Data di nascita

?

Periodo di riferimento

1238-1252

Data della morte

?

Cosa si sa

Ardizzone Iudex è console di Ventimiglia nel momento in cui le città liguri della riviera di ponente si accordano nuovamente per ribellarsi a Genova1. Diversi anni dopo, Ardizzone firmerà e ratificherà un trattato di pace fra Genova e Ventimiglia, con quest'ultima che si sottometterà alla Repubblica genovese. Ardizzone fa inoltre da testimone per atti rogati a Genova in numerose occasioni.

Non conosciamo il luogo e la data della morte.


1 Savona insorge per prima: la popolazione, dopo aver cacciato la guarnigione genovese, distrugge la fortezza, detta la Briglia, costruita dai genovesi sull'alto promontorio del Priamàr che sovrasta la darsena, opprimendo la circostante città. Poi tocca ad Albenga e a Porto Maurizio, ma a Ventimiglia gli insorti non riescono a far prigioniero il podestà, che si rifugia in uno dei forti e manda ad avvisare i reggitori di Genova. Guida quella che è una vera e propria rivoluzione borghese e popolare, Guilielmus Saonese, più volte console, di antica famiglia ventimigliese, quando davanti alla città  si presentano ben 14 galee cariche di truppa scelta comandate da Fulcone Guercio e Rosso della Turca. Il primo sbarco viene anticipato dai ventimigliesi che furiosamente lo respingono. Tra i molti, viene ucciso in un'imboscata il valoroso cavaliere genovese Giovanni Usodimare.

Fonti

Tanto misera fine dovea avere questo sforzo del comune degli uomini liberi di Ventimiglia, sforzo che dovea essere l’ultimo; imperocché occorsa dopo alcuni anni (1250) la morte dell’imperatore Federico II, protettore delle città e terre liguri, il Comune Genovese cogliendo quella favorevole circostanza sorpresele tutte, le costrinse ad accettare patti e convenzioni indecorose, gravosissime; e Ventimiglia, già lacerata da due fazioni, mandava ad approvarle due capiparte, Fulco Curio ghibellino ed il guelfo Ardizzone Giudici.

Costoro, il giorno otto di giugno dell’anno 1251, firmarono in Genova col podestà di quel Comune Menabò Torricella la pace, che fu del tenore seguente1:

Gli uomini della città e del distretto di Ventimiglia sono soggetti a Genova. I suoi castelli e le sue fortezze e tutte le abitazioni costruite dal tempo dell’ultima guerra passano in dominio dei Genovesi.

Resta pure a loro profitto la gabella del sale, senza che vi possa essere altra gabella in Ventimiglia e nel suo distretto.

I Ventimigliesi sono obbligati a far guerra o pace, secondo che ordinerà il Comune Genovese.

Nelle loro navigazioni i Ventimigliesi sono tenuti ad andar prima a Genova e pagarvi i diritti che ivi si prescrivono.

I cittadini genovesi in Ventimiglia e nel suo distretto non siano gravati con dazi o imposte di nuovo genere.

I Ventimigliesi sono tenuti ad andare a render ragione ai Genovesi nella loro città, se così è espresso nelle convenzioni passate tra le due parti.


1 «In Nomine Domini amen. Hoc sunt pacta et convenciones pacis et concordie firmata et tractata inter Comune Janue ex una parte, et Sindycos seu ambaxatores comunis et civitatis Vintimilii ex altera. — In primis nos Fuico Curlus et Ardicio Iudex, etc.» {Libro delle convenzioni e dei privilegi della città di Ventimiglia, pag. 189). È mio debito di porgere qui vive grazie al gentilissimo signor Gio. Ballista Amalberti, sindaco della città.


Eleggeranno ogni anno un podestà, un giudice e due scrivani, nativi di Genova o del suo distretto; saranno pagati a spese del Comune; e costoro giureranno al principio del loro governo fedeltà ed obbedienza a Genova ed al presente statuto.

