio Mergarie, presentibus testibus Ardiçono Iudice, Egidio Capelleto et Iacobo macellario.
Anno dominice Nativitatis millesimo cc quinquagesimo octavo, indictione prima, die undecima novembris, post vesperas.

Atto n. 243
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1256 al 1258,
Cartolarius Instrumentorum I (56)
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.244 della serie α

Notaio Giovanni de Amandolesio

8 novembre 1258, Ventimiglia.
Buonadonnina del fu Buonaggiunta de Valleçuncata nomina suo procuratore il cognato Oberto di Centocroci per la cura dei suoi interessi e, in particolare, per la riscossione di quanto lasciatole in eredità dal fratello Simoneto.

Ɑ Oberti de Centumerucibus procu[rationis]
Ego Bonadomnina, filia quondam Bonagunte de Valleçuncata, facio, constituo et ordino, presentem, meum certum nuntium et procuratorem Obertum de Centumcrucibus, cognatum meum, ad omnia mea negotia …[omissis]…
faciens hec omnia in presente et consilio Iacobi taliatoris, viri mei, et consilio Ardiçoni Iudicis et Iohannis de Sancto Thoma, quos in hoc casu meos propinquos et consiliatores eligo et appello.
Actum in civitate Vintimilii, in domo qua habitant dicti iugales, presentibus testibus rogatis Iohanne de Rapallo et dietis consiliatoribus.
Anno dominice Nativitatis millesimo cc quinquagesimo octavo, indictione prima, die viii novembris, ante terciam.

Atto n. 244
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1256 al 1258,
Cartolarius Instrumentorum I (56)
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.245 della serie α

Notaio Giovanni de Amandolesio

17 novembre 1258, Ventimiglia).
I consiglieri del comune di Ventimiglia ed alcuni altri nominano loro procuratori Rainaldo Bulferio del fu Rainaldo Bulferio e Oberto Genzana per richiedere al capitano del popolo di Genova di provvedere alla nomina degli ufficiali e consiglieri del comune di Ventimiglia ed a tutto ciò che attiene ad honorem dicti comunis.

Ɑ Hominum Vintimilii.
In nomine Domini, amen. Ad honorem domini capitani populi Ianue et eiusdem comunis, nos infrascripti consiliarii comunis Vintimilii et nos alii subscripti, qui non sumus de Consilio, …[omissis]…
Ɑ Nomina dictorum consiliariorum sunt hec: …[omissis]…
Maurus de Mauris, Obertus Bonifacius, Isnardus Travacha, Willelmus Henricus, Raimun[dus] …[omissis]…
Willelmus Iudex, Willelmus Dulbecus, Otto Maurus, Fulco Gançerra, Fulco Caste Rainaldinus Bulferius filius quondam Raimundi et …[omissis]…
Raimundus Bonussegnorius notarius. Nomina illo[rum] …[omissis]…. Valloria, Ardiçonus Iudex, Guillelmus baraterius, Richermus Laurencius, Balduinus Bursa, filius quondam Iacob¡, Petrus Calcia, Nicolaus Barla, Nicola de Tabia, …[omissis]…
Gandulfus de Gandulfis et Rainaldus Bulferius filius quondam Bonifacii. Actum …[omissis]…
Guillelmino scriba, filio quondam Rainaldi scribe, et Rainaldo …[omissis]…
[Anno dorninice Nativitatis millesimo cc quinquagesimo octavo], indictione prima, die xvii novembris, inter nonam [et vesperas].

Atto n. 245
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1256 al 1258,
Cartolarius Instrumentorum I (56)
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.247 della serie α

Notaio Giovanni de Amandolesio

28 novembre 1258, Ventimiglia.
Ardizzono Giudice di Ventimiglia nomina suoi procuratori Riculfino Brigasco e Giovanni Gandolfo per la riscossione di quanto dovutogli da Giraudo Caminerio.

[Ɑ] Riculfini Brigaschi procurationis.
Ego Ardiçonus Iudex de Vintimilio facio, constituo et ordino te Riculfinum Brigascum, presentem, et Iohannem Gandulfum, absentem, quemlibet in solidum, …[omissis]…
Actum in platea Vintimilii, presentibus testibus rogatis Matheo Stricto, Abraino executore et Willelmo Iordano.
Anno dominice Nativitatis millesimo cc quinquagesimo octavo, indictione prima, die xxviii novembris, ante terciam.

Atto n. 247
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1256 al 1258,
Cartolarius Instrumentorum I (56)
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.3 della serie β

Notaio Giovanni de Amandolesio

14 agosto - 3 novembre 1257, Ventimiglia.
Oberto Saonese, tutore assegnato da Bartolomeo Ferrario, giudice del comune di Ventimiglia, al nipote Guglielmino, figlio del suo defunto fratello Raimondo Saonese, fa redigere l'inventario dei beni del defunto.

Ego Obertus Sagonensis, tutor hodie per dominum Barth[olomeum Ferrarium, iudicem comunis Vintimilii Guillelmino] Sagonensi, filio quondam Raimundi Sagonensis, fratris mei, [volens apprehendere tutelam ipsius cum beneficio inventari, ante]quam aliquid de ipsis bonis attingam vel me [intromittam], …[omissis]… Item, in eodem loco, terciam partem unius gerbi, pro indiviso mecum et fratre meo, cui coheret superius et inferius via, ab uno latere, versus montaneam, terra Oberti Iudicis et fratrum suorum. Item, loco ubi dicitur in Banchis, terciam partem unius figareti, pro indiviso mecum et fratre meo, cui coheret) superius via, ab uno latere gerbum unum dicti minoris, cui çerbo coheret superius via. …[omissis]…

Actum in capitulo Vintimilii, anno dominice Nativitatis millesimo cc quinquagesimo septimo, indictione quarta decima, die xiiii augusti, ante terciam. Inceptum est presentibus testibus Ugone Bonanato, Cunrado Mauro, Oberto Iudice et Ardiçono Iudice. Expletum est eodem millesimo, indictione xv, die iii novembris, ante terciam, presentibus Iohanne Fomario notario, Guillelmo Rafa et Raimundo Bono segegnorio notario.

Atto n. 3
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1256 al 1258,
Cartolarius Instrumentorum II (56)
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.18 della serie β

Notaio Giovanni de Amandolesio

17-29) novembre 1257, Ventimiglia.
Oberto Saonese, a nome proprio e del nipote Guglielmino, di cui è tutore, e Iacopo Saonese fanno redigere l'inventario dei beni della loro defunta madre, Raimonda.

Ɑ Oberti Sagonensis et Iacobi, eius fratris.
Nos Obertus Sagonensis, nomine meo et Guillelmini, nepotis mei, cuius tutor sum, et Iacobus Sagonensis, ut nobis prevideamus et sacre constitutionis Iustiniani tenorem observemus, …[omissis]…
[Spacium superius relictum est ut, si quid memorie occurreri]t in hoc inventario pariter [conscribatur. Inceptum est in capitulo Vintimilii, presentibus testib]us convocatis Ardiçono Iu[dice] …[omissis]…
Anno dominice Nativitatis millesimo cc quinquagesimo [septimo, indictione quinta decima, die] …[omissis]…
[novembris], post vesperas.

Atto n. 18
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1256 al 1258,
Cartolarius Instrumentorum II (56)
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.6 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

14 gennaio 1259, Ventimiglia.
Rainaldo, preposito di Ventimiglia, con il consenso dei canonici della chiesa di Ventimiglia, su mandato papale conferisce al concanonico Iacopo Vache di Oneglia la prebenda vacante nella detta chiesa Ventimigliese, già del canonico Raimondo Restagno.

Ɑ Iaco[bi] Vache.
Die xiiii ianuarii, circa terdam. In presencia testium subscriptorum, dominus Rainaldus, prepositus Vintimiliensis, voluntate et consensu domini Nicolai arcidiaconi, presbiteris Ottonis sacriste, Guillelmi Mallei, Iacobi Gandulfi et Guillelmi de Gravarona, canonicorum Vintimiliensis ecclesie, presentium et volentium, dedit et consignavit Iacobo Vache de Unelia, suo concanonico et confratri, prebendam vacantem in dicta Vintimiliensi ecclesia, que fuit quondam Raimundi Restagni, canonici predicte ecclesie, et ipsum Iacobum de predicta prebenda manualiter investivit, recepto prius et habito reverenter rescripto apostolico, cuius tenor talis est: « Alexander episcopus, servus servorum Dei, dilectis filiis preposito et capitulo ecclesie Vigintimiliensis, salutem et apostolicam benedictionem. Peticio vestra nobis exibita continebat quod in ecclesia vestra statutum est, iuramento fìrmatum et per Sedem Apostolicam confirmatum quod nulli assignetur prebendam in dicta ecclesia nisi prius numerus ipsius ecclesie ad octonarium reducatur, propter quod in predicta ecclesia prebendam per mortem Raimundi Restagni, eiusdem ecclesie canonici, Iacobino, nato Ottonis Vache de Unelia, canonice in ecclesia ipsa recepto, per quem ipsi ecclesie, prout asseritis, magna potest utilitas pervenire, conferre statuto obstante huiusmodi non potestis, cum nondum ipsius ecclesie numerus ad octonarium sit redactus. Quare nobis humiliter supplicastis ut providere utilitati ipsius ecclesie in hac parte, solita dementia, curaremus. Vestris, igitur, supplicationibus inclinati, ut dicto Iacobino, premissis non obstantibus, predictam possitis conferre prebendam, dummodo alii minime debeatur, vobis, auctoritate presentium, liberam concedimus facultatem, statuto et confirmatione predictis postmodum in suo robore nichilominus duraturis. Data Anagnie, xv halendas decembris, pontificatus nostri anno quarto ». Actum in predicta ecclesia, presentibus testibus convocatis Ardiçono Iudice, Rainaldino Bulferio filio quondam Raimundi, presbitero Oberto capellano eiusdem ecclesie et presbitero Ottone de Abrigali. Anno et indictione ut supra.

Atto n. 6
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.7 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

14 gennaio 1259, Camporosso.
Prete Guglielmo Boverio, canonico della chiesa di Ventimiglia, su mandato papale, ratifica Vassegnazione a Iacopo Vache di Onesta della prebenda della medesima chiesa (cfr. atto n.6).

Die xiiii ianuarii, circa nonam. Ego presbiter Guillelmus Boverius, canonicus ecclesie Vintimiliensis, recepto mandato et obedientia Sedis Apostolice, ratifico et approbo atque firmo tibi Iacobo Vache de Unelia confirmationem et assignationem prebende diete ecclesie Vintimiliensis quam tibi hodie fecerunt dominus Rainaldus, prepositus Vintimiliensis, cum domino Nicolao archidiacono et suis canonicis, secundum quod in instrumento inde hodie facto manu Iohannis de Mandolexio, notarii subscripti, continetur. Actum in districtu Vintimilii, ubi dicitur Campus Rubeus, presentibus testibus convocatis Ardiçono Iudice, Iacobo Gandulfo et Anfusso Rainerio, in domo Fulconis Amaberti. Anno et indictione ut supra.

Atto n. 7
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.9 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

6 gennaio 1259, Ventimiglia.
Verde, vedova di Iacopo Golabi, e Aldisia, vedova di Golabi, ciascuna per una metà, vendono a Rainaldo del fu Rainaldo Bulferio una pezza di terra incolta, situata nel territorio di Ventimiglia, ubi dicitur Pineta, per il prezzo di 4 lire di genovini, di cui rilasciano quietanza.

Ɑ Rainaldi Bulferii.
Die vi ianuarii, ante nonam. Nos Viridis, uxor quondam Iacobi Golabi, et Aldisia, uxor quondam Golabi, quisque nostrum pro medietate, vendimus, cedimus et tradimus tibi Rainaldo, filio quondam Rainaldi Bulferii, peciam unam terre vacue, iacentis in territorio Vintimilii, ubi dicitur Pineta, cui toti coheret superius terra Ottonis Bellaver, inferius via, ab uno latere terra tui emptoris et ab alio terra Alasie Bulferie, sive alie sint coherencie, ad habendum, tenendum, possidendum et de cetero quicquid volueris faciendum iure proprietario et titulo emptionis, cum omni suo iure, ratione, actione reali et personali, utili et directo omnibusque demum suis pertinenciis, nichil ex bis in nobis retento, sine omni nostra et heredum nostrorum omniumque pro nobis personarum contradictione, finito precio librarum quatuor denariorum ianuinorum, de quibus nos bene quietas et solutas vocamus, renuntiantes exceptioni non habitorum seu receptorum denariorum, doli mali et condictioni sine causa. Quod si ultra dictum precium valet, scientes eius veram extimationem, id quod ultra valet tibi mera et pura donatione inter vivos donamus et finem tibi facimus et refutationem atque pactum de non petendo, abrenuntiantes legi deceptionis dupli et ultra. Possessionem quoque et dominium iam diete terre tibi tradidisse confitemur, constituentes nos ipsam tuo nomine tenere et precario possidere dum possidebimus et ipsius possessionem sumpseris corporalem, promittentes, quisque nostrum pro parte sua, de terra nullam deinceps movere litem, actionem seu controversiam, set potius ipsam tibi et beredibus tuis et cui dederis vel babere statueris per nos nostrosque heredes ab omni persona legittime defendere, auctoriçare, disbrigare et non impedire promittimus. Quod, si contrafecerimus et ut supra per singula non observaverimus, penam dupli de quanto et quotiens fuerit contrafactum tibi stipulanti dare et solvere spondemus, rata manente venditione. Pro pena et predictis omnibus et singulis observandis universa bona nostra habita et habenda tibi pigneri obligamus, abrenuntiantes iuri ypothecarum, senatus consulto velleiano et. omni iuri et specialiter legi dicenti: “ Si qua mulier in aliquo crediti instrumento consentiat proprio viro aut scribat propriam substantiam aut se ipsam obligatam faciat, quod ipsa non tenetur, nisi manifeste probetur pecuniam fore versam in utilitatein ipsius mulieris ”. Iuramus insuper, tactis corporaliter Sacris Scripturis, ut supra dictum est attendere, compiere et observare et in aliquo predictorum non contrafacere vel venire, facientes omnia et singula supradicta consilio Ardiçoni Iudicis [et] Rainaldi Bulferii, filii quondam Bonifacii, propinquorum et vieinorum nostrorum. Actum sub capitulo Vintimilii, presentibus testibus rogatis Richermo Laurentio, Ottone Mauro et dictis consiliatoribus. Anno et indictione ut supra.

