Data di nascita

12 luglio 1898

Periodo di riferimento

1898-1943

Data della morte

?

Cosa si sa

Michele de Iudicibus nasce a Molfetta (BA) il 12 luglio 1898 da Sergio e Maria Domenica De Pinto1. Primo di due figli: Michele e Isabella. In precedenza il padre aveva avuto altri sei figli, di cui uno morto neonato, da Maria Michela Altomare: Corrado, Mauro Lucio, Domenico, Anna Antonia, Domenico e Augusto Francesco. Sposa Serafina Cappelluti. Non sappiamo se abbiano avuto figli.

Nel 1927 emigra in Australia dove vive 15 anni prima di essere internato in un campo durante la Seconda Guerra Mondiale. Dopodiché torna a Melville (AU-WA) dalla moglie. Non si conoscono il luogo e la data della morte.

Archivio di Stato,
Stato Civile Italiano,
1 Atto di nascita n. 882.

Verso l’Australia

Nel 1927 Michele lascia il porto di Napoli in Italia il 29 novembre 1927 e arriva ad Adelaide1, nell'Australia Meridionale, l'8 dicembre 1927 con la nave “Caprera”. Qui si stabilisce con la moglie. Dopo 15 anni, allo scoppio della guerra, Michele è uno dei tanti italiani che diventano di colpo “stranieri nemici”. Così, il 16 giugno 1942 Michele viene arrestato e internato nel campo di Parkeston col numero W.15262. La moglie, Serafina Cappelluti, rimarrà invece presso la sua abitazione, al 42 di Albert Road, a Melville (AU-WA). Michele rimarrà in internamento fino alla vigilia di Natale del 1943, quando sarà definitivamente rilasciato dal campo di Loveday, nel quale era stato trasferito il 5 novembre 1942.

Dai documenti relativi all'internamento sappiamo che Michele è alto un metro e settanta, pesa 63 chiilogrammi, quindi è decisamente magro, ha i capelli castani ricci, con una spruzzata di grigio, e gli occhi azzurri. Inoltre è strabico all'occhio sinistro e ha una cicatrice sulla tibia. Sempre sui documenti è scritto che Michele è un Fish Hawker, ovvero un venditore ambulante di pesce2.

1 Fremantle, Western Australia,,
Passenger Lists, 1897-1963,
2 Documenti allegati.

[N.d.A.] Quando Sergio de Judicibus arriva a Freemantle nel 1950, è un certo Michele a fargli da garante. È ragionevole supporre che fosse il suo fratellastro, arrivato in Australia diversi anni prima.

I campi di internamento

Il 10 giugno 1940 l'Italia entrò in guerra a fianco della Germania e quindi contro gli Alleati, dei quali facevano parte tutti i Paesi del Commonwealth, Australia inclusa. In queste nazioni esistevano norme giuridiche che stabilivano che i cittadini dello Stato con cui il Paese si trovava in guerra erano di fatto degli “enemy alien”, ovvero degli stranieri nemici, e come tali andavano trattati. Vennero considerati tali sia coloro che erano presenti temporaneamente, per viaggio, studio o affari o come missionari, nel Paese, sia quelli che erano emigrati e si erano stabiliti nel Paese, sia addirittura coloro che avevano già preso la cittadinanza del nuovo Paese.

Una categoria particolare di internati civili furono i “merchant seamen”, gli uomini imbarcati sulle navi mercantili o passeggeri, alla fonda in porti diventati nemici, oppure, in navigazione e costretti ad approdarvi. Divennero anch'essi internati civili, addirittura gli Stati Uniti arrivarono a raggrupparli e a limitarne la libertà fin dall'ingresso dell'Italia nel conflitto, ben prima della dichiarazione di guerra agli Stati Uniti dell'11 dicembre 1941. La loro specificità è evidenziata dal fatto che nel corso del 1942 la Gran Bretagna e i Paesi del Commonwealth trasformarono il loro status giuridico da internati civili a prigionieri militari.

Per le varie categorie di italiani nel mondo si spalancarono i cancelli dei campi di internamento, non per tutti, fortunatamente, e non sempre per l'intera durata della guerra. Spesso si trattava di campi già predisposti per l'analogo motivo durante la prima guerra mondiale, nuovamente riaperti per ospitare i tedeschi, che erano in guerra fin dal 1° settembre 1939. Riguardò prevalentemente i maschi, tranne nelle situazioni in cui lasciare le donne e i bambini privi della presenza degli uomini li avrebbe esposti alla impossibilità a provvedere alla propria sopravvivenza.

La graduale liberazione riguardò coloro che vivevano stabilmente nel Paese di immigrazione, non coloro che avrebbero dovuto rimpatriare, per i quali si dovette attendere la fine della guerra.

Maria Marchetti,
«Gli Italiani Residenti in Paesi Diventati Nemici»,
il Postalista.

Documenti

Una serie di documenti che riguardano il periodo in cui Michele fu trattenuto in internamento in Australia.

Clicca qui a sinistrasopra sulle singole voci per vederne il contenuto.
SCFServices and Casualty Form16 giugno 1942
NDRNon-Disclosure Request18 giugno 1942
ProprietàProperty Statement18 giugno 1942
RapportoReport on Internee19 giugno 1942
RilascioRelease from internment camp24 dicembre 1943

Services and Casualty Form

16 giugno 1942

Il 16 giugno 1941 Michele viene arrestato e internato nel campo di Parkeston. Nel 1942 verrà spostato nel campo di Loveday.

Services and Casualty Form
Services and Casualty Form

Non-Disclosure Request

18 giugno 1942

Quando viene chiesto a Michele se dovessero informare il Governo italiano del suo internamento, Michele chiede che non venga fatto. Non sappiamo il motivo. Probabilmente non vuole essere associato col regime fascista perché ormai vede nell'Australia la sua nuova patria.

Non-Disclosure Request
Non-Disclosure Request

Property Statement

18 giugno 1942

Al momento dell'internamento a Michele viene fatto il censimento delle proprietà e dei beni in suo possesso per l'eventuale restituzione alla fine della guerra.

Property Statement
Property Statement

Report on Internee

19 giugno 1942

Dal rapporto ufficiale sull'internamento veniamo a sapere molte informazioni sull'aspetto e sulle caratteristiche di Michele.

Report on Internee
Report on Internee

Release from internment camp

24 dicembre 1943

Michele viene rilasciato il 23 dicembre del 1942. Il giorno dopo viene messo su un treno per Perth. Dobbiamo quindi ritenere che Melville non sia la cittadina che si trova a sud di Perth, alla foce del fiume Swan. Oggi, tuttavia, in quella città, non c'è più alcuna Albert Road.

Release from internment camp
Release from internment camp

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