Il Comune di Ventimiglia approvi e rattilichi tutte le carte, le obbligazioni, gli instrumenti e le sentenze conchiuse tra le due città prima della guerra.

I Ventìmigliesi trovandosi in qualunque città o terra obbediscano ai consoli genovesi che vi risiedono, e paghino le imposte ivi solite a pagarsi.

Non si ricetti in Ventimiglia chi sia nemico di Genova, non gli si dia aiuto o consiglio, ma si scacci o s’imprigioni, secondo verrà ordinato.

…[omissis]…

Queste furono le tanto famigerate convenzioni su cui vennero modellate tutte le franchigie possedute da Ventimiglia fino ai tempi della rivoluzione francese. Da quel momento Genova diè principio a trar le sue vendette su quelli che in modo speciale eranle stati nemici. E nel modo istesso con cui nel 1223 non esitò a rimunerare con un feudo1 la famiglia Giudici, che cosi


1 Liber Jurium, tom. I, Docum. 579.


bassamente l'aveva servita, adesso vedendosi padrona assoluta di pressoché tutta la Riviera, non esitò a rabbiosamente molestare il Conte Guglielmo ed i suoi fìgli; che anzi il podestà Martino di Sommariva con decreto del 29 ottobre 12541 ne li privava de’feudi, tacciandoli di traditori.


1 , Annal., lib. 3.

Girolamo Rossi,
«Storia della Città di Ventimiglia
dalle sue origini sino ai nostri tempi»,
Torino, 1839, Tip. Cerutti, Derossi e Dusso,
pagg. 80-82.

Documenti

Qui di seguito è riportata una serie di documenti riguardanti il personaggio in oggetto.

Clicca qui a sinistrasopra sulle singole voci per vederne il contenuto.
1251 ASul trattato di pace fra Ventimiglia e Genova8 giugno 1251
1251 BSul trattato di pace fra Ventimiglia e Genova20 ottobre 1251
1252 ASulla vendita di una casa in Ventimiglia20 agosto 1252
1252 BSulla vendita di una casa in Ventimiglia20 agosto 1252
1252 CSulla vendita di una casa in Ventimiglia20 agosto 1252
1252 DSulla vendita di una casa in Ventimiglia20 agosto 1252

Sul trattato di pace fra Ventimiglia e Genova

8 giugno 1251

Savona e Ventimiglia debbono sottostare al trattato di pace perpetua e di sottomissione feudale imposto da Genova. Il 8 giugno 1251 Ardizzone Judex e Fulco Curlo, consoli di Ventimiglia, firmano e giurano solennemente a Genova. Benché nei secoli che seguono, la città passi spesso nelle mani di altri Signori, alla fine essa tornerà sempre territorio della Repubblica genovese, e queste convenzioni rimarranno in vigore sino alla rivoluzione francese. Da notare come dalla parte genovese, come testimoni, ci siano altri due Giudice, o almeno presunti tali a fronte anche di altri atti dell'epoca: Bertolino Iudex e Barosino Iudex.

760.

1251, giugno 8, Genova

I comuni di Genova e di Ventimiglia stipulano una convenzione.