Atto n. 9
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.31 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

24 febbraio 1259, Ventimiglia.
Oberto Giudice, Giovanni e Marineto, figli del fu Raimondo Giudice, vendono a Guglielmo Enrico, per una metà, e ad Ardizzono Giudice e Guglielmo Giudice, per l'altra metà, un mulino, pro indiviso, con due ruote, situato in Pascherio, cum omnibus suis aquaticiis sive aqueductibus, per il prezzo di 40 lire di genovini, di cui rilasciano quietanza. Dichiarano di procedere alla vendita per pagare i debiti di Ottone Giudice.

[Ɑ Guillelmi Henrici], Ardi[çoni et Guillelmi Iu]dicum.
Die eodem, post nonam. Nos Obertus Iudex, Iohannes et Marinetus, frattes et fìlii quondam Raimundi Iudicis, quisque nostrum in solidum, vendimus, cedimus et tradimus vobis Guillelmo Henrico, ementi pro medietate, et Ardiçono Iudici et Guillelmo Iudici, pro alia medietate, molendinum unum, pro indiviso, cum duabus rotis, quod visi sumus habere in Pascherio, cum omnibus suis aquariciis sive aqueductibus, cui coheret ante via publica, ab uno latere molendinum vestrum Ardiçoni et Guillelmi Iudicis et ab alio molendinum Guillelmi Dulbeci, sive alie sint coherencie, ad habendum, tenendum, possidendum et de cetero quicquid volueritis iure proprietario et titulo emptionis faciendum, cum omni suo iure, ratione, actione reali et personali, utili et directo omnibusque demum pertinenciis et superposìtis suis, nichil ex his in nobis retento, finito predo librarum quadraginta denariorum ianuinorum, de quibus nos bene quietos et solutos vocamus, renuntiantes exceptioni non numerate seu recepte pecunie, doli mali et conditioni sine causa. Quod si dictum molendinum cum suis pertinenciis ultra dictum precium valet, scientes ipsius veram extimationem, id quod ultra valet vobis mera et pura donatione inter vivos donamus et finem vobis inde facimus et refutationem atque pactum de non petendo, renuntiantes legi deceptionis dupli et ultra. Possessionem quoque et dominium dicti molendini cum suis pertinenciis vobis tradidisse confitemur, constituentes nos ipsum vestro nomine tenere et precario possidere dum possidebimus vel ipsius possessionem sumpseritis corporalem, promittentes de dicto molendino cum suis pertinenciis nullam deinceps movere litem, actionem seu controversiam neque requisitionem facere, set potius ipsum vobis et heredibus vestris et cui dederitis vel habere statueritis per nos nostrosque heredes ab omni persona legittime defendere, auctoriçare, disbrigare et non impedire. Et speciali ter promittimus et convenimus vobis sumptus litis agnoscere et vobis restituere, si quos faceretis pro dicto molendino rationabiliter defendendo, sive obtinueritis in lite sive succubueritis, remissa vobis necessitate denunciandi. Quod si non fecerimus et ut supra per singula non observaverimus, penam dupli de quanto dictum molendinum nunc valet vel melioratum valebit vobis stipulantibus dare et solvere promittimus, rata manente venditione. Pro pena et predictis omnibus et singulis observandis universa bona nostra habita et habenda vobis pigneri obligamus, et quilibet nostrum de omnibus et singulis supradictis vobis in solidum teneatur, renuntians quisque nostrum iuri solidi, epistule divi Adriani, beneficio nove constitutions de duobus reis debendi ac iuri de principali primo conveniendo. Et speciali ter nos dicti Iohannes et Marinetus abrenuntiamus beneficio minoris etatis, iurantes verbotenus esse maiores annorum decem et octo et ut supra dictum est, tactis corporaliter Sacris Scripturis, in omnibus et per omnia attendere, compiere et observare et in aliquo predictorum non contraiacere vel venire; et facimus hec omnia et singula supradicta consilio Guillelmi Calcie et Raimundi Iudicis, propinquorum et vicinorum nostrorum. Predictam quoque venditionem facimus pro solvendis debitis Ottonis Iudicis. Actum in civitate Vintimilii, in domo dicti Raimundi Iudicis, presentibus testibus convocatis et rogatis Guidone Priore, Oberto filio Ottonis Iudicis et Guillelmo Malleo canonico Vintimiliensi. Anno et indictione ut supra.

Atto n. 31
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.58 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

20 maggio 1259> Ventimiglia.
Iacopo di Diano promette ai suoi creditori che pagherà i suoi debiti entro il termine di quattro anni.

[Iacobi] de Di[ano] [credit]orum.
Die xx madii, ante terciam. In presentia testium subscriptorum, Maurus de Mauris, Rainaldinus Bulferius, filius quondam Raimundi, Biatrixia, uxor Willelmi Rubaldi, Ardiçonus Iudex, Manfredus de Cruceferrea, Fulco Curlus, Ugo Calcia, Guillelmus Calcia et Obertus molinarius, creditores Iacobi de Diano, ex una parte, nec non et ipse Iacobus, ex altera, pactum ad invicem inter se fecerunt ut infra, videlicet quod dictus Iacobus promisit et convenit predictis creditoribus suis, eorum nomine proprio et aliorum creditorum absentium, dare et solvere per se vel suum missum ipsis suis creditoribus vel eorum misso et cuilibet eorum id quod eis debet et in quo eis et cuilibet eorum teneretur et cuilibet aliorum creditorum suorum absentium usque ad proximos quatuor annos per hos términos, silicet usque ad proximum annum unum quartam partem et ab inde usque ad alium annum sequentem aliam quartam partem, et sic de anno in anno, usque ad integram tocius debiti solutionem. Alioquin, si contrafieret, penam dupli diete pecunie quantitatis ipsis creditoribus suis stipulantibus et cuilibet eomm, proprio nomine et nomine aliorum suorum creditorum absentium, dare promisit, rato manente pacto. Et sic ut supra dictum est iuravit dictus Iacobus attendere et observare et non contravenire, renuntians privilegio fori et omni iuri quod ubique se et sua convenire possint vel alter eorum. Et pro predìctis attendendis universa bona sua habita et habenda eisdem suis credìtoribus, eorum proprio nomine et nomine aliorum absentium, pigneri obligavit. Versa vice predicti creditores promiserunt et convenerunt ipsi Iacobo de dictis debitis vel occasione eorum, nisi elapso quolibet termino solutionis faciende, ipsum non molestare neque inpedire occasione predicta, sub pena dupli dicti debiti et quanto contrafacerent vel alter eorum et obligatione bonorum suorum, rato manente pacto. De predictis quidem ambe partes plura instrumenta unius tenoris fieri voluerunt. Actum in capitulo Vintimilii, presentibus testibus rogatis Guillelmo Iudice, Fulcone Gançerra et Nicolao Barla. Anno et indictione ut supra.
[Factum pro] dicto … .

Atto n. 58
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.66 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

13 giugno 1259, Ventimiglia.
I coniugi Iacopo de Volta e Aldina promettono di restituire ai coniugi Oberto Giudice e Alasina, a Giovanni, e ai coniugi Marineto e Franceschina, la terra da essi venduta loro, di cui a un documento precedente del 13 giugno 1259, se essi venderanno loro, entro la metà del prossimo ottobre, il mulino de Pascherio, tenuto da Guglielmo Enrico, Ardizzono Giudice e Guglielmo Giudice, o se, entro lo stesso periodo, verseranno loro 45 lire di genovini, a titolo di pagamento della terra medesima. In caso di vendita del mulino, Iacopo de Volta e Aldina promettono di restituirlo ai venditori qualora i venditori medesimi versino loro la somma di 45 lire.

[Ɑ Oberti Iudi]cis.
Die xiii iunii, inter nonam et vesperas. Nos Iacobus de Volta et Aldina, iugales, quisque nostrum in solidum, renuntiantes imi solidi de principali primo conveniendo et omni alii iuri, promittimus et convenimus vobis Oberto Iudici et Alasine, iugalibus, Iohanni et Marineto atque Francischine, uxori dicti Marineti, stipulantibus, reddere et restituere vobis pedam unam terre, arborate ficuum et vitium, posite ad Pinetam, quam nobis hodie vendidistis, ut de ipsa venditione apparet per instrumentum inde factum manu Iohannis de Mandolexio notarii, si nobis vel alteri nostrum, usque ad medium octubrem proxime venturum, vendideritis et venditionem feceritis in laude nostri sapientis molendini de Pascherio, quem habent et tenent atque possident Guillelmus Enricus, Ardiçonus Iudex et Guillelmus Iudex, vel si predo ipsius terre, usque ad dictum terminum, nobis solveritis libras quadraginta quinque ianuinorum, volentes dictam terram inemptam manere. Si nobis solveritis aut vendideritis, ut supra, promittimus ipsam terram vobis reddere et restituere et cartam restitutionis vobis in laude vestri sapientis facere quantum pro facto et vice nostra. Alioquin penam dupli de quanto et quotiens contrafieret vobis stipulantibus dare et solvere promitto, rato manente pacto. Hoc acto ínter nos et vos quod, si dictum molendinum nobis pro dicta terra rehabenda vendideritis, promittimus vobis dictum molendinum, semper et quandocumque nobis solveritis, pro precio ipsius, libras quadraginta quinqué ianuinorum, reddere et restituere atque venditionem ipsius tunc in laude vestri sapientis facere. Quod si non fecerimus, penam dupli de quanto contrafieret, rato manente pacto, vobis stipulantibus dare et solvere promitto. Pro pena et predictís omnibus et singulis observandis universa bona nostra habita et babenda vobis pigneri obligamus, faciens ego Aldina hec omnia consensu et voluntate dicti viri mei et consilio Ingeti Buroni et Guillelmi Enrici, quos in hoc casu meos propinquos et vicinos atque consiliatores eligo et appello, renuntians in predictis legi dicenti: “ Si qua mulier in aliquo crediti instrumenta consentiat proprio viro aut scribat propriam substantiam aut se ipsam obligatam faciat, quod ipsa non tenetur nisi manifeste probetur pecuniam fore versam in utilitate ipsius mulieris ”, confitens ipsam pecuniam esse versam in sua utilitate et esse maiorem. Actum in civitate Vintimilii, in domo qua habitat dictus Obertus, presentibus testibus rogatis Johanne clerico de Rochabruna et dictis consiliatoribus. Anno et indictione ut supra.

Atto n. 66
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.79 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

9 luglio 1259, Ventimiglia.
I coniugi Giovanni Bellino e Raimonda Navarra vendono a Marino Giudice una casa, situata nella città di Ventimiglia, in Curritorio, il prezzo di 14 lire di genovini, di cui rilasciano quietanza.

[Mari]ni, [Iudici]s.
Die viiii iulii, inter nonam et vesperas. Nos Iohannes Bellinus et Raimunda Navarra, iugales, quisque nostrum in solidum, renuntiantes iuri solidi, iuri de principali primo fore conveniendo et omni alii iuri, vendimus, cedimus et tradimus tibi Marino Iudici domum unam, positam in civitate Vintimilii, in Curritorio, cui coheret superius et inferius via, ab uno latere domus [R]aimundi Iudicis et ab alio domus Iohannis Passarmi, ad habendum, tenendum, possidendum et de cetero [qui]cquid volueris faciendum, sine omni nostra omniumque pro nobis contraditione, iure proprietario et titulo [em]ptionis, cum omni suo iure, ratione, actione reali et personali, utili et directo omnibusque demum superpositis, interpositis atque suis pertinenciis, nichil ex his in nobis retento, finito precio librarum quatuordecim denariorum ianuinorum, quas a te habuisse et recepisse confitemur et de quibus nos bene quietos et solutos vocamus, renuntiantes exceptioni non numerate pecunie et precii non soluti, doli mali et conditioni sine causa. Quod, si dicta domus ultra dictum precium valet, scientes ipsius veram extimationem, id quod ultra valet tibi mera et pura donatione inter vivos donamus et finem tibi facimus et refutationem atque pactum de non petendo, renuntiantes legi deceptionis dupli et ultra. Possessionem insuper et dominium diete domus tibi corporaliter confitemur tradidisse, constituentes nos ipsam tuo nomine tenere et precario possidere dum possidebimus vel ipsius possessionem, sumpseris corporalem, promittentes de dicta domo nullam deinceps movere litem, actionem seu controversiam nec requisitionem facere, set potius ipsam tibi et heredibus tuis et cui dederis vel habere statueris ab omni persona legittime defendere, auctorigare et disbrigare nostris expensis promittimus. Quod si non fecerimus et ut supra per singula non observaverimus, penam dupli de quanto dicta domus nunc valet vel pro tempore valuerit tibi dare et restituere promittimus, rata manente venditione. Pro pena et predictis omnibus et singulis observandis universa bona nostra habita et habenda tibi pigneri obligamus, abrenuntiantes in predictis beneficio nove constitutionis de duobus reis, epistule divi Adriani et omni iuri. Et maxime ego dicta Raimunda abrenuntio iuri ypothecarum, senatus consulto velleiano, legi iulie de fondo dotali et legi dicenti: “ Si qua mulier in aliquo crediti instrumento consentiat proprio viro aut scribat propriam substanciam aut se ipsam obligatam faciat, quod ipsa non tenetur nisi manifeste probetur quod pecunia illa sit versa in utilitate ipsius mulieris ”, faciens hec omnia in presentia, consensu et voluntate dicti viri mei et consilio Ardiçoni Iudicis et Ottonis Mauri, quos in hoc casu meo(s) propinquos et vicinos appello. Actum in civitate Vintimilii, in domo Manfredi de Langasco, presentibus testibus rogatis Raimundo Nata et Oberto Gaia de Burdigueta. Anno et indictìone ut supra.

Millesimo eodem, die nona decembris, cassata est de voluntate partium, presentibus testibus Oberto Iudice, Iacobo Laurencio et Oberto Intraversato.

Atto n. 79
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.84 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

30 luglio 1259, Ventimiglia.
Maria Aimeline, vedova di Anseimo Parrizola, da una parte, e Dalfino Parrizola, figlio ed erede per metà del fu Pietro Parrizola, dall'altra, compromettono all'arbitrato dì Guido Bonebella, Ardizzone Giudice e Giovanni Pomario notaio la questione fra loro vertente per la somma complessiva di 4 lire di genovini, reclamata da Maria.

