Data di nascita

?

Periodo di riferimento

1252

Data della morte

?

Cosa si sa

Oberto Iudex nasce a Ventimiglia. Non conosciamo il nome dei genitori.

Non conosciamo il luogo e la data della morte.

[N.d.A.] Non sappiamo se questo Oberto sia uno di quelli spesso menzionati negli atti dell'Amandolesio. Per il momento lo terremo in una scheda separata.

Documenti

Qui di seguito è riportata una serie di documenti riguardanti il personaggio in oggetto.

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1252 ESulla vendita di una casa in Ventimiglia2 settembre 1252
1258 ASul mancato imbarco sulla galea di Oberto Giudice1258

Sulla vendita di una casa in Ventimiglia

2 settembre 1252

Guglielmino e Oberto Iudex compaiono un atto del 2 settembre 1252 per la vendita di una casa in Ventimiglia di proprietà dello stesso Guglielmino. Da notare che l'atto è rogato a Genova perché questo imponeva il trattato di pace e di sottomissione dopo la sconfitta del 1238. L'altro testimone è un certo Oberto Barbaxora anch'esso di Ventimiglia.

1044.

1252, settembre 2, Ventimiglia

Guglielmino, a nome della madre Adalasia Calcia, rilascia quietanza al comune di Genova, rappresentato da Bartolomeo Ferrario, di 3 lire, 6 soldi e 4 denari, corrispondenti a un terzo del prezzo di una casa, posta in Ventimiglia, che possiede in comune con Richelmo di Tenda e Verdana, moglie di Giranni di Tenda, destinata alla canonica della città.

In nomine Domini amen. Confitetur Guillelminus, filius Adalaxie Calcie, nomine dicte matris sue, se habuisse et recepisse a Bertholomeo Ferrario iudice, operario canonice Vinctimilii pro comuni Ianue, libras tres et soldos sex et denarios quatuor ianuinorum, de precio domus posite in Vinctimilio et extimate per comune Ianue, in qua dicta Adalaxia habet terciam partem pro indiviso cum Richelmo de Tenda et cum Verdana, uxore Granni de Tenda, abrenuncians exceptioni non numerate pecunie et omni exceptioni, promittens dictus Willelminus et Obertus Iudex, quilibet eorum in solidum, se facturos et curaturos ita quod dicta Adalaxia dictam solutionem ipsi Guillelmino factam ratam et firmam habebit sub pena dupli et obligacione bonorum suorum. Actum in capitulo Victimilii, anno dominice M°CC°LII°, indictione VIIII, die II septembris.

(S.T.) Ego Iohannes Fornarius, notarius sacri palacii, rogatus scripsi.

(S.T.) Ego magister Nicolaus da Sancto Laurentio, sacri palacii notarius, transcripsi et exemplificavi septem suprascripta instrumenta ab autenticis et originalibus factis per manum Iohannis Fornarii notarii, nichil addito vel diminuto nisi forte littera vel sillaba, titulo seu puncto plus minusve, sentencia in aliquo non mutata, precepto tamen domini Baxani Pacalodi, iudicis et assessoris domini Martini de Summaripa, potestatis Ianue, pre- sentibus Willelmo de Varagine, scriba comunis, et Nicolao de Porta notario, M°CC°LV°, indic(tione) XII, die XXVIII marcii.

(S.T.) Ego Rollandinus de Ricardo, sacri palacii notarius, suprascripta exempla extraxi et exemplificavi ex registro comunis Ianue scripto manu magistri Nicolosi de Sancto Laurentio, ab illis videlicet que idem magister Nicolaus exemplavit ab instrumentis publicis scriptis manu Iohannis Fornarii notarii, sicut in eis vidi et legi, nichil addito vel diminuto nisi forte littera, sillaba, titulo seu puncto causa abreviacionis, sententia non mutata, de mandato tamen domini Dannii de Osnaigo, civitatis Ianue potestatis, presentibus testibus Iohanne Bonihominis et Loysio Calvo, cancellariis comunis Ianue, et Iacobo de Albario notario, M°CCC° primo, indictione XIII, die XX iunii.

Società Ligure di Storia Patria,
«I Libri Iurium della Repubblica di Genova»,
Vol I/6, a cura di Maria Bibolini,
Genova 2000,
pagg. 190-.

Sul mancato imbarco sulla galea di Oberto Giudice

1258

Al di fuori della cinta muraria (nelle immediate adiacenze della città) esistevano altri edifici che per la loro importanza meritano senz’altro la nostra attenzione. Tra questi ne ricordemo due: la domus infirmorum de Cardona e l'hospitalis de Arena. La domus infirmorum de Cardona si trovava a breve distanza dal mare1, ed immediatamente al di sotto della città, in quel tratto di spiaggia tra Sanctus Nicolaus e la roca sìve ripa. La domus de Cardona, presumibilmente, essendo situata fuori, extra moenia, in una zona adibita a scalo marittimo, veniva utilizzata come luogo di accoglienza e di assistenza per chi era colpito da malattie contagiose. L'hospìtalis de Arena, localizzato prope Vìntìmilium, era ubicato a est della citta, oltre il fiume Roia, forse dove ancora oggi persiste il toponimo Arene. Qui — come ipotizza il Boldorini — venivano assistiti i pellegrini, provenienti dalla Provenza, che si recavano alle tombe degli Apostoli.

Oltre alle sopra citate strutture assistenziali, è bene ricordare che in territorio Vintimìlii operavano anche la domus de Cadecornia (menzionata anche come domus de Cornia), l'hospitalis de Clusa e l'hospitalis sìve ecclesìa Sancte Marie de Rota.


1 L. Balletto, «Atti rogati a Ventimiglia da Giovanni di Amandolesio dal 1256 al 1258», Collana storico-archeologica della Liguria occidentale, XXVI, Bordighera 1993, n. 559. L’atto — rogato in litore maris aput Cardonam — riguarda una questione inerente il mancato imbarco di Michele di La Turbie, al momento della partenza della galea di Oberto Giudice, diretta in Romania.

Giuseppe Palmero,
«Ventimiglia medievale: topografia e insediamento urbano»,
in
Atti della Società Ligure di Storia Patria,
Nuova Serie XXXIV, (CVIII) FASC. II,
Genova — MCMXCIV,
pagg. 56-57.