In nomine Domini amen. Hec sunt pacta et conventiones pacis et concordie firmata et tractata inter comune Ianue, ex una parte, et sindicos seu ambassiatores comunis et civitatis Vintimilii, ex altera. Im primis nos Fulcho Curlus et Ardicio iudex, nuncii et procuratores et sindici civitatis et comunis Vintimilii, nomine et vice dicti comunis et civitatis Vintimilii et pro ipso comuni, convenimus et promittimus vobis domino Menabovi de Turricella, civitatis Ianue potestati, stipulanti nomine civitatis et comunis Ianue, attendere et observare et attendi et observari facere a comuni et hominibus Vintimilii et districtus conventiones et pacta infrascripta, videlicet quod civitas et homines Vintimilii et districtus erunt de cetero ad mandata comunis Ianue, salvis his que inferius conceduntur per comune Ianue civitati et hominibus Vintimilii. Item quod castra et forcias Victimilii debet habere comune Ianue et tenere et ≶de> eis facere ≶ad> suam voluntatem et sua debent esse. Item quod habitationes et forcie quas fecerunt homines Victimilii a guerra citra dare debeant Victimilienses in forciam comunis Ianue et comune Ianue de eis faciat ad suam voluntatem, videlicet quod eas possit guarnire et disguarnire vel diruere. Item cabella salis de Victimilio cum toto proventu eiusdem cabelle debet esse comunis Ianue, ita quod in aliqua parte Victimilii vel districtus Victimilii non possit nec debeat esse cabella salis sine voluntate comunis Ianue et in ea cabella ponat comune Ianue officiales ad suam voluntatem. Item quod in aliqua parte civitatis Victimilii vel districtus sal non possit nec debeat exonerari nisi per comune Ianue et ad eius voluntatem et si contrafieret, comune Ianue possit punire contrafacientes. Item quod homines Victimilii et districtus teneantur facere pacem et guerram ad voluntatem comunis Ianue et ire in exercitibus et cavalcatis et armamentis lignorum comunis Ianue ad voluntatem ipsius comunis. Item quod homines Victimilii et districtus deveta facta et que fient per comune Ianue observabunt et observare teneantur secundum quod cives Ianue tenentur et tenebuntur. Item quod homines Victimilii et districtus teneantur navigare de Ianua in pelagus causa negociandi et Ianuam venire ad se expediendum et inde movendum in ligno quo debebunt navigare et solvere pro expedicamento teneantur sicut alii cives Ianue facient et solvent. Item quod cives Ianue et districtus tractabuntur et esse debeant in Victimilio et districtu sine aliquo gravamine novi usus vel prestationis aut dacite imposite vel imponende secundum quod erant et tractabantur ante guerram inceptam. Item quod homines Victimilii et districtus teneantur venire Ianuam ad faciendum rationem civibus Ianue et districtus de contractibus et conventionibus in Ianua celebratis inter Ianuenses et de districtu Ianue et Victimilienses et districtus vel si dictum sit vel deductum in conventione vel contractu quod Ian(uam) debeant conveniri aut eciam si in Ianua reperirentur, Victimilienses teneantur in Ianua respondere et pro rapina vel cursaria facta in homines Ianue vel districtus vel de amicicia Ianue teneantur homines Victimilii in Ianua respondere. Item quod homines Victimilii teneantur et debeant omni anno de cetero eligere et habere potestatem ad regimen civitatis Victimilii et iudicem et scribam seu scribas qui sint cives Ianue et habitatores Ianue et oriundi in Ianua vel a Cogoleto usque Devam ad expensas comunis Victimilii, ita quod ille qui fuerit potestas vel iudex seu scriba in Victimilio in uno anno non possit esse potestas vel iudex seu scriba ibi in sequenti anno. Item omni anno potestas et iudex Vintimilii cum duobus bonis hominibus civitatis Victimilii iurent, nomine comunis Victimilii, attendere precepta comunis Ianue, salvis supra et infra scriptis, quod comune Victimilii habebit et tenebit ratas et firmas cartas et obligationes, sententias et laudes celebratas et factas ante guerram inter homines Ianue et districtus et homines Victimilii et districtus. Item quod homines Victimilii et districtus, quando erunt in diversis mundi partibus, respondebunt et obedient consulibus Ianue qui erunt ibi et solvent mutua et collectas et exactiones que imponentur per consules Ianue in diversis mundi partibus constitutos sicut facient Ianuenses qui erunt in ipsis partibus. Item quod homines Victimilii vel districtus non receptabunt in civitate Victimilii vel districtu nec recipient aliquem forestatum vel forestatam seu forestatos sive forestatas pro comuni Ianue nec eis dabunt consilium vel auxilium, sed illos forestatos vel forestatas ad mandatum comunis Ianue expellent de civitate Victimilii et districtu vel eos capient et in forciam comunis Ianue conducent. Item quod universitas hominum Victimilii constituet sindicum legitime constitutum cum instrumento publici notarii seu sindicos qui omnia que in his pactis et conventione continentur confirmabit et ratificabit seu confirmabunt solempniter comuni Ianue. Versa vice, nos dominus Menabos de Turricella, civitatis Ianue potestas, decreto, auctoritate et beneplacito consiliariorum Ianue qui fuerunt ad ipsum consilium