Ɑ Compromissum Marie Aimeline et Dalfini Parriçole.
Die xxx iulii, inter nonam et vesperas. De lite et controversia vertenti inter Mariam, uxorem quondam Anselmi Parriçole, ex una parte, et Dalfinum Parriçolam, ex altera, que talis est: « Maria, uxor quondam Anselmi Parriçole, agit contra Dalfinum, filium et heredem pro dimidia quondam Petri Parriçole, et petit ab eo in una parte libras duas ianuinorum pro medietate alimentorum suorum, eidem Marie decretorum per dominum Iohannem de Peçagno, tune iudicem comunis Vintimilii, in bonis dicti quondam viri sui Anselmi; item in alia parte libras duas ianuinorum, quas dicta Maria expendit et solvit in exequiis funeris dicti Anselmi. Hoc ideo petit quia dictus quondam Petrus Parriçola, pater quondam dictorum Anselmi et Otte sive Raimunde, fuit confessus eidem Anselmo se habuisse et recepisse a Beatrice, quondam uxore sua et matre dictorum Anselmi et Otte sive Raimunde, libras decem et novem ianuinorum, quas voluit quod dictus Anselmus et Otta sive Raimunda haberent salvas in omnibus bonis suis; et proinde obligavit eidem pignori omnia bona sua. Quare et quia dictus Petrus mortuus est. et dictus Dalfinus est eius iilius et heres pro dimidia, et bona dicti quondam Petti obligata fuerunt pro medietate dicto Anselmo, et decretum fuit per dictum iudicem dictam M[ariam] debere habere de bonis dicti quondam Anselmi libras quatuor pro alimentis, et dicta Maria expendit in [ex]equiis funeris dicti Anselmi libras duas, ideo agit et petit ut supra et omni iure et pon[it] pro pignore bandi in libris quatuor ianuinorum, salvo iure quo melius uti potest, et generaliter de om[nibus] questionibus, causis et querellis que inter ipsas partes verti possent vel altera alteri movere p[ossit], occasione aliqua, usque in bodiernum diem », ambe partes, de comuni voluntate, compromiserunt in G[uidonem] Bonebellam, Ardiçonem Iudicem et Iohannem Fornarium notarium, presentes et recipientes, tamquam in ar[bitros], arbitratores, amicabiles compositores, largas potestates et comunes amicos ita quod de ipsa questione et eius incidentibus et accessoriis dicere, statuere, arbitrari et pronunciare possint inter dictas partes usque ad medium mensem augusti proximi, de iure vel amicabiliter vel quoc[umque] modo voluerint, sine iudici strepitu, iuris ordine servato vel non, die feriato [vel] non, presentibus partibus vel una absente, dum tarnen citata, una pronunciatione vel pluribus, ita quod, si omnes in unam pronunciationem vel sententiam non concordarent, sentencia vel arbitrium duorum obtineat qui in eadem sententia et pronunciatione fuerint concordes, promittentes ad invicem diete partes sentenciam sive pronuntiationem dictorum arbitrorum vel duorum eorum ut supra observare, sub pena librarum viginti quinque ianuinorum a parte parti solempniter stipulata et promissa, que pena tociens comittatur et possit exigi cum effectu quotiens in aliquo predictorum fuerit contrafactum; qua pena commissa vel etiam exacta, nichilominus eorum arbitrium et sententia in sua permaneat firmitate, et proinde omnia bona sua inter se vicissim pigneri obligarunt. Pro dicta Maria principaliter intercessit de predictis omnibus observandis et attendendis Otto Bonebella, renuntians iuri de principali primo conveniendo et omni alii iuri; et pro dicto Dalfino principaliter intercessit Fulco Curlus de predictis omnibus observandis, abrenuntians iuri de principali primo conveniendo et omni alii iuri. Predicta omnia et singula fecit dicta Maria consilio Guidonis Bonebelle et Raimundi Rebufati, vicinorum suorum; et sic ut supra attendere, compiere et contra non venire, tactis Sacris Scripturis, iuravit, Actum in ecclesia Sancte Marie de Vintimilio, presentibus testibus rogatis presbitero Ugone Melagino, Guillelmo Sardena et dictis consiliatoribus. Anno et indictione ut supra.

S. M(aria) s. n. S. s. i., d....... 1. Factum est pro dicta [Maria] 1.

Atto n. 84
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.85 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

2 agosto 1259, Ventimiglia.
Bertramo Curlo del fu Pietro Curlo dichiara di aver ricevuto da Guglielmo Arnaldo il pagamento dei debiti che il medesimo Guglielmo ed il figlio Gandolfo hanno contratto finora con lui.

Die secunda augusti, circa terciam. Ego Bertramus Curlus, filius quondam Petri Curli, confiteor tibi Guillelmo Arnaldo me babuisse et recepisse a te integram solutionem de omni eo quod mihi tu vel filius tuus Gandulfus usque in hanc diem, aliqua occasione, dare teneretis, et maxime de questione cuiusdam bovis, renuntians exceptioni non numerate pecunie seu non recepte satisfationis et omni exceptioni, promittens de aliquo debito vel acto inter me et te vel dictum Gandulfum, filium tuum, usque in hanc diem nullam deinceps movere litem, actionem seu controversiam nec requisitionem facere, sub pena dupli de quanto et quotiens contrafieret atque dampni, expensarum et interesse, rato manente pacto et obligatione bonorum suorum. Actum in capitalo Vintimilii, presentibus testibus Guillelmo Curlo maiore, Ardiçone Iudice et Ottone Bonebella. Anno et indictione ut supra.
S. s. i.

Atto n. 85
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.89 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

20 agosto 1259, Ventimiglia.
Ardizzono Giudice nomina Oddone Laurencio suo procuratore per la riscossione da Giraudorio Caminerio di Cuneo della somma di 40 soldi di genovini, che deve ancora ricevere in pagamento di asino.

Ɑ Oddonis Laurencii.
Dei xx augusti, ante nonam. Ego Ardiçonus Iudex facio, constituo et ordino, absentem, meum certum nuncium et procuratorem Oddonem Laurencium ad petendum et redpiendum, in iudicio et extra, a Giraudorio Caminerio de Cunio soldos quadraginta ianuinorum, qui restant mihi ad habendum de predo cuiusdam asini, promittens tibi notario subscripto, nomine quorum intererit, quicquid per dictum procuratorem fuerit factum in predictis et circa predicta et occasione predictorum ratum et fìrmum habiturum, sub obligatione bonorum meorum. Actum in platea Vintimilii, presentibus testibus Rainaldino Bulferio et Oberto Prevosto. Anno et indictione ut supra.

Atto n. 89
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.91 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

25 agosto 1259, Ventimiglia.
Lanfranco Bulbonino de Turca nomina Artusio di Voltaggio, Rainaldino Bulferio del fu Raimondo e Manfredo di Cosseria suoi procuratori per la riscossione dei suoi crediti e per la cura dei suoi interessi.

Ɑ Artusii, Rainaldini Bulferii et [Man]fredi de [C]rusferrea.
Die xxv augusti, in mane, ante terciam. Ego Lanfrancus Bulboninus de Turca facio, constituo et ordino vos Artusìum de Vultabio, Rainaldinum Bulferium, filium quondam Raimundi, et Manfredum de Crusferrea, presentes, meos certos nuncios et procuratores, omnes simul, et quemlibet vestrum in solidum, ita quod non sit melior occupantis conditio, ad petendum et recipiendum a qualibet persona et sub quolibet magistratu omnia et singula debita que recipere debeo et ad omnia mea negocia generaliter et specialiter facienda et tractanda, sicut egomet facere possem, si essem presens, promittens quicquid feceritis, seu aliquis vestrum fecerit, in predictis et circa predicta ratum et firmum habiturum, sub obligatione bonorum meorum. Actum in platea Vintimilii, presentibus testibus Ardiçono Iudice et Willelmo Calcia. Anno et indictione ut supra.

Atto n. 91
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.94 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

2 settembre 1259, (Ventimiglia).
Imberto Baamonte concede alla moglie Verdaina piena facoltà, di riscuotere dai suoi beni, anche in sua assenza, la somma di 69 lire di genovini, corrispondente all’importo della di lei dote, e di procedere all'alienazione, a propria volontà, dei loro beni mobili ed immobili.

Ɑ Verdane, uxoris Imber[ti] Baamuntis.
Die secunda septembris, ante vesperas. Ego Imbertus Baamons do et concedo tibi Verdaine, uxori mee, presenti et recipienti, liberam et generalem potestatem et bailiam atque facultatem in omnibus et per omnia quod semper et quandocumque volueris in bonis meis, ubicumque inventis, possis accipere et tibi facere extimari, sine mea presentía, pro dotibus tuís, tantum quod bene valeat libras sexaginta novem ianuinorum, dans etiam et concedens tibi similiter plenam potestatem et bailiam quod omnia bona mea et tua, tam inmobilia quam mobilia, semper et quandocumque volueris, possis ven[dere, a]lienare et ad tuam voluntatem facere, sicut egomet de meis possem, si essem presens, promittens dicta[m ven]ditionem seu venditiones, quam vel quas de predictis feceris, et quicquid super predictis et occasione predictorum feceris, [ratum] et firmum habiturum, sub ypotheca et obligatione bonorum meorum habitorum et habendorum. Actum in domo Ardi[çoni] Iudicis, presentibus testibus dicto Ardiçono, Rainaldo Bulferio filio quondam Raimundi et Rubeo Anno et indictione ut supra.
S. s. i.

Atto n. 94
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.112 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

2 novembre 1259, Ventimiglia.
Guglielmo Giudice vende a Lanfranco Bulbonino de Turca una pezza di terra, coltivata a viti e a fichi, situata ad Sanctum Vincencium, per il prezzo di 16 lire e 16 soldi di genovini, di cui rilascia quietanza.

Die ii novembris, post vesperas. Ego Guillelmus Iudex vendo, cedo et trado tibi Lanfranco Bulbonino de Turca peciam unam terre, agregate ficuum et vitium, posite ad Sanctum Vincencium, cui coberet superius et inferius via, ab uno latere terra domini episcopi et ab [alio] latere terra Ardiçonis Iudicis, ad habendum, tenendum, possidendum et de cetero quicquid volueris iure proprietario et titulo emptionis faciendum, cum omni suo iure, ratione, actione reali et personali, utili et directo, omnibus demum pertinenciis suis, nichil ex his in me retento, finito predo librarum sexdecim et soldorum sexdecim ianuinorum, de quibus me bene quietum et solutum voco, renuntians exceptioni non numerate pecunie, precii non soluti et doli et conditioni sine causa. Quod si dicta terra ultra dictum precium valet, id quod ultra est tibi mera et pura donatione inter vivos dono et finem tibi facio et refutationem atque pactum de non petendo, renuntians legi deceptionis dupli et ultra. Possessionem insuper et dominium vel quasi tibi predicte terre confiteor tradidisse, constituens me ipsam tuo nomine tenere et precario possidere dum possidebo vel ipsius possessionem sumpseris corporalem, promittens tibi de dicta terra nullam deinceps movere litem, actionem seu controversiam nec requisitionem, set potius ipsam tibi et heredibus tuis per me meosque heredes ab omni persona legittime defendere, auctoriçare et disbrigare meis expensis promitto, remissa tibi necessitate denunciandi. Quod si non fecero vel contrafecero seu ut supra dictum est per singula non observavero, penam dupli de eo quod dicta terra nunc valet vel pro tempore valuerit tibi stipulanti dare et solvere promitto, rato manente pacto. Pro pena et predictis omnibus et singulis observandis universa bona mea habita et habenda tibi pigneri obligo. Actum in domo qua habitat Manfredus de Crusferrea, in civitate Vintimilii, presentibus testibus Rainaldino Bulferio filio quondam Raimundi, Guiranno Tenda et Ardiçono Iudice. Anno et indictione ut supra.

mcclx, indictione tercia, die xxi decembris, cassum voluntate parcium, presentibus Oberto Iudice et Willelmo Barbaxora.

Atto n. 112
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.123 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

5 novembre 1259, Ventimiglia.
Guglielmo Calcia, Iacopo Valloria, Raimondo Giudice e Guglielmo Arzeleto maior dichiarano di aver ricevuto in mutuo da Lanfranco Bulbonino de Turcha la somma di 10 lire di genovini, che s'impegnano a restituire entro il prossimo Natale.

[Die] v novembris, post vesperas. [Nos] Guillelmus Calcia, Iacobus Valloria, Raimundus Iudex et Guillelmus Argeletus maior, quisque [nostrum] 1 pro rata, confitemur habuisse et recepisse mutuo, gratis et amore a te Lanfranco Bulbonino [de T]urcha libras decem denariorum ianuinorum, renuntiantes exceptioni non numerate pecunie, doli mali et con [diti]oni sine causa, quas libras decem vel totidem in earum vice tibi vel tuo certo misso per nos [vel] nostros missos, quisque nostrum pro rata, usque ad Nativitatem Domini proxime venturam dare et solvere promitti[m]us. Alioquin penam dupli cum omnibus dampnis et expensis propterea factis et habitis tibi stipulanti dare [et] restituere spondemus, rato manente pacto, te credito de expensis et dampnis tuo solo [verbo], sine testibus, iuramento et alia demum probatione. Pro pena et predictis omnibus attendendis universa bona nostra habita et habenda tibi pigneri obligamus; iurans insuper ego dictus Guillelmus Calcia, tactis corporaliter Sacris Scripturis, ut supra dictum est attendere, compiere et observare et non contravenire et facere et curare ita quod predictì attendent, complebunt et observabunt omnia et singula supradicta, sub dicta pena, nisi iusto Dei impedimento aut licencia tui forsitan remaneret. Actum [in] ecclesia Sancte Marie de Vintimilio, presentibus testibus Ardiçono Iudice, Rainaldino Bulferio et Iacobo de Recho. Anno et indictione ut supra.

Atto n. 123
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.137 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

11 novembre 1259, Ventimiglia.
I coniugi Iacopo Anfosso e Bronda vendono ad Ardizzono Giudice e al di lui fratello Guglielmo tutti i diritti che loro competono in occasione dell'eredità della defunta Giovanneta, figlia della fu Alasia Berra, per il prezzo di 15 lire di genovini, di cui rilasciano quietanza.

Ardiçonis et Willelmi Iudicis.
Die xi novembris, post nonam, Nos Iacobus Anfussus et Bronda iugales, quisque nostrum in solidum, vendimus, cedimus et tradimus vobis Ardiçono Iudici et Guillelmo, fratribus, omnia iura et actiones reales vel personales, utiles vel directas seu mixtas vel quasi, que et quas habemus, vel alter nostrum, sive nobis vel alteri nostrum competunt occasione hereditatis et bonorum que fuerunt quondam Iohannete, filie quondam Alasie Berre, precio librarum quindecim denariorum ianuinorum, de quibus nos bene quietos et solutos vocamus, renuntiantes exception! non numerate pecunie, in factum et conditioni sine causa et doli mali exceptionis; que vero iura et actiones vobis3 vendimus, ut predictum est, precio supradicto. Et si plus valent, scientes et confitentes iusto precio et ve[ra] extimatione esse venditas, id vobis mera et pura donatione inter vivos donamus et finem [vobis] inde facimus et refutationem atque pactum de non petendo, renuntiantes legi deceptionis dupli, [promi]ttentes per nos nostrosque heredes ipsa vobis et vestris beredibus defendere, auctorigare et expedire ab [omni] persona cum ratione, sub pena dupli et refectione sumptuum, vestro solo verbo credito de sump[tib]us, sine iuramento et aliqua probatione, remissa vobis necessitate denunciandi. Possessio[nem] quoque et dominium vel quasi dictorum iurium et actionum sive rerum hereditariarum vobis tradidisse confite[mu]r et ea pro parte et vestro nomine precario possidere si ipsarum possessio vel quasi penes nos reper[ta] fuerit, faciens ego Bronda hec omnia et singula supradicta consensu et volúntate dicti [vir]i mei et consilio Guillelmi Calcie et Iohannis Felegarii, vicinorum meorum, quos in hoc casu [me]os consiliatores eligo et appello, abrenuntians uterque nostrum iugalium iuri solidi, ìuri de principali [pri]mo conveniendo, nos ad invicem alter pro altero constituendo, epistule divi Adriani et beneficio nove constitutionis de duobus reis debendi, et maxime ego dicta Bronda iuri ypothecarum, senatus consulto velleiano et omni iuri, certoriata de omnibus iuribus supradictis. Et pro his observandis universa bona nostra habita et habenda vobis pigneri obligamus. Actum in domo predicti Ardiçoni, presentibus testibus Guillelmo Casanova et dictis consiliatoribus. Anno et indictione ut supra.

Atto n. 137
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.140 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

26 novembre 1259, Ventimiglia.
I fratelli Guglielmo Giudice e Ardizzono promettono ai coniugi Iacopo Anfosso e Bronda di non convenirli in giudizio per i beni della fu Giovanneta, figlia della fu Alasia Berra, venduti dai detti coniugi ai suddetti fratelli.

Ɑ Iacobi Anfussi et eius uxoris.
Die xxvi novembris, post nonam. Nos Guillelmus Iudex et Ardiçonus, fratres, ex pacto habito inter nos, ex una parte, et vos, Iacobum Anfussum et Brondam iugales, ex altera, promittimus et convenimus vobis quod, si rationes seu iura hereditatis et bonorum que fuerunt quondam Iohannete, filie quondam Alasie Berre, que nobis vendidistis, uterque vestrum in solidum, ut patet de ipsa venditione per instrumentum inde factum manu Iohannis de Mandolexio notarii, die xi huius mensis, essent vobis ab aliqua persona evicta vel impedita, pro defensione vel evictione dictarum rationum, nec occasione expensarum factarum vel faciendarum pro dictis rationibus, vos nec aliquem vestrum nec etiam aliam personam nomine vestro non conveniemus nec molestabimus, set vos a dicta promissione pro dicta defensione et heredes vestros per nos et heredes nostros absolvimus. Alioquin penam dupli de quanto et quotiens contrafieret cum omnibus dampnis et expensis propterea factis et habitis vobis stipulantibus dare et reficere spondemus, rato manente pacto. Pro pena et predictis omnibus et singulis supradictis attendendis et observandis universa bona nostra habita et babenda vobis pigneri obligamus. Actum in capitulo Vintimilii, presentibus testibus Iacobo Laurencio, Matheo scriba, Iacobo Marchexano et Willelmo Calcia. Anno et indictione ut supra.
S. s. i.

Atto n. 140
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.192 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

21 febbraio 1260, (Ventimiglia).
I coniugi Ardizzono Giudice e Raimonda dichiarano di aver ricevuto in mutuo da Ingeto Burono la somma di 20 lire di genovini, che s’impegnano a restituire entro un anno.

[Die] xxi februarii, post nonam. [Ego] Ardiçonus Iudex et Raimunda iugales, quisque nostrum in solidum, renuntiantes iuri solidi, iuri de principali primo [conveni]endo et omni iuri, confitemur habuisse et recepisse mutuo, gratis et amore a te Ingeto Burono libras [vigiliti] denariorum ianuinorum, renuntiantes exceptioni non numerate seu recepte pecunie et omni exceptioni, quas libras viginti [vel tot]idem in earum vice tibi vel tuo certo nuncio per me vel meum nuncium usque ad annum unum proxime venturum [dare et] solvere pro[m]itto. Alioquin penam dupli de quanto contrafieret cum omnibus dampnis et expensis propterea factis [et] habitis tibi dare [et] restituere spondemus, rato manente pacto, te credito de dampnis et expensis tuo solo verbo, sine testibus, iuramento et alia demum probatione. Pro pena et predictis omnibus et singulis observandis universa bona nostra habita et habend[a] tibi pigneri obligam[us], abrenuntiantes epistule divi Adriani, beneficio nove constitutionis de duobus reis debendi, [pri]vilegio fori et conv[en]tioni habite inter comune Ianue et comune Vintimilii, quod ubique terrarum et sub quolibet iudice pro dicto debito exigend[o]2 possis convenire. Et specialiter ego dicta Raimunda abrenuntio iuri ypothecarum, senatus [c]onsulto ve[l]leiano et [legi] dicenti: “ Si qua mulier in aliquo crediti instrumento consentiat proprio viro au[t] scribat propri[am] substantiam aut se ípsam obligatam faciat, quod ipsa non tenetur nisi manifeste probetur p[ec]uniam illam fo[r]e versam in utilitatem ipsius mulieris ”, faciens hec omnia consensu et volúntate dicti viri mei et consilio presbiteri Ugonis Melagini et Iacobi Vallorie, propinquorum et vicinorum meorum. Actum in domo dictorum iugalium, presentibus testibus rogatis Mauro Bonifacio et dictis consiliatoribus. Anno et indictione ut supra.
Millesimo cclxi, indictione tercia, die v aprilis, cassata voluntate parcium, presentibus testibus Raimundo Iudice et Matbeo scriba.

Atto n. 192
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.193 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

23 febbraio 1260, Ventimiglia.
Ottone Giudice, Raimondo del fu Pietro Giudice, Ardizzono Giudice, Guglielmo Giudice, Oberto Giudice e Marineto Giudice rilasciano procura a Raimondo Giudice del fu Ottone Giudice di Rocchetta perché difenda i loro diritti sul castello di Rocchetta.

[R]aimundi [Iu]dicis de Rocheta.
Die xxiii februarii, post nonam. Nos Otto Iudex, Raimundus, filius quondam Petri Iudicis, Ardiçonus Iudex, Guillelmus Iudex, Obertus Iudex et Marinetus Iudex facimus, constituimus et ordinamus, presentem, nostrum certum nuncium et procuratorem Raimundum Iudicem, filium quondam Ottonis Iudicis de Rocheta, ad agendum, petendum, causandum, defendendum, insudicio et extra, a qualibet persona et contra quamlibet personam, omnia iura et rationes que et quas habemus et visi sumus habere in castro Rochete et in iurisdictione hominum dicti loci et in territorio ipsius, dantes, quilibet nostrum in solidum, tibi liberam et plenam potestatem et bailiam quod predicta possis defendere, agere, petere, in iudicio et extra, et omnia demum in predictis et circa predicta facere que fuerint facienda, sicut merita causarum postulant et requirunt, et que nosmet ipsi facere possemus, si essemus presentes, promittentes quicquid per te dictum procuratorem fuerit [factum] in predictis et circa predicta et occasione predictorum ratum et firmum habituros, sub ypotheca et obligatione bonorum nost[rorum], relevantes te pro predictis a qualibet satisdatione. Actum in capitulo Vintimilii, presentibus testibus Guillelmo E[nrico], Roberto Papono et Iohanne Bastono. Anno et indictione ut supra.

Atto n. 193
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.199 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

29 febbraio 1260, Ventimiglia.
Lanfranco Burbonino de Turca dichiara di aver ricevuto dai fratelli Mauro Bonifacio e Capa il pagamento dei debiti da loro finora contratti con lui, ed, in particolar modo, della somma di 30 lire di genovini, di cui allo strumento in data 12 luglio 1259.

Die eodem et hora. Ego Lanfrancus Burboninus de Turca confiteor me babuisse et recepisse a vobis Mauro Bonifacio et [Capa] fra[tribus], integram solutionem et satisdationem de omni eo quod usque in hanc diem a vobis recipere deberem aliqua occasione, et specia[liter] de libro triginta, de quibus est instrumentum factum manu Enrici de Braia notarti, die xii iulii proxime preteriti, indietione [prima], quod instrumentum casso et evacuo nulliusque valoris esse volo, promittens vobis de predictis nullam deinceps movere litem, [actionem] seu controversial» nec requisitionem facere, sub pena dupli de quanto et quotiens contrafieret, ra[to] manente pacto et obligatione bonorum meorum. Actum in platea Vintimilii, presentibus testibus Willelmo Enrico, Guillelmo Dulbeco, Oberto [Iudice et] Ardiçono Iudice. Anno et indictione ut supra.

Atto n. 199
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.211 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

19 marzo 1260, Ventimiglia.
Pietro della Chiavica notaio rilascia procura a Buonvassallo de Maiote notaio per la riscossione dì quanto a lui dovuto dal comune di Genova occasione mutui scribanie portus.

Die eodem et hora. Ego Petrus de Clavica notarius facio, constituo et ordino Bonumvassallum de Maiore notarium, licet absentem, meum certum nuncium et procuratorem et loco mei ad petendum et recipiendum, pro me et nomine meo, ab octo nòbilibus comunis lanue totam illam pecuniam quam ab ipso comuni recipere debeo et habere occasione mutui scribanie portus, dans et mandans ipsi procuratori meam licenciam et potestatem petendi et recipiendi ipsam pecuniam, sicut egomet possem, si presens [essem], promittens tibi notario infrascripto, nomine cuius intererit, me ratum et firmum perpetuo habiturum quicquid fe[cer]it et solutionem sibi factam ratam habere, sub ypotheca et obligatione bonorum meorum. Actum in capitulo Vintimilii, presen[ti]bus testibus Oberto Iudice et Ardiçono Iudice. Anno et indictione ut supra.

Atto n. 211
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.230 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

2 maggio 1260, (Ventimiglia).
Rainaldo Bulferio maior vende a Richermo Marchisio ed a Pietro Boso di Briga 350 capi di bestiame per il prezzo di 105 lire di genovini, di cui rilascia quietanza.

Die secunda madii, ante terciam. Ego Rainaldus Bulferius maior vendo, cedo et trado vobis Richermo Marchisio et Petro Boso de Briga p[astores septem] fetarum et caprarum precio librarum centum quinque denariorum ianuinorum, de quibus me bene quietum et solutum voco, renuntians ex[ceptioni] non numerate seu recepte pecunie. Quod si ultra va[let], sciens ipsarum veram extimationem, id quod ultra valet vobis mera et pura donatione inter vivos dono et finem vobis facio et refutationem atque pactum [de non] petendo, renuntians legi deceptionis dupli et ultra. Possessionem insuper et dominium vel quasi predictarum fetarum et ca[prarum vobis] tradidisse confiteor, promittens de ipsis nullam deinceps movere litem nec actionem nec etiam requisitionem, set ipsas ab omni persona legittime defendere et auctorigare, sub pena dupli de quanto contrafieret et obligat[ione bonorum] meorum. Actum in domo dicti Rainaldi, presentibus testibus Ardiçono Iudice, Rainaldino Bulferio et Iacobo Marchisio.

Atto n. 230
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.270 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

17 luglio 1260, Ventimiglia.
Nicola Visconte, procuratore di Desiderato Visconte, a nome dello stesso Desiderato, vende a Vulcone Curlo una pezza di terra campiva, situata ad Sanctum Petrum, per il prezzo dì 50 soldi di genovini, di cui rilascia quietanza.

Ɑ Fulconis Curli.
Die xvii iulii, ante terciam. Ego Nicolaus Vicecomes, procurator Desiderati Vicecomitis, nomine ipsius Desiderati, vendo, cedo et trado tibi Ful[co]ni Curlo peciam unam terre campive dicti Desiderati, positam ad Sanctum Petrum, cui coheret superius via, versus montaneas terra Ardiçoni Iudicis, inferius aqu[a] Nervie, ab uno latere, versus mare, terra Oberti Intraversati, sive alie sint coherencie, cum omni suo iure, ra[tione, a]ctione reali et personali, utili et directo omnibusque demum suis pertinenciis, ad habendum, tenendum, possidendum et de cetero quicquid volueris iure proprietario et titulo emptionis faciendum, finito precio soldorum quinquaginta ianuinorum, de quibus nie bene quietum et solutum voco, renuntians exceptioni non numerate seu recepte pecunie. Quod si ultra dictum precium valet, sciens ipsius veram extimationem, id quod ultra valet, nomine dicti Desiderati, mera et pura donatione inter vivos dono et fìnem inde tibi facio et refutacionem atque pactum de non petendo, renuntians legi deceptionis dupli et ultra. Possessionem insuper et dominium diete terre tibi tradidisse confìteor, nomine prefati Desiderati, constituens me ipsam tuo nomine tenere et precario possidere dum possessionem sumpseris corporalem, promittens, nomine predicto, de dicta terra nullam deinceps movere litem, actionem seu controversiam, set potius ipsam ab omni persona legittime defendere et disbrigare, sub pena dupli de quanto dicta terra nunc valet vel pro tempore valuerit et obligatione bonorum predicti Desiderati, rata manente venditione. Actum in civitate Vintimilii, in platea ante ecclesiam Sancte Marie, presentibus testibus Guidone Bonebella, Daniele de Riparolio et Bertramo quondam Imberti Curli. Anno ut supra.

Atto n. 270
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.325 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

5 dicembre 1260, Ventimilia.
Lanfranco Bulbonino de Turca cede a Guglielmo Giudice tutti i diritti che gli competono su una pezza di terra, coltivata a fichi e a viti, situata ad Sanctum Vincencium, per la somma di 16 lire e 16 soldi di genovini, di cui rilascia quietanza. Ordina inoltre che sia cassato l'atto di vendita della terra medesima in data 2 novembre 1259.

Willelmi Iudicis.
Die eodem, post vesperas. Ego Lanfrancus Bulboninus de Turca do, cedo et trado tibi Guillelmo Iudici et in te transfero omnia iura, rationes et actiones reales et personales, utiles et directas, que et quas habeo et mini competunt seu competere possent in quadam pecia terre, agregate ficuum et vitium, posite ad Sanctum Vincencium, cui coberet superius et inferius via, ab uno latere terra episcopalis et ab alio latere terra Ardiçoni Iudicis; quam donationem et cessionem promitto ratam et fìrmam habere in perpetuum et non revocare, sub pena dupli et obligatione bonorum meorum, rato manente pacto. Predictam cessionem tibi facio pro libris sexdecim et soldis sexdecim, quas a te post hanc cessionem confiteor habuisse et recepisse, renuntians exceptioni. Insuper volo et iubeo cassari instrumentum venditionis dicte terre, quam mihi fecisti, scriptum manu Iohannis de Mandolexio, notarii subscripti, mcclviiii, indictione secunda, die secunda novembris, post vesperas, et ipsum instrumentum post dictam cessione nullis valoris esse iubeo. Actum in platea Vintimilii, presentibus testibus Oberto Iudice, Ingeto Burono et Guillelmo Barbaxora. Anno et indicdone ut supra.