congregatum more solito per campanam et cornu et vocem preconis et hominum sex de qualibet compagna electorum ad brevia, quorum nomina infra scripta sunt, nomine et vice comunis Ianue et pro ipso comuni, convenimus et promittimus vobis supradictis procuratoribus et sindicis, stipulantibus nomine et vice comunis Victimilii, attendere et observare et attendi et observari facere a comuni Ianue conventiones et pacta infrascripta, videlicet quod comune Ianue salvabit et defendet et manutenebit pro posse suo homines Victimilii et districtus in personis et rebus. Item quod comune Ianue sustinebit et concedet quod comune Victimilii faciant capitula et ordinamenta sua et observet et iurisdict(ionem) eius non minuat, salvis que supra et infra scripta sunt. Item quod comune Ianue libere et pacifice dimittit et dimittet comuni Victimilii omnes introitus et redditus et proventus atque cabellas comunis Victimilii percipere et habere ad suam voluntatem, videlicet introitus et proventus et redditus et cabellas que erant ante ceptam guerram, ita quod novos usus vel novas exactiones non imponent, sed cabella salis comunis Ianue esse debeat, ut dictum est, salvo tamen et expressim dicto quod ex ipsis introitibus isto anno tempore regiminis nostri nichil habere debeatis, sed in futurum habere eos debeatis, transacto tempore regiminis nostri ex ipsis vero introitibus solvere teneamini precium sagittearum duarum quod fuit promissum per quosdam nobiles Ianue pro comuni secundum quod in duobus instrumentis inde factis continetur. Et promittimus, nomine dicti comunis Ianue, vobis, dicto nomine recipientibus, [quod fa]ciemus cassari hoc anno per emendatores electos et constitutos pro comuni capitulum quo continetur quod introitus dicti expendi debeant in operibus Victimilii. Item quod per comune Ianue collecta, mutuum seu aliqua dacita non imponetur hominibus Victimilii vel districtus aliqua occasione. Item quod comune Ianue non compellet homines Victimilii vel districtus venire Ianuam ad faciendum rationem alicui Ianuensi vel districtus Ianue vel etiam extraneo, nisi in contractu sit dictum quod in Ian(ua) debeat conveniri aut nisi contractus sit in Ianua celebratus vel nisi pro cursaria et raubaria, ut superius dictum est, vel nisi Victimilienses reperiantur in Ianua. Item concedimus vobis quod possitis habitare a domo que fuit Willelmi Saonensis inferius usque ad flumen, ita quod superiorem partem terre que est supra ipsam domum nullo modo habitare possitis, imo murus fieri debeat inter vicos et superiorem partem terre, ita quod superius ascendere non possitis. Predicta omnia et singula promiserunt dicti dominus potestas Ianue et sindici seu ambassiatores comunis Victimilii, dictis nominibus, adinvicem de cetero attendere et observare et attendi et observari facere a predictis comunibus sub pena decem milium marcharum argenti adinvicem stipulata et promissa et obligatione bonorum dictorum comunium, ratis manentibus supradictis. Nomina consiliariorum et illorum de compagnis qui fuerunt dicto consilio inferius continentur et sunt talia: Bonusvassallus Sardena, Grimaldus de Grimaldo, Fulcho Iacharias, Cigalinus Cigala, Iacobus Manens, Willelminus de Volta, Ogerius Pignolus, Obertinus Sardena, Bertholinus iudex, Taliaferrus Advocatus, Iohannes Calvus, Antonius Advocatus, Obertus Aurie, Rubeus de Turcha, Willelmus Ventus, Bonvassallus Finamor, Nicolaus de Vultabio, Petrus Advocatus, Symon Tornellus, Albertus Ventus, Andriolus de Turcha, Matheus Ceba, Guietus Spinula Baionus, Ansaldus Fallamonica, Matheus Pignolus, Enricus Cibo, Iacobus Ususmaris, Bonvassallus Ususmaris, Willelmus Pictavinus, Iacobus Berrominus, Lanfrancus Cigala, Bonifatius Piccamilium, Willelmus Ebriacus, Nic(olaus) Spinula, Castellanus de Savignono, Conradus Porcus, Willelmus Barcha, Bergognonus Ebriacus, Willelmus Sardena, Iohannes Iacharias, Willelmus Lecavela, Fulco Marçonus, Lanfrancus Bachemus, Iohannes Albericus, Iacobus Ventus, Bonifatius Albericus, Ottobonus Benzerrus, Ido de Murta, Embriacus de Castro, Enricus Artimonus, Paschalis Vicecomes, Andreas Domusculte, Lanfrancus Buca, Amicus Archantus, Ogerius Falconus, Willelmus Benzerrus, Nic(olosus) Vicecomes, Rubaldus Belmustus, Willelmus de Mari, Enricus Lecavela, Ido Stanconus, Willelmus de Aldone, Baiamons Barlaria, Iacobus Contardus, Willelmus Bucanigra, Iacobus de Murta, Amigetus Grillus, Buxola Maçalis, Nicolosus Silvagnus, Iacobus Ligaporcus, Iohannes de Turcha, Ansaldus de Ast, Iacobus de Gavio, Iohannes Speçapetra, Petrus Iavaldanus, Scalia de Antiochia, Lafrancus Ricius, Iohannes de Furno, Lanfrancus Dentutus, Iacobus Caenardus, Rogerius de Savignono, Guillelmus de Sancto Sylo, Iohannes de Maço, Opiço de Castro, Iacobus Richerius, Symon Picamilius, Iacobus Cibo, Willelmus Ricius, Ansaldus de Nigro, Nic(olaus) Comes, Willelmus Merlonis, Symon de Baldizono. Plura instrumenta unius tenoris debent inde fieri. Actum Ianue, in palacio Fornariorum, anno dominice nativitatis M°CC°LI°, indic(tione) VIII, die octavo iunii. Testes Bertholinus iudex, Barosinus iudex, Willelmus de Varagine et Nicol(aus) Spaerius.