Atto n. 325
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.327 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

6 dicembre 1260, (Ventimiglia).
Oberto Saonese vende a Rainaldo Bulferio del fu Rainaldo una pezza di terra, sita nel distretto di Ventimiglia, ubi dicitur in Braidis, vicino alla chiesa di San Michele, per il prezzo di 40 lire di genovini, di cui rilascia quietanza.

Ɑ Rainaldi Bulferii.
Die vi decembris, post vesperas. Ego Obertus Sagonensis vendo, cedo et trado tibi Rainaldo Bulferio, filio quondam Rainaldi, peciam unam terre, cum omnibus arboribus superpositis, positam in districtu Vintimilii, ubi dicitur in Braidis, prope ecclesiam Sancti Michaelis, cui coheret superius et ab uno latere via, inferius terra dicti emptoris et terra Vivaldi Murri et terra ecclesie Sancti Michaelis, qui Vivaldus habet ab uno latere et dicta ecclesia, et ab alio latere terra heredum Raimundi quondam Sagonensis, finito precio librarum quadraginta ianuinorum, de quibus a te proinde me bene quietum et solutum voco et dictam pecuniam mihi numeratam esse et ipsam habui et recepì, renuntians exceptioni non numerate pecunie, conditioni, doli et actioni et omni alii exceptioni mihi competenti et competiture. Quam igitur terram per me et heredes meos tibi et heredibus tuis pro supradicto precio vendo, cedo et trado, cum omni suo (iure), rationibus, ingressibus et exitibus suis et cum omni comodo et utilitate et aliis rebus diete terre pertinentibus et debentibus et uti optima maximaque est, ad faciendum de cetero quicquid volueris et cui alienaveris. Dominium quoque et possessionem de dicta terra et omnibus supradictis tibi confiteor corporaliter tradidisse et te in possessionem vacuarci et expeditam ab omni dacita, fictu atque censu(s) confiteor induxisse et ipsam liberam tibi vendo ab omni genere servitutis, Insuper cedo et trado tibi dicto Rainaldo omnia iura, rationes et actiones que et quas habeo in predicta terra et mihi competunt in ipsa. Quam etiam terram cum omnibus supradictis promitto tibi per me et heredes meos tibi et heredibus tuis de cetero defendere, in iudicio et extra, et ab omni persona, colegio, corpore et universitate disbrigare meis expensis, remissa tibi necessitate denunciandi, coram quolibet iudice ecclesiastico et civili et ubique et in qualibet curia. Et si ultra valet, id quod ultra valet tibi dono et remitto, sciens veram extimationem ipsius, renuntians legi per quam deceptis ultra dimidiam iusti precii subvenitur; et si quas expensas feceris pro dicta terra defendenda, ipsas promitto tibi restituere, credendo de expensis, dampno et interesse in tuo simpli[ci] verbo, sine testibus et iuramento. Predicta omnia promitto tibi de cetero attendere per me et heredes meos tibi et heredi[bus] tuis attendere, compiere et observare et contra non venire, sub pena dupli de quanto contrafa[ctum] fuerit et quotiens, ita quod pena in solidum committatur pro quolibet articulo non observato; et quod possit exigi dicta pena commissa cum effectu, aliqua exceptione tibi non obstante. Pro predictis pena et sorte et evict[ione] dupli et expensis omnia bona mea habita et habenda tibi pigneri obligo, ratis semper manentibus omni[bus] et singulis supradictis, dando tibi licenciam dictam terram ingrediendi quandocumque volueris, sine mei licen[cia] et sine decreto alicuius magistratus, renuntians omni exceptioni et omni alii legum et capitulorum auxilio quibus co[ntra] predicta venire possem seu presentem contractum in totum vel in parte modo aliquo irritarer. Insu[per] ego Barbarina, uxor predicti Oberti, auctoritate et voluntate dicti viri mei, ratifico et approbo venditione[m] presentem et omni iuri et actioni mihi in ipsa competenti abrenuntio pro precio supradicto, promittens tibi dicto Rainaldo de[ce]tero nullam in ipsa actionem movere nec aliquam questionem, in iudicio vel extra, sub pena dupli de quanto nunc d[icta] terra valet vel pro tempore fuerit meliorata et sub obligatione omnium bonorum meorum, rata semper manente venditione, renuntians iuri ypothecarum, legi iulie de fondo dotali et omni alii iuri, certiorata diligenter de omnibus beneficiis [supra] dictis, faciens hec omnia consilio Oberti Gençane et Ardiçoni Iudicis, vicinorum meorum, quos in hoc casu meos propinquos eligo et appello. Actum in domo dicti Oberti, presentibus testibus Manfredo de Cruceferrea, Ugo[ne] Calcia et dictis consiliatoribus. Anno et indictione ut supra.
S. s. i.

Atto n. 327
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.332 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

14 dicembre 1260, Ventimiglia.
Ottone Giudice di Ventimiglia cede, per la somma di 25 lire di genovini, a Guglielmo Giudice tutti i diritti che gli competono contro Astraldo di Seborga sulle terre, poste nel territorio di Ventimiglia, oggetto della vertenza per cui, il precedente 27 agosto, i medesimi Ottone e Astraldo si erano rimessi all'arbitrato di Ottone Alamano.

Willelmi Iudicis.
[Di]e xiiii decembris, ante [tercia]m. Ego Otto Iudex de Vintimilio do, cedo et trado tibi Guillelmo Iudici et in te transfers omnia iura, rationes et actiones reales et personages, que et quas habeo vel habere possem et mihi competunt seu competere possent contra Astraldum de Seburcaro in terris et occasione terrarum quarundam positarum in territorio Vintimilii, pro quarum discordia ego et dictus Astraldus compromisimus unanimiter in Ottonem Alamanum, ut in compromisso inde facto manu Iohannis Gavugii notarii, millesimo cclx, indictione secunda, die xxvii augusti, continetur, dans et concedens tibi quod dictis iuribus uti possis et experiri et omnia demum facere que egomet facere possem in omnibus supradictis, constituens te ut in rem tuam in predictis procuratorem, promittens tibi dictam cessionem firmam et ratam habere in perpetuum et non revocare, sub pena dupli de quanto contrafieret et obligatione bonorum meorum, rato manente pacto. Hanc autem cessionem tibi facio pro libris viginti quinque ianuinorum, quas post hanc cessionem a te confiteor habuisse et recepisse et de quibus me bene quietum et solutum voco, renuntians exceptioni non numerate seu recepte pecunie et omni exceptioni. Actum in ecclesia Sancte Marie de Vintimilio, presentibus testibus Oberto Iudice, Simone Podisio, Iacobo clerico de Unelia et Ardiçono Iudice. Anno et indictione ut supra.
S. dr. vi.

Atto n. 332
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.362 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

4 aprile 1261, Ventimiglia.
I coniugi Guglielmo Giudice e Giovanna vendono a Ingeto Burono una casa, situata nella città di Ventimiglia, ubi dicitur in Castro, per il prezzo di 13 lire di genovini, di cui rilasciano quietanza.

[Ingeti Buroni].
Die iiii aprilis, ante terciam. Nos Guillelmus Iudex et Iohanna iugales, quisque nostrum in solidum, vendimus, cedimus et tradimus tibi Ingeto Burono domum unam quam visi sumus habere in civitate Vintimilii, ubi dicitur in Castro, cui coheret a tribus partibus via et ab alio latere domus Ardiçoni Iudicis, cum onim suo iure, ratione, actione reali et personali, utili et directo, introitibus et exitibus suis omnibusque demum suis pertinenciis, nichil ex his in nobis retento, ad habendum, tenendum, possidendum et de cetero quicquid volueris iure proprietario et titulo emptionis faciendum, finito predo librarum tresdecim ianuinorum, de quibus nos bene quietos et solutos vocamus, renuntiantes exceptioni non numerate seu recepte pecunie et omni exceptioni. Quod si dicta domus ultra dictum precium valet, scientes ipsius veram extimationem, id quod ultra valet tibi mera et pura donatione inter vivos donamus et finem inde tibi facimus et refutationem atque pactum de non petendo, renuntiantes legi deceptionis dupli et ultra. Possessionem insuper et dominium diete domus tibi tradidisse confitemur, constituentes nos ipsam tuo nomine tenere et precario possidere dum possidebimus vel ipsius possessionem sumpseris corporalem, promittentes de dicta domo nullam deinceps movere litem, actionem seu controversiam nec requisitionem facere, sed potius ipsam tibi et heredibus tuis vel cui habere statueri[s] per nos nostrosque heredes ab omni persona legittime defendere, auctorigare et disbriga[r]e promittimus. Alioquin penam dupli de quanto dicta domus nunc valet vel pro tempore meliorata valebit tibi stipulanti dare et restituere spondemus, rata manente semper venditione. Pro pena et predictis omnibus et singulis observandis universa bona nostra habita et habenda tibi pigneri obligamus, et quisque nostrum de omnibus et singulis supradictis tibi in solidum teneatur, renuntiantes iuri solidi, iuri de principali, epistule divi Adriani, beneficio nove constitutionis de duobus reis debendi et omni iuri. Et maxime ego dicta Iohanna abrenuntio iuri ypothecarum, senatus consulto velleiano, legi iulie de fondo dotali et omni alii iuri et specialiter legi dicenti: “ Si qua mulier in aliquo crediti instrumento consentiat proprio viro aut scribat propriam substantiam aut se ipsam obligatam faciat, quod ipsa non tenetur nisi manifeste probetur ipsam pecuniam fore versam in utilitatem ipsius mulieris ”, faciens hec omnia et singula supradicta consensu et voluntate dicti viri mei et consilio Guillelmi Calcie et Ardiçoni Iudicis, vicinorum meorum, quos in hoc casu meos propinquos et consiliatores eligo et appello. Actum in civitate Vintimilii, in dicta domo, presentibus testibus rogatis Rainaldino Bulferio, filio quondam Raimundi, et dictis consiliatoribus.
Anno dominice Nativitatis et indictione ut supra.
mcclxiii, die xxx decembris, presentibus Guillelmo Bellaver et Ardiçono Iudice, cassata voluntate et iussu dicti Ingonis, quia restituit eam, ut tenebatur.

Atto n. 362
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.364 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

4 aprile 1261, Ventimiglia.
I coniugi Ardizzono Giudice e Raimonda vendono a Ingone Barono una pezza di terra, coltivata a viti e a fichi, situata nel territorio di Ventimiglia, ubi dicitur Pineta, per il prezzo di 26 lire di genovini, di cui rilasciano quietanza.

[Ingonis Bur]oni.
Die eodem et hora. Nos Ardiçonus Iudex et Raimunda iugales, quisque nostrum in solidum, vendimus, cedimus et tradimus tibi Ingoni Burono peciam unam terre, arborate vitium et ficuum, quam visi sumus habere in territorio Vintimilii, ubi dicitur Pineta, cui coheret superius et ab uno latere terra heredum Ugonis Sagonensis, inferius via et ab alio latere fossatus Vallis Bone, cum omni suo iure, ratione, actione reali et personali, utili et director introitibus et exitibus suis omnibusque demum suis pertinenciis, nichil ex his in nobis retento, ad habendum, tenendum, possidendum et de cetero quicquid volueris iure proprietario et titulo emptionis faciendum, finito precio librarum viginti sex ianuinorum, de quibus nos bene quietos et solutos vocamus, renuntiantes exceptioni non numerate seu recepte pecunie et omni exceptioni. Quod si ultra dictum precium valet, scientes ipsius veram extimationem, id quod ultra valet tibi mera et pura donatione inter vivos donamus et finem inde tibi facimus et refutationem atque pactum de non petendo, renuntiantes legi deceptionis dupli et ultra, Possessionem insuper et dominium diete terre tibi tradidisse confitemur, constituentes nos ipsam tuo nomine tenere et precario possidere dum possidebimus vel ipsius possessionem sumpseris corporalem, promittentes de dicta terra nullam deinceps movere litem, actionem seu controversiam nec requisitionem facere, sed pocius ipsam tibi et heredibus tuis et cui babere statueris per nos et beredes nostros ab omni persona legittime defendere, auctorigare et disbrigare promitimus. Alioquin penam dupli de quanto dicta terra nunc valet vel pro tempore meliorata valebit tibi stipulanti dare et resti tu ere spondemus, rata semper manente venditione. Pro pena et predictis omnibus observandis universa bona nostra habita et habenda tibi pigneri obligamus, et quisque nostrum de omnibus et singulis supradictis tibi in solidum teneatur, renuntiantes iuri solidi, iuri de principali, epistule divi Adriani, beneficio1 nove constitutionis de duobus reis debendi et omni iuri. Et specialiter ego dicta Raimunda abrenuntio [i]uri ypothecarum, senatus consulto velleiano, legi iulie de fondo dotali et omni iuri et maxime legi dicenti: “ Si qua mulier in aliquo crediti instrumento consentiat proprio viro aut scribat propriam substantiam aut se ipsam obligatam faciat, quod ipsa non tenetur nisi manifeste probetur pecuniam ipsam fore versam in utilitatem ipsius mulieris ”, faciens hec omnia et singula supradicta consensu et utilitate dicti viri mei et consilio Guillelmi Calcie et Guillelmi Iudicis, vicinorum meorum, quos in hoc casu meos propinquos et consiliatores eligo et appello. Actum in domo dictorum iugalium, presentibus testibus rogatis Rainaldino Bulferio, filio quondam Raimundi, et dictis consiliatoribus. Anno et indictione ut supra.
Millesimo cclxiii, indictione quinta, die xvii ianuarii, cassata fuit voluntate parcium, presentibus testibus Simone Podisio, Ianuino Candalupi et Petrobono de Sancta Agnete, quia dictus Ingo reddidit, ut tenebatur.

Atto n. 364
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.365 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

4 aprile 1261, Ventimiglia.
Ingone Burono promette di restituire ai coniugi Ardizzono Giudice e Raimonda la terra da essi vendutagli e il relativo atto, di cui al documento precedente, in qualsiasi momento essi, entro il prossimo l° aprile, gli verseranno la somma di 26 lire di genovini, prezzo della terra medesima.