(S.T.) Ego Iacobus Bonacursus, notarius sacri Imperii, ut supra exemplavi de cartulario scripto manu Enrici de Bisanne notarii ut in eo vidi et legi, nichil addito vel minuto quod mutet sensum vel variet intellectum, et in publicam formam redegi, mandato et auctoritate domini Guillelmi Bucanigre, capitanei populi Ianuen(sis), anno dominice nativitatis millesimo CC°LX°, indictione tercia, die XVII iunii, presentibus testibus Iacobo Isembardi, Opicino de Musso et Festa de Rivarolia, scribis, Enrico Drogo, Symone de Sancto Syro et Petro Dentuto.

Società Ligure di Storia Patria,
«I Libri Iurium della Repubblica di Genova»,
Vol I/4, a cura di Sabina Dellacasa,
Genova 1998,
pagg. 344-349.

Sul trattato di pace fra Ventimiglia e Genova

20 ottobre 1251

Il 20 ottobre 1251 Ardizzone Iudex firma un altro documento, analogo al precedente. Per tutto il XII secolo i de' Giudici di Ventimiglia ed i de' Giudici di Genova sono investiti di cariche istituzionali e firmano accordi, giuramenti e documenti pubblici assieme ai Grimaldi, ai Lercario, ai Castro, ai Malocello, agli Embriaco, agli Spinola e agli onnipresenti D'Oria, il fior fiore della nobiltà genovese.

... ardizzone judex.