Ardiçoni Iudicis.
Die eodem, hora, loco et testibus. Ego Ingo Buronus promitto et convenio vobis Ardiçono Iudici et Raimunde iugalibus stipulantibus reddere et restituere peciam unam terre arborate vitium et ficuum, que posita est in territorio Vintimilii, ad Pinetam, cum possessione ipsius, quam mibi, uterque vestrum in solidum, hodie vendidistis, et cartam similiter ipsius venditionis, scriptam manu Iohannis de Mandolexio, notarii subscripti, quandocumque mihi vel alteri meo certo nuncio, pro precio ipsius, usque ad halendas aprilis proximas, solveritis libras viginti sex ianuinorum, volens dictam terram tunc inemptam manere si mibi solveritis ut supra. Quod si non fecero et ut supra non observavero, pena(m) dupli de quanto contrafieret vobis stipulantibus dare et solvere promitto, rato manente pacto. Pro pena et predictis omnibus attendendis universa bona nostra habita et habenda vobis pigneri obligo. Actum anno et indictione ut supra.
S. d. vi.

Atto n. 365
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.425 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

22 ottobre 1261, Ventimiglia.
I fratelli Guidoto e maestro Federico, figli del fu Pietro Clerici di Pavia, annullano lo strumento notarile del 23 giugno 1261 relativo alla loro convivenza famigliare e procedono d ia divisione dei beni, con la clausola che Federico darà in più a Guidoto sui propri beni denaro o grano per un valore di 8 lire di genovini.

[Guidoti] Clerici et magistri Frederici.
Cum Guidotus et magister Fredericus, fratres et filii quondam Petri Clerici de Papia, per solempnem stipulationem fctare simul tenerentut in perpetuum cum eorum familia et nullam divisionem facere, iuxta formam cuiusdam instrumenti, facti manu Raimundi Bonisegnorii notarii, die xxiii iunii proxime preteriti, post vesperas, per presens instrumentum simul taliter pepigerunt: videlicet, nollentes ulterius simul stare, sed facere divisionem omnium bonorum suorum, volunt dictum instrumentum fore cassum et nullius valoris et omnia instrumenta similiter, que unus contra alterum haberet, facta et habita inter eos usque in hodiernum diem, ita et tali pacto habito inter eos quod dictus magister Fredericus teneatur dare dicto Guidoto, ante partem sive ultra suam partem, de bonis propriis ipsius magistri Frederici, in denariis vel in grano, quod habent comune, tantum quod valeat libras octo ianuinorum infra diem quartam, facta divisione predicta. Et sic ut supra promiserunt attendere, compiere et observare et firmum habere, sub pena dupli de quanto et quotiens contrafieret, rato manente pacto, et obligatione bonorum suorum. Et duo instrumenta huius tenoris fieri voluerunt, utrique parti unum. Actum in civitate Vintimilii, in domo Raimundi Bonisegnoris notarii, quam habitant dicti fratres, presentibus testibus Guillelmo de Vultabio, Ardiçono Iudice et Conrado Nata. Anno et indictione ut supra, die xxii octubris, ante nonam.
[S. dr.] 1 vi pro quoque.

Atto n. 425
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.467 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

9 maggio 1262, Ventimiglia.
Ingone Burono, secondo quanto già stabilito, promette di restituire ad Ardizzone Giudice la pezza di terra, coltivata a fichi ed a viti, situata nel territorio di Ventimiglia, ubi dicitur Pineta, già vendutagli dallo stesso Ardizzone e dalla di luì moglie Raimonda per il prezzo di 26 lire di genovini (cfr. atti nn. 364 e 365), se Ardizzone gli verserà, entro il prossimo 1° aprile, la somma di 8 lire e 5 soldi di genovini.

Ardiçonis Iudi[ci]s.
Die vini madii, ante vesperas. Ego Ingo Buronus, per pactum habitum inter me et te Ardiçonem Iudicem, promitto tibi reddere et restituere peciam unam terre, arborate ficuum et vitium, positam in territorio Vintimilii, ubi dicitur Pineta, cui coheret superius et ab uno latere terra heredum Ugonis Sagonensis, inferius via et ab alio latere fossatus Vallis Bone, quam mihi, una cum Raimun[da], uxore tua, precio librarum viginti sex vendidistis, si mihi vel meo certo misso, usque ad halendas aprilis proximas, solveris, [pro] precio [ip]sius, libras octo et soldos quinque ianuinorum, volens, si solveris ut supra, dictam terram tunc esse tui iuris sicut ante [dic]tam venditionem fuerat. Quod si contrafacerem et ut supra non observavero, penam [d]upli de quanto contrafieret [tibi] stipulanti promitto, rato manente pacto. Pro pena et predictis observandis universa bona mea habita et habenda tibi pigneri obligo. Actum ante castrum Collis Vintimilii, presentibus testibus G[u]illelmo de Vultabio, Amico Buferio et Iohanne de Savignono. Anno et indictione ut supra.

Atto n. 467
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.473 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

13 luglio 1262, (Ventimiglia).
Ingone Burono promette nuovamente ai coniugi Guglielmo Cauderubee e Benvenuta di vendere loro, entro un anno a partire dal prossimo 1° agosto, una pezza di terra, tenuta a viti ed altre colture arboree, sita nel territorio di Ventimiglia, in Vallebona, se essi gli verseranno la somma di 13 lire di genovini (cfr. atti nn. 284, 285, 394).

[Guillelmi Cau]derubee.
Die xiii iulii, post terciam. Ego Ingo Buronus promitto et convenio iterum vobis Guillelmo Cauderubee et Benevenute iugalibus vendere peciam unam terre, aggregate vitium et aliarum arborum, posite in territorio Vintimilii, in Valle Bona, cui coheret superius via, inferius fossatus, ab uno latere terra Rainaldi Baaluchi, sive alie sint coherencie, a halendis proxime venturis augusti usque ad annum unum, si mihi vel meo nuncio solveritis, precio ipsius, libras tresdecim ianuinorum, ita tamen quod vobis non tenear de evictione nisi quantum pro me vel facto meo. Alioquin, si contrafacerem, penam du pii de quanto dicta terra nunc valet vel pro tempore valebit vobis stipulantibus promitto, rato manente pacto. Pro pena et predictis omnibus observandis universa bona mea babita et habenda vobis pigneri obligo. Actum in domo Bertrami quondam Petri Curli, quam habitat Guillelmus Bonavia notarius, presentibus testibus Ardiçono Iudice et Guillelmo Sardena. Anno et indictione ut supra.
[S. d]r. vi.

Atto n. 473
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.492 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

29 agosto 1262, Dolceacqua.
Lanfranco Bulbonìno, cittadino genovese, ratifica, per la parte di sua competenza nel castello e nel territorio di Dolceacqua, il patto intervenuto fra Manuele, già conte di Ventimiglia, da una parte, e i consoli di Dolceacqua, dall’altra, in data 28 marzo 1232.

Ɑ Comunis Dulcís Aque.
Die xxviiii augusti, circa terciam. Dominus L[an]francus Bulboninus, civis Ianue, pro ea parte quam tenet in castro Dulcís Aque et [ter]ritorio eiusdem, ratificavit [et] approbavit pactum et concordium olim factum inter dominum Manuelem, olim comitem [V]intimilii, ex una p[a]rte, et Raim[un]dum molinarium, Obertum Bonanatum, Enricum ferrarium et Bonipar de Villa, tunc consules Dulcis Aque, ex altera, scriptum m[a]nu Guillelmi de Stanarne notarti, in millesimo ccxxxii, indictione quarta, die xxviii marcii, et quod inci[p]it: « In nomine Domi[ni], a[men. T]ale pactum et concordium fecerunt inter se dominus comes Manuel, ex una parte, et Raim[u]ndus molina[rius] et cet. », promittens dictus dominus Lanfrancus Enrico Conrado, Guillelmo de Codulo et Ort[ig]uerio Galusio, consulibus [eius] loci, stipulantibus et recipientibus nomine et vice hominum universitatis dicti loci, [pac]tum predictum quant[um] pro ea parte quam tenet in dicto loco, ut dictum est, firmum et ratum babere et tenere, si bomines d[icti] loci ei observav[e]rint ea que in dicto pacto per dictos homines dicto quondam domino Manueli fuit promissum. Actum [i]n Dulci Aqua, in ter[ritor]io heredum Guillelmi Bonanati, presentibus testibus Ardiçone Iudice, Raimundo Iudice, Ugo[ne] Curlo filio quon[dam] R[aimun]di Curli Viridis, Guillelmo Bonavia notario, qui ditavit, et Ottone Plantanascha, executore [Vi]ntimilii. Anno et indictione ut supra.
S. s. iii.

Atto n. 492
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.586 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

15 ottobre 1263, Ventimiglia.
I coniugi Guglielmo Giudice e Giovanna vendono ad Ingone Burono una casa, situata nella città dì Ventimiglia, ubi dicitur in Castro, per il prezzo di 13 lire dì genovini, di cui rilasciano quietanza.

Ɑ Ingonis Buroni.
Ɑ Die xv octubris, ante terdam, Nos Guillelmus Iudex et Iohanna iugales, quisque nostrum in solidum, vendimus, cedimus et tradimus tibi Ingoni Burono domum unam, quam visi sumus habere in civitate Vintimilii, ubi dicitur in Castro, cui coheret a tribus partibus via et ab alia domus Ardiçoni Iudicis, cum omni suo iure, ratione, actione reali et personali, utili et directo, introitibus et exitibus suis omnibusque demum suis pertinenciis, nichil ex his in nobis retento, ad habendum, tenendum, possidendum et de cetero quicquid volueris iure proprietario et titulo emptionis faciendum, finito precio librarum tresdecim ianuinorum, de quibus nos bene quietos et solutos vocamus, renuntiantes exceptioni non numerate seu recepte pecunie et omni exceptioni. Quod si dicta domus ultra dictum precium valet, scientes ipsius veram extimationem, id quod ultra valet tibi mera et pura donatione inter vivos donamus, renuntiantes legi per quam deceptis ultra dimidiam iusti predi subvenitur. Possessionem insuper et dominium dicte domus tibi tradidisse confitemur, constituentes nos ipsam tuo nomine precario tenere et possidere dum possidebimus vel ipsius possessionem sumpseris corporalem, promittentes de dicta domo nullam deinceps movere litem, actionem seu controversiam nec requisitionem facere, sed potius eam tibi et beredìbus tuis vel cui habere statueris per nos nostrosque heredes ab omni persona legittime defendere, auctorigare et disbrigare. Alioquin penam dupli de quanto dicta domus nunc valet vel pro tempore meliorata valebit tibi stipulanti dare spondemus, rata manente semper venditione. [Pro] pena et predictis omnibus et singulis observandis universa bona nostra habita et habenda tibi pigneri obligamus, et quisque nostrum de omnibus et singulis supradictis tibi in solidum teneatur, renuntiantes iuri solidi, iuri de principali, epistule divi Adriani, beneficio nove constitutionis de duobus reis debendi et ornai iuri. Et maxime ego dicta Iohanna abrenuntio iuri ypothecarum, senatus consulto velleiano, legi iulie de fondo [do]tali et omni iuri et specialiter legi dicenti: “ Si qua mulier in aliquo crediti instrumento consentiat proprio vi[ro a]ut sc[ri]bat propriam substantiam aut se ipsam obligatam faciat, quod ipsa non tenetur nisi manifeste probetur ipsam pecuniam fore versam in utilitatem ipsius mulieris ”, faciens hec omnia et singula supradicta consensu et voluntate dicti viri mei et consilio Iohannis Guercii et [G]uillelmi Plauçanegui, vicinorum meorum, quos in hoc casu meos propinquos et consiliatores eligo et appello. Actum in rivitate [V]intimilii, in dicta domo, presentibus testibus Raimundino Enrico et dictis consiliatoribus. Anno et indictione ut supra.
S. s. i.

Atto n. 586
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.589 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

2 novembre 1263, Ventimiglia.
I coniugi Guglielmo Giudice e Giovanna dichiarano di aver ricevuto in mutuo da Ingone Burono la somma di 25 lire di genovini, che s’impegnano a restituire entro un anno.

Ɑ Ingonis Buroni.
Die ii novembris, post nonam. Nos Guillelmus Iudex et Iohanna iugales, quisque nostrum in solidum, confitemur habuisse et recepisse mutuo, gratis et amore a te Ingone Burono libras viginti quinqué, renuntiantes exceptioni non numerate seu recepte pecunie, quas libras viginti quinqué vel totidem in earum vice tibi vel tuo certo misso per nos vel nostrum missum usque ad annum unum proximum dare et solvere promittimus. Alioquin penam dupli cum omnibus dampnis et expensis propterea factis et habitis tibi dare et restituere spondemus, rato manente pacto, te credito de dampnis et expensis tuo solo verbo, sine testibus et iuramento et alia demum probatione. Pro pena et predictis omnibus observandis universa bona nostra habita et habenda tibi pigneri obligamus, et quisque nostrum de omnibus et singulis supradictis tibi in solidum teneatur, renuntiantes iuri solidi, iuri de principali, epistule divi Adriani et beneficio nove constitutionis de duobus reis debendi. Et specialiter ego dicta Iohanna abrenuntio iuri ypothecarum, senatus consulto velleiano et omni iuri et specialiter legi dicenti: “ Si qua mulier in aliquo crediti instrumento consentiat proprio viro aut scribat propriam substantiam aut se ipsam obligatam faciat, quod ipsa non tenetur nisi manifeste probetur ipsam pecuniam fore versam in utilitatem ipsius mulieris ”, faciens hec omnia et singula supradicta consensu et volúntate dicti viri mei et consilio Ardiçonis Iudicis et Guillelmi Enrici, vicinorum meorum, quos in boc casu meos propinquos et consiliatores eligo et appello. Actum in civitate Vintimilii, in domo dictorum iugalium, [presen]tibus testibus rogatis Guillelmo Ruspaldo et dictis consiliatoribus. Anno, die et in[dictione] ut supra.
S. d. vi.

Atto n. 589
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.597 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

10 marzo 1264, Ventimiglia.
Percivalle Calvo, cittadino genovese, cede ad Ardizzono Giudice tutti i diritti che gli competono sui beni di Margherita, vedova di Ottone Giudice, per la somma di 10 lire e 40 soldi di genovini, in seguito a sentenza giudiziale contro Margherita per l'importo di 5 lire, da lui pagate a Giacomo di Ottone Usodimare, a nome del fu Ottone Giudice, e che Margherita s’era impegnata a versargli.