"Liber Jurium Januenses", Doc. DCCCXXIV

Sulla vendita di una casa in Ventimiglia

20 agosto 1252

Ardizzone Iudex compare fra i testimoni di un atto del 20 agosto 1252 per la vendita di una casa in Ventimiglia di proprietà di tal Imberto Curlo. Da notare che l'atto è rogato a Genova perché questo imponeva il trattato di pace e di sottomissione dopo la sconfitta del 1238. L'altro testimone è un certo Oberto Barbaxora anch'esso di Ventimiglia.

1039.

1252, agosto 20, Ventimiglia

Imbertus Curlo rilascia quietanza al comune di Genova, rappresentato da Bartolomeo Ferrario, di 10 lire, parte del prezzo di una casa posta in Ventimiglia, destinata alla canonica della città.

In nomine Domini amen. Confitetur Imbertus Curlus se habuisse et reccepisse a Bartholomeo Ferrario iudice, operario canonice Vinctimilii pro comuni Ianue, libras decem ianuinorum de precio domus sue posite in Vinctimilio et extimate per comune Ianue in qua debet fieri canonica Vinctimilii, abrenuncians exceptioni non numerate pecunie et omni exceptioni, promittens quod nullam requisicionem faciet contra comune Ianue occasione dictarum librarum decem sibi solutarum sub pena dupli stipulata et promissa et su<b> obligatione bonorum suorum. Actum in Vinctimilio, in domo Ottonis Bonembelle et fratrum, in qua habitat dictus Bartholomeus iudex, anno dominice nativitatis M°CC°LII, indictione VIIII, die XX augusti, inter nonam et vesperas. Testes Arditio Iudex et Obertus Barbaxora de Vinctimilio.

(S.T.) Ego Iohannes Fornarius, notarius sacri palacii, rogatus scripsi.

Società Ligure di Storia Patria,
«I Libri Iurium della Repubblica di Genova»,
Vol I/6, a cura di Maria Bibolini,
Genova 2000,
pag. 185.

Sulla vendita di una casa in Ventimiglia

20 agosto 1252

Ardizzone Iudex compare fra i testimoni di un atto del 20 agosto 1252 per la vendita di una casa in Ventimiglia di proprietà di tal Oberto Barbaxora. Da notare che l'atto è rogato a Genova perché questo imponeva il trattato di pace e di sottomissione dopo la sconfitta del 1238. L'altro testimone è un certo Oberto Barbaxora anch'esso di Ventimiglia.

1040.

1252, agosto 20, Ventimiglia

Oberto Barbaxora rilascia quietanza al comune di Genova, rappresentato da Bartolomeo Ferrario, di 5 lire, parte del prezzo di una casa posta in Ventimiglia, destinata alla canonica della città.

In nomine Domini amem. Confitetur Obertus Barbaxora se habuisse et recepisse a Bartholomeo Ferrario iudice, operario canonice Vinctimilii pro comuni Ianue, libras quinque ianuinorum de precio domus sue posite in Vinctimilio, extimate per comune Ianue, in qua debet fieri canonica Vinctimilii, abrenuncians exceptioni non numerate pecunie et omni exceptioni, promittens quod nullam requisitionem faciet contra comune Ianue occasione dictarum librarum quinque sibi solutarum sub pena dupli stipulata et promissa et sub obligatione bonorum suorum. Actum in Vinctimilio, in domo Ottonis Bonembelle et fratrum, in qua habitat dictus Bartholomeus iudex, anno dominice nativitatis M°CC°LII°, indictione VIIII, die XX augusti, inter nonam et vesperas. Testes Ardicio Iudex et Imbertus Curlus de Vinctimilio.

(S.T.) Ego Iohannes Fornarius, notarius sacri palacii, rogatus scripsi.

Società Ligure di Storia Patria,
«I Libri Iurium della Repubblica di Genova»,
Vol I/6, a cura di Maria Bibolini,
Genova 2000,
pag. 186.

Sulla vendita di una casa in Ventimiglia

20 agosto 1252

Ardizzone Iudex compare fra i testimoni di un atto del 20 agosto 1252 per la vendita di una casa in Ventimiglia di proprietà di tal Giovanni de Episcopo. Da notare che l'atto è rogato a Genova perché questo imponeva il trattato di pace e di sottomissione dopo la sconfitta del 1238. L'altro testimone è un certo Oberto Barbaxora anch'esso di Ventimiglia.