Ardiçonis Iudicis.
Di[e] x marcii, ante vesperas. Ego Precivalis Calvus, civis Ianue, ante solution[em] mihi factam, do, cedo et trado tibi Ardiçono Iudici omnia iura, rationes et actiones que et quas habeo et mihi competunt seu competere possent in bonis Margarite, uxoris quondam Ottonis Iudicis, et contra ipsam Marg[ar]itam, occasione librarum decem ianuinorum nomine pene et pro expensis soldorum quadraginta, de quibus fui consecutus laudem contra ipsam Margaritam, scriptam in capitulo Vintimilii, manu Iacobi de Camarana notarii, die vi ianua[rii] proxime preteriti, quam laudem fui consecutus pro libris quinque ianuinorum, quas solvi, [ve]l alter pro me, Iacobo Ottonis Ususmaris pro dicto quondam Ottone Iudice, quas libras quinque dicta Marga[r]ita mihi promiserat ad dictum terminum dare et solvere, ut patet [per] instrumentum inde factum manu Iohannis Fornarii notarii, mcclxiii, indictione quinta, die xiiii iulii, promittens de predictis nullam deinceps facere requisitionem, sub pena dupli de quanto et quotiens contrafieret et obligatione bonorum meorum. Predictam quidem cessio[nem] tibi facio quia de predictis libris decem et soldis quadraginta vel occasione ipsarum post hanc cessionem mihi a te integre fore confiteor satisfactum, renuntians exceptioni non habite seu recepte satisfatiónis et omni alii iuri, ita et tali pacto quod dictis iuribus uti non possis usque ad proximum festum sancii Iohannis de iunio, si dicta Margarita usque ad dictum terminum solverit tibi libras quinque et soldos tresdecim, nec etiam ab inde in antea, si eas tunc tibi solverit. Actum in civitate Vintimilii, sub porticu heredum Guillelmi Sagonensis, presentibus testibus rogatis Ansaldo Mallono, Barosino de Orto et Iliono Conrado. Anno et indictione ut supra.
S. s. ii.

Atto n. 597
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.598 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

10 marzo 1264, Ventimiglia.
Ardizzono Giudice di Ventimiglia dichiara di aver ricevuto in mutuo da Percivalle Calvo, cittadino genovese, la somma di 5 lire e 13 soldi di genovini, che s’impegna a restituire entro la prossima festa di San Giovanni di giugno.

Ɑ Precivalis Calvi.
Die eodem, hora, loco et testibus. Ego Ardiçonus Iudex de Vintimilio confiteor me habuisse et recepisse mutuo, gratis et amore a te Precivaie Calvo, civi Ianue, libras quinque et soldos tresdecim ianuinorum, renuntians exceptioni non numerate seu recente pecunie, quas libras quinque et soldos tresdecim vel totidem in earum vice tibi vel tuo certo misso per me vel meum missum usque ad proximum festum sancti Iohannis de iunio dare et solvere promitto. Alioquin penam dupli de quanto et quotiens contrafieret cum omnibus dampnis et expensis propterea factis et habitis tibi dare et restituere promitto, rato manente pacto, te credito de dampnis et expensis tuo solo verbo, sine testibus et iuramento et alia demum probatione. Pro pena et predictis omnibus observandis universa bona mea habita et babenda tibi pigneri obligo, renuntians privilegio fori et conventioni habite inter comune Ianue et comune Vintimilii quod ubique me et mea possis citare et convenire ad faciendum solutionem predictam, secundum formam capitulorum Ianue. Actum anno et indictione ut supra.

Atto n. 598
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.646 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

6 ottobre 1264, Ventimiglia.
Rainaldo Bulferio del fu Rainaldo vende ad Ardizzono Giudice un mulino con due ruote, situato in Pascherio, davanti alla città di Ventimiglia, per il prezzo dì 150 lire di genovini, di cui rilascia quietanza.

Ardiçonis Iudicis.
Die vi octubris, ante vesperas. Ego Rainaldus Bulferius, filius quondam Rainaldi, vendo, cedo et trado tibi Ardiçono Iudici molendinum meum, quod visus sum habere in Pascherio, ante civitatem Vintimilii, cum duabus rotis, cui coheret ante et ab uno latere via et ab alio latere ortus mei dicti Rainaldi, ad habendum, tenendum, possidendum et quicquid deinceps iure proprietario et titulo emptionis volueris faciendum, cum omni suo iure quod in ipso habeo, nichil in me retento, finito predo librarum centum quinquaginta ianuinorum, de quibus me bene quietum et solutum voco, renuntians exceptioni non numerate pecunie. Quod si ultra valet, id quod ultra est tibi pura donatione inter vivos dono, renuntians legi per quam deceptis ultra dimidiam iusti precii subvenitur. Possessionem et dominium dicti molendini tibi confiteor tradidisse, promittens de ipso nullam deinceps movere litem, sed ipsum ab omni persona tibi defendere et disbrigare, sub pena dupli de eo quod valet vel pro tempore valuerit et obligatione bonorum meorum, rata manente semper venditione. Actum in civitate Vintimilii, in domo Raimundi Bonisegnoris notarii, presentibus testibus Guillelmo Iudice, Iohanne Curto et Bernardo de Gavio Vintimiliensi. Anno dominice Nativitatis millesimo ducentesimo sexagesimo quarto, indictione septima.

Atto n. 646
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Atto n.647 della serie γ

Notaio Giovanni de Amandolesio

7 ottobre 1264, Ventimiglia.
Ardizzono Giudice vende a Rainaldo Bulferio del fu Rainaldo un mulino con due ruote, situato in Pascherio, davanti alla città di Ventimiglia, per il prezzo di 150 lire di genovini, di cui rilascia quietanza.

Ɑ Rainaldi Bulferii maioris.
Die vii octubris, post vesperas. Ego Ardiçonus Iudex vendo, cedo et trado tibi Rainaldo Bulferio, filio quondam Rainaldi, molendinum, cum duabus rotis, quod visus sum habere in Pascherio, ante civitatem Vintimilii, cui coheret ante et ab uno latere via et ab alio ortus tui emptoris, ad habendum, tenendum, possidendum et quicquid deinceps ex ipso iure proprietario et titulo emptionis volüeris faciendum, cum omni suo iure, aquariciis sive aqueductu et omnibus pertinenciis suis, nichil ex his in me retento, finito precio librarum centum quinquaginta ianuinorum, de quibus me bene quietum et solutum voco, renuntians exceptioni non numerate pecunie. Quod si ultra valet, id quod ultra est tibi pura donatione inter vivos dono, renuntians legi per quam deceptis ultra dimidiam iusti predi subvenitur. [Possessionem et] dominium tibi tradidisse confiteor, promittens de ipso nullam deinceps movere litem, sed ipsum ab omni persona tibi legittime de]fendere, auctorigare et disbrigare, sub pena dupli de eo quod valet vel deinceps valebit et obligatione bonorum m[eorum, rata] [semper] manente venditione. Actum in civitate Vintimilii, in domo Raimundi Bonisegnoris notarii, presentibus testibus Willelmo Iudice, [Iohanne Curto] et Bernardo de Gavio. Anno et indictione ut supra.

Atto n. 647
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Notizia n.219 della serie ν

Notaio Giovanni de Amandolesio

CCXIX

17 gennaio 1263.
Per volontà delle parti viene cassato l'atto rogato il 4 aprile 1261, in quanto Ingone Burono restituisce ai coniugi Ardizzono Giudice e Raimonda la pezza di terra, coltivata a viti e a fichi, situata nel territorio di Ventimiglia, ubi dicitur Pineta, da essi vendutagli.

Notizia nell'atto n. 364.
Atti rogati in Ventimiglia dal notaio
Giovanni di Amandolesio dal 1258 al 1264.
Cartolare 57,
in Laura Balletto, op. cit.

Fonti

Atti, documenti e riferimenti relativi a Ardizzone Iudex.

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1251 ASul trattato di pace fra Ventimiglia e Genova8 giugno 1251
1251 BSul trattato di pace fra Ventimiglia e Genova20 ottobre 1251
1252 ASulla vendita di una casa in Ventimiglia20 agosto 1252
1252 BSulla vendita di una casa in Ventimiglia20 agosto 1252
1252 CSulla vendita di una casa in Ventimiglia20 agosto 1252
1252 DSulla vendita di una casa in Ventimiglia20 agosto 1252

Sul trattato di pace fra Ventimiglia e Genova

8 giugno 1251

Savona e Ventimiglia debbono sottostare al trattato di pace perpetua e di sottomissione feudale imposto da Genova. Il 8 giugno 1251 Ardizzone Judex e Fulco Curlo, consoli di Ventimiglia, firmano e giurano solennemente a Genova. Benché nei secoli che seguono, la città passi spesso nelle mani di altri Signori, alla fine essa tornerà sempre territorio della Repubblica genovese, e queste convenzioni rimarranno in vigore sino alla rivoluzione francese. Da notare come dalla parte genovese, come testimoni, ci siano altri due Giudice, o almeno presunti tali a fronte anche di altri atti dell'epoca: Bertolino Iudex e Barosino Iudex.

760.

1251, giugno 8, Genova

I comuni di Genova e di Ventimiglia stipulano una convenzione.

In nomine Domini amen. Hec sunt pacta et conventiones pacis et concordie firmata et tractata inter comune Ianue, ex una parte, et sindicos seu ambassiatores comunis et civitatis Vintimilii, ex altera. Im primis nos Fulcho Curlus et Ardicio iudex, nuncii et procuratores et sindici civitatis et comunis Vintimilii, nomine et vice dicti comunis et civitatis Vintimilii et pro ipso comuni, convenimus et promittimus vobis domino Menabovi de Turricella, civitatis Ianue potestati, stipulanti nomine civitatis et comunis Ianue, attendere et observare et attendi et observari facere a comuni et hominibus Vintimilii et districtus conventiones et pacta infrascripta, videlicet quod civitas et homines Vintimilii et districtus erunt de cetero ad mandata comunis Ianue, salvis his que inferius conceduntur per comune Ianue civitati et hominibus Vintimilii. Item quod castra et forcias Victimilii debet habere comune Ianue et tenere et ≶de> eis facere ≶ad> suam voluntatem et sua debent esse. Item quod habitationes et forcie quas fecerunt homines Victimilii a guerra citra dare debeant Victimilienses in forciam comunis Ianue et comune Ianue de eis faciat ad suam voluntatem, videlicet quod eas possit guarnire et disguarnire vel diruere. Item cabella salis de Victimilio cum toto proventu eiusdem cabelle debet esse comunis Ianue, ita quod in aliqua parte Victimilii vel districtus Victimilii non possit nec debeat esse cabella salis sine voluntate comunis Ianue et in ea cabella ponat comune Ianue officiales ad suam voluntatem. Item quod in aliqua parte civitatis Victimilii vel districtus sal non possit nec debeat exonerari nisi per comune Ianue et ad eius voluntatem et si contrafieret, comune Ianue possit punire contrafacientes. Item quod homines Victimilii et districtus teneantur facere pacem et guerram ad voluntatem comunis Ianue et ire in exercitibus et cavalcatis et armamentis lignorum comunis Ianue ad voluntatem ipsius comunis. Item quod homines Victimilii et districtus deveta facta et que fient per comune Ianue observabunt et observare teneantur secundum quod cives Ianue tenentur et tenebuntur. Item quod homines Victimilii et districtus teneantur navigare de Ianua in pelagus causa negociandi et Ianuam venire ad se expediendum et inde movendum in ligno quo debebunt navigare et solvere pro expedicamento teneantur sicut alii cives Ianue facient et solvent. Item quod cives Ianue et districtus tractabuntur et esse debeant in Victimilio et districtu sine aliquo gravamine novi usus vel prestationis aut dacite imposite vel imponende secundum quod erant et tractabantur ante guerram inceptam. Item quod homines Victimilii et districtus teneantur venire Ianuam ad faciendum rationem civibus Ianue et districtus de contractibus et conventionibus in Ianua celebratis inter Ianuenses et de districtu Ianue et Victimilienses et districtus vel si dictum sit vel deductum in conventione vel contractu quod Ian(uam) debeant conveniri aut eciam si in Ianua reperirentur, Victimilienses teneantur in Ianua respondere et pro rapina vel cursaria facta in homines Ianue vel districtus vel de amicicia Ianue teneantur homines Victimilii in Ianua respondere. Item quod homines Victimilii teneantur et debeant omni anno de cetero eligere et habere potestatem ad regimen civitatis Victimilii et iudicem et scribam seu scribas qui sint cives Ianue et habitatores Ianue et oriundi in Ianua vel a Cogoleto usque Devam ad expensas comunis Victimilii, ita quod ille qui fuerit potestas vel iudex seu scriba in Victimilio in uno anno non possit esse potestas vel iudex seu scriba ibi in sequenti anno. Item omni anno potestas et iudex Vintimilii cum duobus bonis hominibus civitatis Victimilii iurent, nomine comunis Victimilii, attendere precepta comunis Ianue, salvis supra et infra scriptis, quod comune Victimilii habebit et tenebit ratas et firmas cartas et obligationes, sententias et laudes celebratas et factas ante guerram inter homines Ianue et districtus et homines Victimilii et districtus. Item quod homines Victimilii et districtus, quando erunt in diversis mundi partibus, respondebunt et obedient consulibus Ianue qui erunt ibi et solvent mutua et collectas et exactiones que imponentur per consules Ianue in diversis mundi partibus constitutos sicut facient Ianuenses qui erunt in ipsis partibus. Item quod homines Victimilii vel districtus non receptabunt in civitate Victimilii vel districtu nec recipient aliquem forestatum vel forestatam seu forestatos sive forestatas pro comuni Ianue nec eis dabunt consilium vel auxilium, sed illos forestatos vel forestatas ad mandatum comunis Ianue expellent de civitate Victimilii et districtu vel eos capient et in forciam comunis Ianue conducent. Item quod universitas hominum Victimilii constituet sindicum legitime constitutum cum instrumento publici notarii seu sindicos qui omnia que in his pactis et conventione continentur confirmabit et ratificabit seu confirmabunt solempniter comuni Ianue. Versa vice, nos dominus Menabos de Turricella, civitatis Ianue potestas, decreto, auctoritate et beneplacito consiliariorum Ianue qui fuerunt ad ipsum consilium congregatum more solito per campanam et cornu et vocem preconis et hominum sex de qualibet compagna electorum ad brevia, quorum nomina infra scripta sunt, nomine et vice comunis Ianue et pro ipso comuni, convenimus et promittimus vobis supradictis procuratoribus et sindicis, stipulantibus nomine et vice comunis Victimilii, attendere et observare et attendi et observari facere a comuni Ianue conventiones et pacta infrascripta, videlicet quod comune Ianue salvabit et defendet et manutenebit pro posse suo homines Victimilii et districtus in personis et rebus. Item quod comune Ianue sustinebit et concedet quod comune Victimilii faciant capitula et ordinamenta sua et observet et iurisdict(ionem) eius non minuat, salvis que supra et infra scripta sunt. Item quod comune Ianue libere et pacifice dimittit et dimittet comuni Victimilii omnes introitus et redditus et proventus atque cabellas comunis Victimilii percipere et habere ad suam voluntatem, videlicet introitus et proventus et redditus et cabellas que erant ante ceptam guerram, ita quod novos usus vel novas exactiones non imponent, sed cabella salis comunis Ianue esse debeat, ut dictum est, salvo tamen et expressim dicto quod ex ipsis introitibus isto anno tempore regiminis nostri nichil habere debeatis, sed in futurum habere eos debeatis, transacto tempore regiminis nostri ex ipsis vero introitibus solvere teneamini precium sagittearum duarum quod fuit promissum per quosdam nobiles Ianue pro comuni secundum quod in duobus instrumentis inde factis continetur. Et promittimus, nomine dicti comunis Ianue, vobis, dicto nomine recipientibus, [quod fa]ciemus cassari hoc anno per emendatores electos et constitutos pro comuni capitulum quo continetur quod introitus dicti expendi debeant in operibus Victimilii. Item quod per comune Ianue collecta, mutuum seu aliqua dacita non imponetur hominibus Victimilii vel districtus aliqua occasione. Item quod comune Ianue non compellet homines Victimilii vel districtus venire Ianuam ad faciendum rationem alicui Ianuensi vel districtus Ianue vel etiam extraneo, nisi in contractu sit dictum quod in Ian(ua) debeat conveniri aut nisi contractus sit in Ianua celebratus vel nisi pro cursaria et raubaria, ut superius dictum est, vel nisi Victimilienses reperiantur in Ianua. Item concedimus vobis quod possitis habitare a domo que fuit Willelmi Saonensis inferius usque ad flumen, ita quod superiorem partem terre que est supra ipsam domum nullo modo habitare possitis, imo murus fieri debeat inter vicos et superiorem partem terre, ita quod superius ascendere non possitis. Predicta omnia et singula promiserunt dicti dominus potestas Ianue et sindici seu ambassiatores comunis Victimilii, dictis nominibus, adinvicem de cetero attendere et observare et attendi et observari facere a predictis comunibus sub pena decem milium marcharum argenti adinvicem stipulata et promissa et obligatione bonorum dictorum comunium, ratis manentibus supradictis. Nomina consiliariorum et illorum de compagnis qui fuerunt dicto consilio inferius continentur et sunt talia: Bonusvassallus Sardena, Grimaldus de Grimaldo, Fulcho Iacharias, Cigalinus Cigala, Iacobus Manens, Willelminus de Volta, Ogerius Pignolus, Obertinus Sardena, Bertholinus iudex, Taliaferrus Advocatus, Iohannes Calvus, Antonius Advocatus, Obertus Aurie, Rubeus de Turcha, Willelmus Ventus, Bonvassallus Finamor, Nicolaus de Vultabio, Petrus Advocatus, Symon Tornellus, Albertus Ventus, Andriolus de Turcha, Matheus Ceba, Guietus Spinula Baionus, Ansaldus Fallamonica, Matheus Pignolus, Enricus Cibo, Iacobus Ususmaris, Bonvassallus Ususmaris, Willelmus Pictavinus, Iacobus Berrominus, Lanfrancus Cigala, Bonifatius Piccamilium, Willelmus Ebriacus, Nic(olaus) Spinula, Castellanus de Savignono, Conradus Porcus, Willelmus Barcha, Bergognonus Ebriacus, Willelmus Sardena, Iohannes Iacharias, Willelmus Lecavela, Fulco Marçonus, Lanfrancus Bachemus, Iohannes Albericus, Iacobus Ventus, Bonifatius Albericus, Ottobonus Benzerrus, Ido de Murta, Embriacus de Castro, Enricus Artimonus, Paschalis Vicecomes, Andreas Domusculte, Lanfrancus Buca, Amicus Archantus, Ogerius Falconus, Willelmus Benzerrus, Nic(olosus) Vicecomes, Rubaldus Belmustus, Willelmus de Mari, Enricus Lecavela, Ido Stanconus, Willelmus de Aldone, Baiamons Barlaria, Iacobus Contardus, Willelmus Bucanigra, Iacobus de Murta, Amigetus Grillus, Buxola Maçalis, Nicolosus Silvagnus, Iacobus Ligaporcus, Iohannes de Turcha, Ansaldus de Ast, Iacobus de Gavio, Iohannes Speçapetra, Petrus Iavaldanus, Scalia de Antiochia, Lafrancus Ricius, Iohannes de Furno, Lanfrancus Dentutus, Iacobus Caenardus, Rogerius de Savignono, Guillelmus de Sancto Sylo, Iohannes de Maço, Opiço de Castro, Iacobus Richerius, Symon Picamilius, Iacobus Cibo, Willelmus Ricius, Ansaldus de Nigro, Nic(olaus) Comes, Willelmus Merlonis, Symon de Baldizono. Plura instrumenta unius tenoris debent inde fieri. Actum Ianue, in palacio Fornariorum, anno dominice nativitatis M°CC°LI°, indic(tione) VIII, die octavo iunii. Testes Bertholinus iudex, Barosinus iudex, Willelmus de Varagine et Nicol(aus) Spaerius.