1041.

1252, agosto 20, Ventimiglia

Giovanni de Episcopo rilascia quietanza al comune di Genova, rappresentato da Bartolomeo Ferrario, di 10 lire, parte del prezzo di una casa posta in Ventimiglia, destinata alla canonica della città.

In nomine Domini amen. Confitetur Iohannes de Episcopo se habuisse et recepisse a Bartholomeo Ferrario iudice, operario canonice Vinctimilii pro comuni Ianue, libras decem ianuinorum de precio domus sue posite in Vinctimilio et extimate per comune Ianue in qua debet fieri canonica Victimilii, abrenuncians exceptioni non numerate pecunie et omni exceptioni, promittens quod nullam requisitionem faciet contra comune Ianue occasione librarum decem sibi solutarum sub pena dupli stipulata et promissa et sub obligatione bonorum suorum. Actum in Victimilio, in domo Ottonis Bonembelle et fratrum, in qua habitat dictus Bartholomeus iudex, anno dominice nativitatis M°CC°LII°, indictione VIIII, die XX augusti, inter nonam et vesperas. Testes Ardicio Iudex et Imbertus Curlus et Imbertus Barbaxora de Victimilio.

(S.T.) Ego Iohannes Fornarius, notarius sacri palacii, rogatus scripsi.

Società Ligure di Storia Patria,
«I Libri Iurium della Repubblica di Genova»,
Vol I/6, a cura di Maria Bibolini,
Genova 2000,
pag. 187.

Sulla vendita di una casa in Ventimiglia

20 agosto 1252

Ardizzone Iudex compare fra i testimoni di un atto del 20 agosto 1252 per la vendita di una casa in Ventimiglia di proprietà di tal Richelmo di Tenda. Da notare che l'atto è rogato a Genova perché questo imponeva il trattato di pace e di sottomissione dopo la sconfitta del 1238. L'altro testimone è un certo Oberto Barbaxora anch'esso di Ventimiglia.

1043.

1252, agosto 20, Ventimiglia

Richelmo di Tenda e Verdana, moglie di Giranni di Tenda, rilasciano quietanza al comune di Genova, rappresentato da Bartolomeo Ferrario, di 6 lire, 13 soldi e 8 denari, corrispondenti a due terzi del prezzo di una casa, posta in Ventimiglia, che essi possiedono in comune con Adalasia Calcia, destinata alla canonica della città.

In nomine Domini amen. Confitetur Richelmus de Tenda et Verdana, uxor Giranni de Tenda, se habuisse et recepisse a Bartholomeo Ferrario iudice, operario canonice Victimilii pro comuni Ianue, libras sex et soldos tredecim et denarios octo ianuinorum pro duabus partibus de precio unius domus posite in Victimilio et extimate per comune Ianue, in qua debet fieri canonica Victimilii, et quam predicti habebant pro indiviso cum Adalaxia Calcia, abrenuncians exceptioni non numerate pecunie et omni exceptioni, promittens quod nullam requisitionem facient contra comune Ianue occasione dictarum librarum sex et soldorum tredecim et denariorum octo sibi solutarum sub pena dupli stipulata et promissa et sub obligatione bonorum suorum. Actum in Vinctimilio, in domo Ottonis Bonembelle et fratrum, in qua habitat dictus Bartholomeus iudex, anno dominice nativitatis M°CC°LII°, indictione VIIII, die XX augusti, inter nonam et vesperas. Testes Ardicio Iudex, Obertus Barbaxora et Imbertus Curlus de Victimilio.

(S.T.) Ego Iohannes Fornarius, notarius sacri palacii, rogatus scripsi.

Società Ligure di Storia Patria,
«I Libri Iurium della Repubblica di Genova»,
Vol I/6, a cura di Maria Bibolini,
Genova 2000,
pag. 189.