(S.T.) Ego Iacobus Bonacursus, notarius sacri Imperii, ut supra exemplavi de cartulario scripto manu Enrici de Bisanne notarii ut in eo vidi et legi, nichil addito vel minuto quod mutet sensum vel variet intellectum, et in publicam formam redegi, mandato et auctoritate domini Guillelmi Bucanigre, capitanei populi Ianuen(sis), anno dominice nativitatis millesimo CC°LX°, indictione tercia, die XVII iunii, presentibus testibus Iacobo Isembardi, Opicino de Musso et Festa de Rivarolia, scribis, Enrico Drogo, Symone de Sancto Syro et Petro Dentuto.

Società Ligure di Storia Patria,
«I Libri Iurium della Repubblica di Genova»,
Vol I/4, a cura di Sabina Dellacasa,
Genova 1998,
pagg. 344-349.

Sul trattato di pace fra Ventimiglia e Genova

20 ottobre 1251

Il 20 ottobre 1251 Ardizzone Iudex firma un altro documento, analogo al precedente. Per tutto il XII secolo i de' Giudici di Ventimiglia ed i de' Giudici di Genova sono investiti di cariche istituzionali e firmano accordi, giuramenti e documenti pubblici assieme ai Grimaldi, ai Lercario, ai Castro, ai Malocello, agli Embriaco, agli Spinola e agli onnipresenti D'Oria, il fior fiore della nobiltà genovese.

... ardizzone judex.

"Liber Jurium Januenses", Doc. DCCCXXIV

Sulla vendita di una casa in Ventimiglia

20 agosto 1252

Ardizzone Iudex compare fra i testimoni di un atto del 20 agosto 1252 per la vendita di una casa in Ventimiglia di proprietà di tal Imberto Curlo. Da notare che l'atto è rogato a Genova perché questo imponeva il trattato di pace e di sottomissione dopo la sconfitta del 1238. L'altro testimone è un certo Oberto Barbaxora anch'esso di Ventimiglia.

1039.

1252, agosto 20, Ventimiglia

Imbertus Curlo rilascia quietanza al comune di Genova, rappresentato da Bartolomeo Ferrario, di 10 lire, parte del prezzo di una casa posta in Ventimiglia, destinata alla canonica della città.

In nomine Domini amen. Confitetur Imbertus Curlus se habuisse et reccepisse a Bartholomeo Ferrario iudice, operario canonice Vinctimilii pro comuni Ianue, libras decem ianuinorum de precio domus sue posite in Vinctimilio et extimate per comune Ianue in qua debet fieri canonica Vinctimilii, abrenuncians exceptioni non numerate pecunie et omni exceptioni, promittens quod nullam requisicionem faciet contra comune Ianue occasione dictarum librarum decem sibi solutarum sub pena dupli stipulata et promissa et su<b> obligatione bonorum suorum. Actum in Vinctimilio, in domo Ottonis Bonembelle et fratrum, in qua habitat dictus Bartholomeus iudex, anno dominice nativitatis M°CC°LII, indictione VIIII, die XX augusti, inter nonam et vesperas. Testes Arditio Iudex et Obertus Barbaxora de Vinctimilio.

(S.T.) Ego Iohannes Fornarius, notarius sacri palacii, rogatus scripsi.

Società Ligure di Storia Patria,
«I Libri Iurium della Repubblica di Genova»,
Vol I/6, a cura di Maria Bibolini,
Genova 2000,
pag. 185.

Sulla vendita di una casa in Ventimiglia

20 agosto 1252

Ardizzone Iudex compare fra i testimoni di un atto del 20 agosto 1252 per la vendita di una casa in Ventimiglia di proprietà di tal Oberto Barbaxora. Da notare che l'atto è rogato a Genova perché questo imponeva il trattato di pace e di sottomissione dopo la sconfitta del 1238. L'altro testimone è un certo Oberto Barbaxora anch'esso di Ventimiglia.

1040.

1252, agosto 20, Ventimiglia

Oberto Barbaxora rilascia quietanza al comune di Genova, rappresentato da Bartolomeo Ferrario, di 5 lire, parte del prezzo di una casa posta in Ventimiglia, destinata alla canonica della città.

In nomine Domini amem. Confitetur Obertus Barbaxora se habuisse et recepisse a Bartholomeo Ferrario iudice, operario canonice Vinctimilii pro comuni Ianue, libras quinque ianuinorum de precio domus sue posite in Vinctimilio, extimate per comune Ianue, in qua debet fieri canonica Vinctimilii, abrenuncians exceptioni non numerate pecunie et omni exceptioni, promittens quod nullam requisitionem faciet contra comune Ianue occasione dictarum librarum quinque sibi solutarum sub pena dupli stipulata et promissa et sub obligatione bonorum suorum. Actum in Vinctimilio, in domo Ottonis Bonembelle et fratrum, in qua habitat dictus Bartholomeus iudex, anno dominice nativitatis M°CC°LII°, indictione VIIII, die XX augusti, inter nonam et vesperas. Testes Ardicio Iudex et Imbertus Curlus de Vinctimilio.

(S.T.) Ego Iohannes Fornarius, notarius sacri palacii, rogatus scripsi.

Società Ligure di Storia Patria,
«I Libri Iurium della Repubblica di Genova»,
Vol I/6, a cura di Maria Bibolini,
Genova 2000,
pag. 186.

Sulla vendita di una casa in Ventimiglia

20 agosto 1252

Ardizzone Iudex compare fra i testimoni di un atto del 20 agosto 1252 per la vendita di una casa in Ventimiglia di proprietà di tal Giovanni de Episcopo. Da notare che l'atto è rogato a Genova perché questo imponeva il trattato di pace e di sottomissione dopo la sconfitta del 1238. L'altro testimone è un certo Oberto Barbaxora anch'esso di Ventimiglia.

1041.

1252, agosto 20, Ventimiglia

Giovanni de Episcopo rilascia quietanza al comune di Genova, rappresentato da Bartolomeo Ferrario, di 10 lire, parte del prezzo di una casa posta in Ventimiglia, destinata alla canonica della città.

In nomine Domini amen. Confitetur Iohannes de Episcopo se habuisse et recepisse a Bartholomeo Ferrario iudice, operario canonice Vinctimilii pro comuni Ianue, libras decem ianuinorum de precio domus sue posite in Vinctimilio et extimate per comune Ianue in qua debet fieri canonica Victimilii, abrenuncians exceptioni non numerate pecunie et omni exceptioni, promittens quod nullam requisitionem faciet contra comune Ianue occasione librarum decem sibi solutarum sub pena dupli stipulata et promissa et sub obligatione bonorum suorum. Actum in Victimilio, in domo Ottonis Bonembelle et fratrum, in qua habitat dictus Bartholomeus iudex, anno dominice nativitatis M°CC°LII°, indictione VIIII, die XX augusti, inter nonam et vesperas. Testes Ardicio Iudex et Imbertus Curlus et Imbertus Barbaxora de Victimilio.

(S.T.) Ego Iohannes Fornarius, notarius sacri palacii, rogatus scripsi.

Società Ligure di Storia Patria,
«I Libri Iurium della Repubblica di Genova»,
Vol I/6, a cura di Maria Bibolini,
Genova 2000,
pag. 187.

Sulla vendita di una casa in Ventimiglia

20 agosto 1252

Ardizzone Iudex compare fra i testimoni di un atto del 20 agosto 1252 per la vendita di una casa in Ventimiglia di proprietà di tal Richelmo di Tenda. Da notare che l'atto è rogato a Genova perché questo imponeva il trattato di pace e di sottomissione dopo la sconfitta del 1238. L'altro testimone è un certo Oberto Barbaxora anch'esso di Ventimiglia.

1043.

1252, agosto 20, Ventimiglia

Richelmo di Tenda e Verdana, moglie di Giranni di Tenda, rilasciano quietanza al comune di Genova, rappresentato da Bartolomeo Ferrario, di 6 lire, 13 soldi e 8 denari, corrispondenti a due terzi del prezzo di una casa, posta in Ventimiglia, che essi possiedono in comune con Adalasia Calcia, destinata alla canonica della città.

In nomine Domini amen. Confitetur Richelmus de Tenda et Verdana, uxor Giranni de Tenda, se habuisse et recepisse a Bartholomeo Ferrario iudice, operario canonice Victimilii pro comuni Ianue, libras sex et soldos tredecim et denarios octo ianuinorum pro duabus partibus de precio unius domus posite in Victimilio et extimate per comune Ianue, in qua debet fieri canonica Victimilii, et quam predicti habebant pro indiviso cum Adalaxia Calcia, abrenuncians exceptioni non numerate pecunie et omni exceptioni, promittens quod nullam requisitionem facient contra comune Ianue occasione dictarum librarum sex et soldorum tredecim et denariorum octo sibi solutarum sub pena dupli stipulata et promissa et sub obligatione bonorum suorum. Actum in Vinctimilio, in domo Ottonis Bonembelle et fratrum, in qua habitat dictus Bartholomeus iudex, anno dominice nativitatis M°CC°LII°, indictione VIIII, die XX augusti, inter nonam et vesperas. Testes Ardicio Iudex, Obertus Barbaxora et Imbertus Curlus de Victimilio.

(S.T.) Ego Iohannes Fornarius, notarius sacri palacii, rogatus scripsi.

Società Ligure di Storia Patria,
«I Libri Iurium della Repubblica di Genova»,
Vol I/6, a cura di Maria Bibolini,
Genova 2000,
pag. 189.